Frammenti su Arkeon

padre, famiglia, cerchio, Arkeon, figli, Vita, Fede, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoNovember 7, 2009 11:55 pm

 

Autore: Sertan

Data: 17 maggio 2009

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Arkeon 

Sono passati 4 anni dal mio primo seminario in Arkeon e ricordo ancora chiaramente quello che pensai la domenica sera, sul finire dell’incontro: “questo è il posto che cercavo” dissi a mia moglie.


A convincermi che fosse il posto giusto per me, in quel preciso periodo della mia vita, fu un rispettoso silenzio e capacità di ascolto mostrata da ognuno dei partecipanti nei confronti dell’altro. E un’intimità così profonda che prima di allora avevo ritrovato solamente nei miei pensieri più reconditi. Quelli che nemmeno tu stesso dici ad alta voce, per paura che possano essere ascoltati.   


Ciò che mi colpì maggiormente, in quei giorni, fu proprio quel senso di solidarietà creato dall’incontro di più voci che raccontavano lo stesso sentimento: la nostalgia. Forse di un posto (interiore) che non si conosce, o di un qualcosa che ancora non è accaduto. Qualche volta la nostalgia di se stessi, per quella distanza invalicabile che separa il come ci si sente dentro e il come si appare fuori. Altre volte la nostalgia di qualcuno che possa ascoltarci sul serio: un amore, un amico, un fratello, un padre. Qualcuno che ci possa aiutare, con una spinta nell’anima, a compiere quel salto che separa l’esistere dall’essere. Attraversando la paura di non piacere agli altri, di essere deriso, di deluderli o di spaventarli. Mostrando quella parte di sé che troppo spesso viene data per scontata, perché così ovvia nella sua semplicità, e poco credibile per il mancato riscontro che ha nella vita di tutti i giorni: quella parte che è il cuore. Che sogna il bello per sé e per chi ama, che ama la semplicità di un gesto spontaneo e la bellezza delle piccole cose, che non si arrende all’evidenza delle apparenze e impara a progettare l’impossibile, che crede in un suo domani splendente e non si fida di chi si piange troppo addosso. Il cuore, così spesso abusato dalla bocca di tutti, ma mai sconfitto dalle esperienze di vita, perché continua a palpitare, a dispetto di ogni cosa, nonostante tutto.

Quel giorno, fra tutta quella gente seduta in cerchio attorno ad un fuoco, ho incontrato la voglia di rivendicare questa parte sacra che appartiene ad ognuno di noi. Quella che un disilluso chiama buonismo, quella che un miscredente chiama idiozie, quella che un bugiardo chiama ipocrisia , quella che un paranoico chiama plagio.  

 

E invece esiste” – pensai. Quando vidi un uomo grande sembrare piccolo, in ginocchio, dinanzi a suo padre; o quando ascoltai il pianto a dirotto di una piccola madre che tornava, riconoscente, fra le braccia di sua madre grande. E ad ogni nuovo nato, sollevato da un padre nuovo, con le braccia tremanti di orgoglio, sopra le nostre teste. Le cose importanti, quelle che più contano… a detta di tanti, ma in cui pochi credono fermamente.

In Arkeon ho conosciuto questa possibilità di vivere …pericolosamente! A cuore aperto. Affinché tutte le cose possono insegnarti un senso o negartelo. E affinché ognuno possa venire da te per incontrarti o per ferirti. Dove quella linea sottile che separa l’ingenuità dall’incoscienza, si chiama FEDE.


Sei cresciuto” mi dicono spesso. E a lungo mi sono chiesto quanti sensi potesse avere una frase semplice come questa. Poi mi sono voltato indietro. Ho ripercorso la distanza e la disistima che c’era fra me e mio padre, o le liti ed i silenzi dispettosi che interponevo fra me e mia madre. Il gelo, mai spezzato da un abbraccio, con i miei fratelli, e la bruciante sofferenza che avvertivo nello stare fra i miei colleghi - mai amici ma sempre conoscenti.


Si, penso di essere cresciuto, e il senso di questo crescere l’ho trovato nell’esperienza paternità. E’ affiorato alla mia mente poche settimane fa, nel giardino della mia casa d’infanzia: mio nonno, mio padre, io e mio figlio a giocare insieme con un pallone, come se fossimo tutti bambini, o tutti quanti uguali. Lo stesso sangue, la stessa carne. La vita che va avanti e che trova un senso proprio nell’essere vita. Con quella sensazione – dalle antiche radici - che ci sia un Padre per ognuno di noi che abbia voglia di (ri)abbracciarlo. Da qualche parte, nel profondo…

 

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 29, 2009 10:11 am

Autore: Klee
Data: 28 maggio 2009
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Arkeon, il mio nuovo maestro 

Accetto anzi, secondo la regola che ho conosciuto e accolto nel lavoro di Arkeon come regola dell’anima e della vita, che quello che è accaduto sia la naturale prosecuzione del lavoro su di me e sulla mia vita. Il mio maestro non è più Vito ma la Tinelli…e come diceva Vito a ragione, i maestri migliori sono sempre i più stronzi (in senso archetipico, intendo). Non ci sono “intensivi e sedie” che valgano le mattine che uscivo dicendo a mia moglie di stare calma se arrivavano i carabinieri senza sapere perchè; o i giorni che arrivavo in ufficio dopo una trasmissione di Striscia e una chiamata dell’Amministratore Delegato mi faceva temere di aver perso il lavoro senza sapere perché; o le sere che mi chiamavano degli amici per dirmi che uno aveva perso il lavoro, che uno aveva tentato il suicidio, che uno non era riuscito a tenere unita la famiglia e per tutto questo non c’era un perché.

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 18, 2009 11:45 pm

Autore: Il Caso Arkeon
Data: 24 aprile 2009
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“Arkeon è una psicosetta i cui vertici sono stati condannati e incarcerati per truffa, associazione a delinquere e violenze”.

Per chi non sappia cos’è stato Arkeon, questa è la verità su Arkeon. O quantomeno questa è la sola verità reperibile in rete, sulla stampa o dalla televisione.

Tuttavia questa verità è falsa.

Contiuna a leggere…

 

anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Vito Carlo Moccia, Caccia alle stregheApril 17, 2009 9:37 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
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Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

Tiresia in azione contro Arkeon 

[inizio citazione]
(Lettore, puoi immaginare come ci si può sentire in quella situazione? Amico psicologo, è lecito sottoporre le persone a questo tipo di violenze psicologiche senza prima, come minimo, avvertirle?
Avvocato, cosa può denunciare e a chi la persona che si trova in una situazione come questa? Caro Ministro di Grazia e Giustizia, non le sembra che sia ora di rivedere la legge sul reato di plagio? E sulle violenze psicologiche all’interno di questi gruppi di "consapevolezza"?).
[fine citazione]

Questa frase mi fa quasi esclamare "Alla faccia dell’obiettività e di aver solo raccontato quello che Tiresia ha visto (in quale film non l’ho ancora capito)!"

Questa invocazione retorica di Tiresia rivela ancora più chiaramente le tesi che Tiresia vuole confermare:

1. dimostrare sofferenza psicologica nei partecipanti
2. mancanza di consenso
3. equiparare a violenze psicologiche gli esercizi
4. preparare denunce
5. raccogliere informazioni
6. muovere anche a livello politico tutto il possibile contro il
metodo Arkeon ("Caro Ministro di Grazia e Giustizia, non le sembra che
sia ora di rivedere la legge sul reato di plagio?")
7. attivare psicologi e avvocati contro Arkeon

Come mi sono sentito io la prima volta che ho fatto le sedie? Emozionato, sì. Sarei tornato indietro: mai - perché era quello che avevo chiesto: non panicelli riscaldati, ma un percorso non psicologico, ma di reale, severa introspezione. Ero avvertito? Sì, perché, anche senza sapere i dettagli, ne avevo parlato con Vito, con altri e sapevo che non stavo per fare un corso di intellettualismo in poltrona.

C’era violenza psicologica? A parte che non conosco il termine da un punto di vista tecnico, ho avvertito, io personalmente, sì violenza in questi attacchi da me percepiti come ciechi, maliziosi e sarcastici di Tiresia.

anti-sette, Arkeon, Margaret Singer, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRIS, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 8, 2009 7:22 pm

Autore: Pietro Bono
Data: 21 marzo 2009
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Sito di Raffaella Di Marzio oscurato 

Raffaella ha pagato, come credo sempre abbia fatto, e continua a pagare in prima persona, per il coraggio di non entrare nel coro. E di farsi, di volta in volta, una sua personale opinione e una sua personale ricerca sul campo.
Per non aver voluto anche lei mangiare la “zuppa” precotta della Dott.ssa Tinelli, dispensata a piene mani alla Digos ed alla Procura di Bari, alla SAS, al GRIS, all’Ordine Psicologi Puglia, ai Codacons Puglia, ai media, a tutte le associazioni anti-cult italiane ed europee e Dio solo sa’ a chi altri.
In fondo, entrare in quella squadra, poteva dare anche a lei dei risultati, come del resto è stato intanto per taluni.
http://www.altrapsicologia.it/elezioni-enpap/cig-sud-lorita-tinelli.asp
http://www.osservatoriopsicologia.it/chi_siamo/

Raffaella no, non ha chinato il capo. E prontamente è stata punita, con i sistemi che ben abbiamo imparato a conoscere.

Raffaella, prima di essere brutalmente censurata, con l’oscuramento del suo sito http://www.dimarzio.it/srs/ , e con un Avviso di Garanzia, il cui testo stranamente quasi coincide con la lettera della Dott.ssa Tinelli http://covilt.myblog.it/archive/2009/01/13/chi-diffama-chi.html , aveva raccolto molte testimonianze.
E certo Raffaella è anche al corrente delle tante soverchierie messe in atto contro le famiglie di arkeon.
E sono certo che, appena le sarà consentito dalla Procura di Bari, riprenderà la sua ricerca sul caso arkeon. Immagino con un occhio ancora più attento, se possibile.

Raffaella sa’ delle minacce, delle persecuzioni, delle distorsioni, delle prevaricazioni, anche delle vere e proprie induzioni a gesti estremi di auto-lesionismo.
E certo, a suo tempo saprà cosa fare, nell’ambito scientifico, di queste informazioni.

Così Raffaella desidero ringraziarti pubblicamente: Grazie di cuore.
Anche tu, e certo ne sei cosciente, hai salvato solo con la tua presenza silenziosa di questi mesi, tante famiglie dalla frantumazione.
Soprattutto hai accolto, finché ti è stato possibile, lo smarrimento e in qualche caso, il grido di dolore di tante famiglie, con estrema umanità e con estremo rispetto, così come immagino hai sempre accolto il grido di aiuto dei fuoriusciti dai culti e delle loro famiglie.
Grazie per averci trattati come “persone”, e non come “appestati”.

Reiki, Arkeon, Vito Carlo MocciaApril 7, 2009 8:22 am
Autore: Baraka
Data: 27 marzo 2009
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hs

Il Sistema Usui di Guarigione Naturale è stato per me un onorabile compagno di viaggio.

E’ una disciplina antica, divenuta ormai una scheggia impazzita della baraonda new age.

Come tale  si è prestata con facilità al gioco delle tre carte  impiegato per la delegittimazione di Arkeon  (è  sempre e solo roba da ciarlatani, in sè è cosa buona solo lì è cattiva, è una eresia). Penso che il significato di una pratica dipenda in primo luogo dal rispetto che si ha per se stessi, per gli altri e per l’evoluzione della propria storia e della propria ricerca.


Oggi voglio rendere un mio grazie a questa disciplina così silenziosa e semplice.


E ricordare il significato migliore che  di questo simbolo conservo, ossia che “l’origine dell’Uomo riflette, sulla via dell’amore, il nome di Dio”.

anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Margaret Singer, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 6, 2009 1:48 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

Arkeon, il ki training non era obbligatorio

"Fare il ki-training era assolutamente obbligatorio e chi arrivava in ritardo o non si presentava, veniva ripreso in modo diretto o indiretto dal maestro che sottolineava la sua "mancanza di impegno" o simili facendogli fare una figuraccia davanti al gruppo."

Questa poi. La maggior parte dei maestri non faceva il ki-training alzandosi tardi, compreso Tiresia (sbagliando secondo me, ma fatti loro). Ricordo persone che non lo facevano o arrivavano tardi o ne saltavano una buona parte per fumare (sigarette non salvia) e chiacchierare e mi sembra che non siano state riprese particolarmente.

Poi c’è l’aspetto caratteriale, indubbiamente: io sono permaloso, ma se qualcuno mi dice sorridendo "ti piace dormire, eh?", la prendo bene. Anche se qualcuno si sente figo per essere perfetto nell’orario rispetto a me, sorrido anche io. C’è chi lo prende come un’offesa imperdonabile o una figuraccia davanti al gruppo - ma sarebbe lo stesso a scuola o al lavoro (anzi peggio).

Che descrizione dell’atmosfera soggettiva dà Tiresia, comunque!

Poi c’è un’altra considerazione cioè chi partecipava ad un intensivo formava un gruppo che arrivava con la testa piena dei propri problemi contingenti e, per sua scelta, voleva passare del tempo ad esplorare, insieme agli altri, le cose importanti della vita.

Avete mai partecipato ad un gruppo di lavoro (non di ricerca personale, ma professionale)?

Provate a vedere come funzionano quelli che vengono a una riunione sì e tre no. Non sanno di cosa si parla, hanno altro per la testa, rallentano il progresso. Per cui, alla fine, come accadeva, chi saltava qualche attività lo faceva poche volte. Insomma se un gruppo fa un corso di sci insieme per una settimana, non è che si può saltare una lezione su due. Perché poi sulla pista nera si fa perdere del tempo a tutti. Da cui l’incoraggiamento a partecipare - sempre fatto con cortesia e lasciando la libertà di esserci o no.

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Claudio RiséMarch 29, 2009 5:16 pm

Autore: la redazione del blog di Claudio Risé

Data: 12 marzo 2009

Anonimi contro Arkeon

[…]

Il resto non ci riguarda.

Siamo solidali con tutti coloro che in questa vicenda hanno, a vario titolo, sofferto.

E siamo contro ogni linciaggio, ogni auto-da fé, ogni testimonianza resa di fronte alle telecamere con una coperta in testa; che ci farebbe ridere, se non ci preoccupasse.

Il processo lo faccia chi, per legge, è titolato a farlo: la magistratura.

Noi non ci faremo portatori di minacce, né di invettive.

Di richiesta di giustizia, e di libertà, sì.

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments 

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 24, 2009 6:10 am

Autore: Redazione del blog di Claudio Risé

Data: 12 marzo 2009

Contro Arkeon o contro la libertà?

La redazione di questo blog non è interessata, e non ha gli strumenti, per dire chi ha torto o ragione nel dibattito pro e contro Arkeon.

Lo dirà la sentenza della magistratura, che anche Risé s’è augurato sia rapida, a tutela della libertà e dignità delle persone.

Dato che sembra si parli di plagio, concetto giuridicamente fragile ed usato più volte nella storia per conculcare libertà personali (anche contro gli omosessuali, come nel famoso processo contro il prof. Aldo Braibanti, negli anni 60), non è escluso che tocchi comunque aspettare prima di arrivare ad una sentenza definitiva.

Fino ad allora, non c’è nessun colpevole, bensì un’inchiesta giudiziaria, si spera avviata a conclusione.

[…]

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments 

cerchio, anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Cesap, Vito Carlo MocciaMarch 22, 2009 9:18 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

[…]

Bambino che canta Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

"Le persone, a turno, dovevano cantare il proprio nome e subito dopo, ad un cenno del maestro, tutto il gruppo doveva ripetere il nome di quella persona così come essa lo aveva cantato, accentuando i tratti che potevano risultare imbarazzanti, tipo la voce un po’ tremolante, o flebile, o stonata o quant’altro, creando, quindi, un sicuro imbarazzo in chiunque, come ben spiega … motivandone chiaramente il fine."

Io dico, a titolo personale: nella sala, era chiesto alle persone, per presentarsi, di cantare il proprio nome, invece di dirlo.

Si è trattato di un momento, che ci ho messo anni a considerare piacevole. Non mi è venuto mai in mente di non farlo perchè, se avevo scelto di andare ad un intensivo, era per fare le attività proposte (anche se quando non me la sentivo proprio, mi sono tirato indietro).

In tanti contesti mi sono sentito imbarazzato ad espormi.

In Arkeon no, perché ho trovato che anche la "lieve presa in giro" se c’era era proprio benevola e con il sorriso sulle labbra.

Il sicuro imbarazzo di chiunque? Io, timido e stonato, mi sono sempre sentito accolto. Ma molti non sono timidi. In più, più persone cantavano, più ci si rilassava: e quindi da un nome monotonico si passava ad un gorgheggio ripetuto. Quando poi sono capitate cantanti liriche l’imbarazzo era più per il gruppo che ripeteva che per loro che cantavano. Ma, poi, queste cose non le fanno pure i boyscout e gli oratori?

Tutto dipende da quanto è accogliente chi conduce e in questa fase io ho trovato totale accoglienza.

Qui si tocca un punto importante del lavoro di Vito Carlo Moccia.

Potete chiedere ad un bambino di cantarvi una canzone (superando spesso un po’di vergogna) e poi prenderlo in giro: è terribile, rompete un’innocenza.

Di solito, infatti, impariamo a non esporci più nella vita. Ad Arkeon, il tentativo (riuscito) di Vito era di fare proprio il contrario: invitare il bambino a cantare la sua canzone e fargli i complimenti per aprire il suo cuore alla fiducia. Pian piano anche ad insegnarli, e torno all’esercizio, che una presa in giro bonaria, una piccola critica, non è una ferita, ma una cosa su cui si può ridere insieme.

E che forse è anche bene non prendere troppo sul serio se stessi.

[…]

padre, anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Povia, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 18, 2009 4:03 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 9 marzo 2009

Una bella caccia alle streghe ad Arkeon[…]

Conosco il gruppo Arkeon perché molti pazienti me ne hanno parlato.

Più che una setta mi pare uno dei tanti “franchising” similpsicologici di successo presenti nella “terra di nessuno” degli incontri di gruppo.

Il suo fondatore aveva ben intuto che gran parte dei malesseri attuali nascono dall’assenza del padre, e su quello ha fatto crescere la sua iniziativa.

Personalmente, non mi risulta che fossero particolamente fissati sull’omosessualità, né che abusassero di minori. Comunque, se Luca voleva uscire dalla situazione in cui era, e Arkeon l’ha aiutato, meglio così.

Speriamo piuttosto che arrivi presto il processo, perché non si può mettere in galera, le persone per anni, e linciarle a colpi di scoop con testimoni che parlano incappucciati: fa venire i brividi, è roba da Ku Klux Klan, altro che libertà d’informazione. In tutta questa storia, ed anche nel suo messaggio, circola una spiacevole aria di caccia alle streghe.

Che il movimento degli omosessuali, persone cacciate per secoli, si riduca a questo, mi dispiace. Molto. Auguro a tutti di ritrovare il gusto per la libertà, e il rispetto per le scelte delle persone.

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Povia, Claudio Risé, Caccia alle streghe 3:38 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 10 marzo 2009

Buone intenzioni in Arkeon 

[…]

confermando che Arkeon tutto era fuorché una setta, non tutti i gruppi che vi appartenevano erano di alto livello, e non mi pare che i criteri formativi fossero proprio trasparenti. Peccato perché le intuizioni di partenza (che oltretutto hanno fatto ampio riferimento ai miei libri), erano molto efficaci. Spero comunque che la cosa si risolva positivamente per chi vi ha messo forze ed energie….

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRIS, PoviaMarch 11, 2009 5:41 pm

Autore: Pietro
Data: 11 marzo 2009
Post originale

Father and prodigal SON

Lungo il mio cammino in arkeon ho avuto il piacere di conoscere molte persone e molte esperienze.

Quando nella primavera del 1999, invitai mio padre Domenico ad un seminario, lui si dimostrò assai restio. Infine, per amor mio, venne.

Nel corso del seminario, sentii l’irrefrenabile bisogno di chiedergli scusa. E in un pianto dirotto, gli aprii il mio cuore e gli raccontai di tutte le volte che avevo pensato male di lui e l’avevo rinnegato, separandomi nel mio cuore, sempre più da lui.

Durante quel seminario ricevetti anche io, le sue mani sul mio capo, e mi benedisse tra le lacrime di commozione nostre e di tutti i presenti.

Questa cerimonia della benedizione, che in arkeon si era affacciata spontaneamente qualche anno prima, l’ho vista ripetuta in molti seminari.

In alcuni casi ha riguardato naturalmente anche persone omosessuali. Alcune di queste persone, hanno nel tempo esplorato autonomamente la possibilità di includere nel proprio orizzonte un affetto e un legame di tipo eterosessuale. Altri sono rimasti, altrettanto legittimamente, sulle proprie scelte di tipo omosessuale, ma credo, con altrettanta pace interiore di chi aveva mutato orientamento.

Perché ritengo che quella benedizione, e il cammino per accoglierla, ci abbia segnati tutti in egual modo.

E se mi è permessa una vena polemica, rispetto alla caccia alle streghe scatenata contro arkeon, e di cui ho scritto una lettera pubblica anche in italiano alla Fecris nell’Ottobre 2008 http://pietrobono.blogspot.com/ , non credo sia casuale il fatto che la promotrice di tale caccia sia anche tra i firmatari di questo documento: “Chiediamo scusa ai gay e alle loro famiglie. La canzone di Povia “Luca era gay” riletta da psicologi”. http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/03/04/chiediamo-scusa-ai-gay-e-alle-loro-famiglie-la-canzone-di-povia-luca-era-gay-riletta-da-psicologi/

Grazie e buon lavoro a tutti.
Pietro Bono

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, PoviaFebruary 27, 2009 1:14 am

Autore: Cosimo
Data: 26 febbraio 2009
Post originale

Sciacallo contro Arkeon 

[…] continuo a non capire, se anche povia avesse fatto arkeon  o se il luca della canzone fosse anche quel luca del servizio, che cosa proverebbe, che scandalo ci sarebbe, che cosa significherebbe.

Qual’è il pezzo di carne sanguinolenta su cui questi sciacalli si credono di avventarsi.

E questo mi rimanda alla cosa per me più grave, e desolante.

Che sempre più viene esercitata una pressione spaventosa su chi - facendosi gli affari propri e senza far niente a nessuno - vive la propria vita in un modo che non piace "agli altri". Dove gli altri sono ovviamente piccoli gruppi di pressione ben addentrati nei meccanismi della comunicazione e della politica che riescono ad imporre le proprie paturnie al genere umano.

[…]

famiglia, cerchio, anti-sette, Reiki, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Raffaella Di MarzioJanuary 27, 2009 6:12 am

Essere o non essere setta?

Quando l’informazione diventa dogma,i comitati diventano tribunali,gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime.

Articolo di Raffaella Di Marzio
Aggiornato al 1 Novembre 2008


Post originale

Esperto di NMR incontra settaroli

Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno,

15 Febbraio 2008, p.2.

Caso setta, blitz romano della polizia

Ottanta adepti di “The sacred path” sorpresi in un albergo della capitale: anche un prete L’attività della presunte setta “the Sacred Path”continuerebbe, almeno apparentemente. Lo dimostrerebbe il blitz, compiuto dalla polizia di Roma, in un albergo della capitale. Gli agenti hanno trovato il presunto santone, Vito Carlo Moccia, 55 anni, barese, insieme con un’ottantina di persone, impegnate a partecipare a una riunione più o meno rituale, con tanto di candele. Fra loro, anche un sacerdote e uno psicologo.

Gli agenti hanno interrotto l’incontro, hanno generalizzato i partecipanti e sequestrato alcuni documenti e le stesse candele utilizzate. L’incartamento investigativo è stato poi trasmesso al pubblico ministero inquirente, il sostituto barese Francesco Bretone. Stando alle indagini sfociate nella notifica di alcune informazioni di garanzia a ottobre scorso, il “gruppo dirigente” della presunta setta avrebbe diffuso - con un certo consenso e una popolarità anche televisiva - il metodo psicologico innovativo “ Arkeon”. La sede di “The Sacred Path” è a Bari.

Prendendo spunto da questa notizia, vorrei fare alcune riflessioni in merito a quattro questioni che, in questo articolo, vengono affrontate simultaneamente poichè sono strettamente collegate tra loro:

1) il modo approssimativo e/o aggressivo di fare informazione (di cui l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno è solo un pallido e sbiadito esempio)

2) il modo in cui alcune agenzie mediatiche, gruppi di professionisti esperti e di cittadini si sono impadroniti e stanno attualmente gestendo il caso ARKEON, nome attribuito ad un percorso sperimentato e ideato da Vito Carlo Moccia

3) le conseguenze generate da una gestione dei conflitti tra sistemi sociali che mira non alla risoluzione e composizione dei conflitti stessi ma ad una loro estremizzazione, allo scontro tra le diverse parti, che in alcuni casi può arrivare alla organizzazione di gruppi di pressione che si attivano per mettere in atto minacce, intimidazioni, e alimentare, comunque, un clima di tensione sociale

4) il modo di affrontare lo studio e la ricerca sulle nuove forme di religione, spiritualità e le nuove forme di aggregazione che mirano a potenziare le capacità umane e dare una risposta (religiosa, filosofica, antropologica) alle domande dell’uomo su se stesso, sul senso della vita e della morte. In questo ambito la difficoltà dello studioso sta nel comporre e verificare le diverse narrazioni, quelle di chi è entusiasta e di chi è scontento, di chi ha avuto benefici e di chi si è sentito o è stato realmente abusato

Per quanto mi riguarda mi trovo coinvolta nel caso Arkeon mio malgrado, poichè, fino a qualche mese fa, non ero a conoscenza neanche dell’esistenza di questo gruppo.

Qualche tempo fa ho ricevuto una strana email da uno dei maestri di ARKEON, i cui seminari sono stati sospesi dall’ottobre del 2007, dopo circa un anno e mezzo di indagini iniziate il 20 Giugno 2006 e la consegna di alcuni avvisi di garanzia. Erano e sono indagate dalla Procura della Repubblica di Bari sei persone, tra le quali Vito Carlo Moccia.

Pietro Bono, che si è subito identificato con nome e cognome, mi chiedeva aiuto perchè lui, la sua famiglia e le famiglie di altri aderenti allo stesso gruppo erano state oggetto di alcune trasmissioni televisive, articoli giornalistici e discussioni in Internet nelle quali ARKEON veniva definito “psicosetta” o “psicosetta satanica”, il loro fondatore “guru” o “caposetta” e loro, tutti in blocco, o poveri plagiati oppure (peggio) complici delle malefatte del “capo-setta”.

Pietro Bono mi ha segnalato alcuni link dai quali si accedeva alle registrazioni delle trasmissioni, ad articoli di giornali e forum di discussione nei quali un certo numero di persone (non si sa mai quante persone dal momento che si usano gli pseudonimi) denunciavano gli abusi subiti nella “psicosetta” ARKEON. Mi aveva, inoltre, chiesto dei chiarimenti su cosa fosse il lavaggio del cervello e il plagio (voleva sapere come funzionasse il processo per cercare di capire se c’era qualcosa in lui che non andava) e io l’ ho invitato a leggere alcuni miei articoli pubblicati su questo portale.

La cosa che mi lasciò perplessa fu la motivazione con la quale Pietro Bono mi aveva scritto: chiedeva aiuto in quanto, come membro della “setta”, era stato travolto, insieme a decine di altre persone, e intere famiglie, da una ondata mediatica di fronte alla quale si sentiva “indifeso”, “confuso”, “sbigottito”, “smarrito” e "impotente", poichè, essendo definito membro di una setta, risultava anche, di conseguenza, “plagiato” e quindi qualsiasi cosa dicesse o facesse non sarebbe stata presa in considerazione da nessuno. Chi ascolterebbe un plagiato?

Non mi era mai capitato di ricevere una richiesta di aiuto simile a questa.

Le richieste di aiuto che ricevo sono quelle di famigliari di persone che sono entrate a far parte di qualche gruppo e che chiedono aiuto per ritrovare il loro congiunto. Oppure mi scrivono persone che sono uscite da una setta e chiedono come fare per ritornare alla loro vita di prima, recuperando la serenità perduta. Ricevo anche semplici richieste di informazioni su gruppi di vario genere da parte di enti o di privati.

Mi colpirono due cose: la prima fu che la persona in questione mi diceva che all’interno di ARKEON era iniziato da tempo un processo di riflessione e di autocritica, provocato anche dall’ondata mediatica e dalle accuse a loro carico. Mi diceva anche che probabilmente c’erano stati dei casi di abuso in qualche seminario e che l’aver appreso questa cosa li aveva profondamente segnati e li aveva spinti ad autoesaminarsi e a sottoporsi all’esame di enti esterni a loro. Il loro tentativo era quello di capire dove avevano sbagliato e cosa potevano fare per correggere e, se possibile, migliorare, il percorso ideato dal loro fondatore.

Il fatto che una “psicosetta” si dimostrasse disponibile a fare autocritica mi colpì perchè, anche quando sono attaccate, le "sette" si difendono chiudendosi e attaccando i critici con le stesse modalità o con maggiore ferocia.

L’autocritica è l’ultima cosa che fanno i gruppi settari.

La seconda cosa che mi colpì fu che Pietro Bono, maestro di ARKEON, mi disse di avermi contattato a titolo personale e che il fondatore, il “capo-setta”, non ne sapeva nulla.

Nelle sette non succede mai che un adepto prenda iniziative del genere (specie durante un attacco proveniente dall’esterno) senza autorizzazione del “ capo”.

Poichè non si trattava di un fuoriuscito ma di un maestro, vicino e solidale con il fondatore, la cosa mi stupì e cominciai a chiedermi: mi trovo veramente davanti a una setta?

Era indubbio che all’interno di ARKEON qualcuno aveva sbagliato abusando di alcune persone e c’erano alcune cose poco chiare, ma l’intera organizzazione poteva essere tacciata di essere una “psicosetta”?

Al di là delle finte e ridicole precisazioni di chi afferma che “setta” non è un termine dispregiativo, sappiamo tutti che, quando si taccia un gruppo di essere una “setta” si intende un sistema pericoloso, dove vengono perpetrati abusi sistematici sulle persone e dove i più deboli vengono indotti a pensare e a compiere azioni che, altrimenti, non avrebbero mai compiuto. La “setta” tende a fagocitare i suoi membri nel sistema separandoli dagli altri sistemi di appartenenza (famiglia, amici ecc.), la setta prosciuga i beni materiali e le risorse mentali delle persone che ne fanno parte, molte delle quali vi entrano con l’inganno, senza rendersi conto di cosa sia veramente il gruppo a cui aderiscono.

Potrei continuare ancora per molto sulla descrizione di cosa è una “setta”, ma rimando alla lettura di autori come S.Hassan e M. Singer e, per una visione critica della loro teoria, M. Introvigne, M. Aletti e altri. Per ulteriori approfondimenti, anche in questo portale si trovano una serie di articoli sull’argomento.

Mentre iniziavo a raccogliere informazioni sul caso ARKEON cercavo anche di riflettere e di non lasciarmi influenzare troppo dai media e dalle testimonianze lette, tutte molto critiche.

Le trasmissioni che avevo visto erano organizzate come dei processi in cui si sa già chi è colpevole. Ai “cattivi” veniva, di fatto, impedito di parlare, tranne che in un caso: una trasmissione di Maurizio Costanzo, in cui due membri di ARKEON sono stati invitati e hanno parlato senza essere interrotti.

Ho letto anche i messaggi delle persone che in un forum raccontano la loro esperienza “devastante” in ARKEON e, sullo stesso forum, ho letto anche i messaggi dei membri di ARKEON che cercavano di dire la loro e rispondere alle critiche: venivano di volta in volta ridicolizzati, o peggio, tanto che, alla fine, hanno rinunciato.

In ogni caso, le testimonianze dei critici erano molto pesanti:segnalavano episodi, azioni e pratiche discutibili, riprovevoli e anche penalmente rilevanti.

Dopo questa prima ricognizione delle informazioni che circolavano sulla rete e di quelle diffuse dalle varie trasmissioni, ho cercato il Sito Web di ARKEON per leggere la loro versione dei fatti o almeno il loro modo di presentarsi, ma i loro siti erano stati oscurati e quindi in rete rimanevano solo le testimonianze dei critici.

Ho cercato notizie di Arkeon in altri ambiti, in ambienti universitari e centri di studio, ma nessuno sapeva dire nulla in proposito, se non quello che avevano detto i media.

Preso atto di questa situazione ho ritenuto giusto ascoltare anche l’altra parte in causa, non solo perchè si trattava di una richiesta di aiuto da parte di una persona veramente sofferente (io attribuisco un valore identico alla sofferenza, sia che essa sia sperimentata da una vittima delle “sette” sia che sia sperimentata da una vittima degli “antisette”) ma anche e soprattutto perchè credo che lo studio di un fenomeno sia valido e accurato solo se si ascoltano tutte le parti in causa.

Dopo qualche tempo ha preso contatto con me il fondatore di ARKEON, Vito Carlo Moccia, il quale mi ha messo a disposizione i risultati di una ricerca (peraltro ancora da completare) fatta su ARKEON da un ente istituzionale riconosciuto a livello internazionale e mi ha detto di aver parlato con alcuni dirigenti del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa) chiedendo anche a loro che il percorso di ARKEON fosse studiato per verificare tutto ciò che di sbagliato c’era stato e c’era ancora e quanto di positivo vi si potesse ritrovare.

Dopo aver visionato il rapporto del centro di cui ho parlato sopra e aver verificato che il desiderio di autocritica c’era e che il fondatore e gli altri membri più vicini a lui erano disponibili a farsi conoscere, ho accettato l’invito a partecipare ad un incontro informativo con allievi e maestri di ARKEON.

La motivazione di questo incontro era quella di presentarmi e di farmi conoscere (naturalmente erano sospettosi e non si fidavano più degli “studiosi” o dei giornalisti), e di chiedere la loro collaborazione per portare avanti uno studio su ARKEON. L’incontro sarebbe stato anche il momento adatto per fare alcune interviste e per riflettere su quanto stava avvenendo (campagna mediatica compresa).

Questo incontro si è svolto il 9 febbraio 2008 a Roma. Erano presenti allievi, coppie, famiglie con figli, genitori di allievi, in totale quasi un centinaio di partecipanti. C’erano professionisti, casalinghe, psicologi, medici ecc. ecc.

La sala era stata preparata con le sedie in cerchio. Dopo esserci seduti una persona ha messo al centro della sala una bella candela piuttosto grande, che è stata accesa. So che per i membri di Arkeon il fuoco ha un significato simbolico. Per questo motivo non mi sono stupita che quel simbolo fosse presente. Inoltre, mi ricordava le serate estive di diversi anni fa, quando sulla spiaggia, di sera, insieme ad altri giovani ci divertivamo ad accendere il fuoco e a sederci tutti intorno per raccontarci le nostre storie.

Subito dopo esserci seduti Vito Carlo Moccia mi ha brevemente presentato e mi ha dato la parola. Ho colto l’occasione per risalire agli inizi dei miei studi sul fenomeno settario, per spiegare le ragioni per cui ancora oggi, dopo circa 15 anni, continuo a impegnarmi in questo ambito di studio, ricerca e aiuto, e, in particolare, del mio interesse ad approfondire il caso ARKEON.

Ho esposto da una prospettiva molto critica le mie considerazioni su come i vari media-associazioni-comitati hanno condotto la feroce campagna contro di loro e ho indicato quelle che potrebbero essere le chiavi di lettura del fenomeno.

Mentre parlavo osservavo le persone intorno a me: ho visto persone piangere raccontando gli effetti devastanti e le sofferenze che la campagna mediatica ha avuto sulla loro famiglia, sui loro figli, sul loro lavoro. Ho visto persone spaventate e timorose di parlare non perchè avessero fatto qualcosa di male ma perchè traumatizzate da quanto stava loro accadendo.

Tutte quelle persone non avevano mai, in tanti anni, assistito alle scene descritte nei forum e non sapevano nulla degli abusi di cui parlavano le persone che raccontavano le loro esperienze in televisione. Cadevano letteralmente dalle nuvole.

Durante la mattinata, mentre ascoltavo e talora intervenivo, osservavo il modo di porsi degli “adepti” di fronte al “guru”. Vito Carlo Moccia è stato, durante l’incontro, salutato da tutti con affetto e gratitudine ma è stato anche criticato con vigore da qualcuno, poi sostenuto da altri, che, pur rinnovandogli stima e gratitudine, non si sono certo mostrati reticenti nel dirgli quello che pensavano di lui, di ARKEON e di quanto stava accadendo, sollecitando l’intero “cerchio” a darsi da fare per chiarire e definire il percorso ARKEON in modo da evitare ulteriori fraintendimenti e, soprattutto, fatti gravi come quelli di cui qualcuno è accusato.

Mentre avveniva questo osservavo le reazioni: si vedeva chiaramente che in quel “cerchio” e in quel contesto Moccia non era il capo indiscusso. Nessuno gli ha chiesto: cosa dobbiamo fare? Chi voleva prendeva la parola facendo riflessioni personali su quello che sta accadendo ad Arkeon, nessuno è stato censurato e nessuno ha offerto soluzioni preconfezionate.

Vito Carlo Moccia non ha cercato di rispondere, ma sembrava, piuttosto, ascoltare e riflettere.

Un altro elemento che, a mio avviso, è significativo è questo: nonostante lo sbigottimento e la sofferenza che si potevano percepire nei presenti, non ho sentito NESSUNO, denigrare, offendere o rivelare segreti di coloro che sono fuoriusciti da ARKEON e che oggi diffondono le loro esperienze e testimonianze sui media.

La maldicenza verso i fuoriusciti e la rivelazione di segreti per metterli in cattiva luce sono un altro aspetto tipico delle “sette”.

Parlando dei loro “nemici” i presenti mostravano piuttosto profondo dispiacere per la possibilità che qualcuno avesse subito abusi nei seminari e incredulità di fronte alla ferocia di alcuni di questi fuoriusciti.

A proposito di questo ho sentito raccontare perfino di violenze fisiche e ho visto con i miei occhi lettere di minaccia, intimidazioni ecc.

Negli ultimi due anni chiunque è entrato in contatto con Arkeon, ha ospitato (prima della loro sospensione, nell’ottobre 2007) le persone che partecipavano ai seminari, ha intrapreso studi su Arkeon (non finalizzati alla sua denigrazione), ha parlato pubblicamente in termini positivi del percorso ecc. ecc. ha dovuto subire intimidazioni e minacce di vario genere.

Si è costituto anche un comitato che si firma “I familiari delle tante vittime del demonio Vito Carlo Moccia” il quale dice di essere costretto all’anonimato “per tutelare i loro famigliari dalla ripercussioni negative che verrebbero perpetrate nei loro confronti da parte del Moccia per rappresaglia” e che ha inviato a decine di persone lunghi fax nei quali afferma che “ospitare i seminari di arkeon, equivale ad essere complici delle malefatte del Moccia e probabilmente anche perseguibile sia penalmente sia civilmente”.

Nella campagna diffamatoria della stampa e della televisione sono finiti anche due sacerdoti attirati con l’inganno da certi giornalisti esperti in questa modalità di fare ”informazione” e ripresi dalle telecamere nonostante le proteste e prima che potessero riprendersi dall’ amara sorpresa.

Non è necessario sottolineare come questi metodi di pressione vadano a svantaggio di tutti e contribuiscano a fare altre vittime, oltre a quelle che ci sono state.

Credo che la modalità più correta di affrontare questi conflitti sia quella di lasciar fare a ciascuno il suo “mestiere”.

Le procure, gli avvocati e le forze dell’ordine hanno dei compiti precisi che stanno già svolgendo da tempo. Le persone indagate dovranno difendersi dalle accuse e, se non ci riusciranno, dovranno pagare per i reati commessi, chi è convinto di essere stato danneggiato ha fatto il suo dovere, che era quello di denunciare.

Perchè accanirsi, allora?

Ma torniamo al 9 febbraio e alla mia osservazione.

Un altro aspetto che mi ha colpito, sapendo che ARKEON nasce all’interno di un percorso REIKI (che oggi è del tutto abbandonato) è che un certo numero di persone presenti, nel momento di condividere la loro esperienza in ARKEON,mi hanno raccontato di essere tornati o di essersi convertiti alla fede cattolica.

Ho parlato con persone separate da molti anni che si sono sposate in chiesa, con persone che hanno fatto una vita dissoluta e si sono battezzati in età adulta, ho parlato con alcoolisti e tossicodipendenti che hanno superato la loro dipendenza e oggi svolgono un’attività rispettabile, sono sposati secondo il rito cattolico e hanno bambini che hanno scelto di battezzare a loro volta.

Altre persone, invece, mi hanno detto di essere agnostiche o atee, ma di rispettare la fede degli altri.

Lo scambio di informazioni, riflessioni e suggerimenti è andato avanti fino alle 15 circa quando si è deciso di fare una pausa per pranzare.

A quel punto la mia impressione-sensazione non era quella di chi si trova dentro un gruppo settario, non mi sembrava che ne avesse le caratteristiche.

Certo, si trattava solo di una prima impressione, non era una esperienza di ARKEON durante un seminario o un intensivo, era solo un primo contatto. Anche questo, comunque è un inizio da cui partire, un tassello da cui cominciare a costruire un mosaico suscettibile di approfondimenti, aggiustamenti e verifiche.

Mi trovavo di fronte a due realtà decisamente opposte l’una all’altra: quella descritta dai media e in Internet, e quella che vedevo con i miei occhi.

Che la verità come al solito stesse nel mezzo?

Forse i membri di Arkeon presenti non erano tutti sotto influenza del lavaggio del cervello?

Oppure fingevano tutti quanti con me in una rappresentazione teatrale ben orchestrata per ingannarmi?

Se qualcuno è appassionato di complottismo potrebbe abbracciare anche questa ipotesi. Allo stesso modo si potrebbe immaginare un complotto colossale ai danni di Arkeon da parte di qualcuno, ma anche questo è complottismo puro e personalmente non ho interesse a interpretare la realtà in termini di ipotesi e complotti.

Torno dunque ai fatti e al 9 febbraio scorso.

Durante la pausa pranzo, abbiamo visto entrare alcune persone che abbiamo subito identificato come agenti della DIGOS. Siamo stati invitati a consegnare i nostri documenti, gli agenti hanno sequestrato la candela, il manifestino di Arkeon appeso fuori dalla porta della sala, un computer, delle videocassette e anche alcuni manifesti del mio sito che avevo portato quella mattina (non c’è problema, sono lieta di farne omaggio alla Digos di Roma).

Subito dopo ci è stato detto che, poichè eravamo persone informate dei fatti, ad alcuni di noi sarebbe stato chiesto di rispondere ad alcune domande.

Non so esattamente quante deposizioni siano state firmate, ma tra le altre c’era anche la mia.

Dopo circa tre ore di formalità ci sono stati restituiti i documenti e ci è stato consentito di ritornare nella sala e riprendere la riunione. Nessuno era andato via, a parte chi doveva partire, e in molti hanno condiviso la loro esperienza. Ho avuto modo di ascoltare alcune testimonianze che mi saranno utili per lo studio che ho intrapreso. L’incontro si è concluso intorno alle ore 20.

Per quanto mi riguarda vorrei cercare di rimanere fuori dalla baraonda, di avvicinarmi il più possibile alla verità, di osservare un fenomeno sociale per descriverlo.

ARKEON, come molti altri movimenti e gruppi presenti in Italia e nel mondo, è un percorso nel quale si sono ritrovate persone che, come molte altre che frequentano altri gruppi, cercano risposte su se stessi, sulla vita, sulla morte, il dolore, la sofferenza. E’ un piccolo sistema sociale con tutte le dinamiche tipiche dei sistemi sociali, all’interno dei quali c’è sempre una certa dose di “manipolazione”.

Tutto sta a comprendere se questa manipolazione supera o no un certo livello di intensità, se le persone vengono rispettate nella loro libertà, nei loro sentimenti, nella loro sensibilità oppure no.

Per quanto riguarda me ho imparato dai miei errori a non affrettare troppo le conclusioni e a non formulare giudizi sull’onda dell’emotività, del rancore, dell’ indignazione.

Procedo, dunque, con la mia ricerca su Arkeon e sono disponibile ad accogliere le testimonianze di persone che si sentono danneggiate da questo percorso, che hanno sofferto a causa di ARKEON così come accolgo le testimonianze degli altri.

Il giorno 17 febbraio 2008 un utente di questo portale ha postato per la prima volta nei Forum invitando a fare qualche riflessione su ARKEON. Chi fosse interessato può leggere i vari interventi che ritengo utili per comprendere le dinamiche interne al gruppo e anche le critiche che provengono dall’esterno. [NDR: Dal 30 Aprile 2008 tutti i Forum di SRS sono stati temporaneamente disattivati]

Fino ad oggi, oltre alle esperienze ascoltate durante l’incontro (una quindicina), ho ricevuto la disponibilità di altre 30 persone che hanno frequentato seminari e che hanno avuto benefici all’interno di ARKEON e di 3 persone che criticano il percorso e si dichiarano danneggiate da esso.

Le 30 persone di ARKEON mi hanno fornito il loro nome e cognome, delle tre persone “scontente”, due sono fuoriuscite (di loro conosco nome e cognome), la terza si presenta come madre di una persona che frequenta ARKEON, ma di lei non conosco le generalità.

Ringrazio tutte queste persone per la loro disponibilità e rimango in attesa di ulteriori contributi, da qualunque “fronte” provengano.

tratto da http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148

famiglia, amore, cerchio, Arkeon, Fede, Vito Carlo MocciaDecember 5, 2008 8:24 am

Autore: Cosimo
Data: 28 aprile 2008
Post originale

[…] 

se mi soffermo a pensare, riconosco che ciascuna di queste persone  rappresenta un pezzo della mia esistenza.

Là dove ho avuto successo, là dove ancora non ho trovato il bandolo della matassa, là dove mi sento ancora fragile e smarrito.

Per questo che, a differenza di molti dei quali leggo, ho deciso da tanto ormai di non avere giudizi, e neanche convinzioni.

Fondo le mie certezze sulla Fede in Dio, sulle mie Radici, sull’Amore mia Moglie e sull’integrità della nostra Famiglia. Il resto cambia, intorno, e spesso se lo porta il vento.

Presto avrò piacere di raccontare, anzi di condividere, la mia
esperienza, il percorso sul sentiero dalla Rabbia all’Amore.

padre, famiglia, amore, Arkeon, figli, Vito Carlo MocciaNovember 1, 2008 1:44 pm

Data: 9 Ottobre 2008

Post Originale

Van 

 Come è possibile pensare che una persona che ha dedicato gli ultimi 20 anni a riportare i figli tra le braccia dei padri e delle madri, dentro e fuori i seminari di arkeon, che già nei primi anni novanta accompagnava giovani venti-trentenni in ogni angolo d’Italia, per realizzare il loro sogno più antico e più struggente, quello di incontrare un padre, il proprio padre carnale che per tanti casi della vita non avevano ancora avuto modo di conoscere e di abbracciare?

Come è possibile che quella persona desideri e abbia interesse a dividere le famiglie e separare i figli dai genitori e viceversa?

E soprattutto che lo vada insegnando come sistema?

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRISOctober 31, 2008 7:05 am

Autore: Pietro Bono
Data: 9 Ottobre 2008
Post originale

Cassetta PostalePresidente F.E.C.R.I.S.
Vice Presidente F.E.C.R.I.S.
Consiglio Direttivo F.E.C.R.I.S.

e p.c.

A.R.I.S. Toscana
A.R.I.S. Veneto
A.S.A.A.P.
C.E.S.A.P. Bari
C.E.S.A.P Friuli
CESNUR
Centro Studi Psichiatria e Territorio

C.I.S.F.
FA.VI.S.
Francesco Bretone - Procura Repubblica Bari
G.R.I.S.
ICSA
Inform-UK
Martini – Allarme Scientology
Raffaella Di Marzio
S.I.P.R.

Roma, 7 ottobre 2008

Gentili Signore e Signori,
il mio nome è Pietro Bono, e sono stato per diversi anni in Italia un insegnante del percorso “arkeon, la via del padre”. Vi scrivo a titolo personale per portare alla Vostra attenzione una situazione che riguarda il CeSAP, associazione vostra corrispondente.

La vicenda del percorso arkeon è ben sinteticamente trattata dalla Dott.ssa Raffaella Di Marzio nel suo articolo del 22 febbraio 2008: “Essere o non essere setta: QUESTO è il problema. Quando l’informazione diventa dogma, i comitati diventano tribunali, gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime”. http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=121

Immagino Voi conosciate già il seguito di questa vicenda: l’avviso di garanzia della Procura di Bari alla Dott.ssa Di Marzio del 26-3-2008 con le imputazioni di associazione a delinquere, abuso di professione, con l’oscuramento immediato del suo sito Sette, Religioni, Spiritualità - www.dimarzio.it/srs/ -
La Procura di Bari sostenne allora che: “la dott.sa Raffaella di Marzio sarebbe il "guru in pectore" dei seguaci arkeoniani "orfani" di Moccia (il fondatore), come segue: Promotore di tale riorganizzazione [di Arkeon] è Raffaella Di Marzio che non solo ha organizzato e partecipato alla riunione di Roma con 80 persone [seguaci di Arkeon] ma ha dato voce al gruppo di Moccia sul suo sito, con ciò vanificando il sequestro dei siti di Arkeon.
Attraverso il suo sito la Di Marzio sta ricompattando il gruppo, esaltando il metodo, convincendo le persone che avevano testimoniato contro Arkeon a fare marcia indietro. Con tale condotta la Di Marzio si è inserita all’interno del gruppo Moccia divenendone riferimento principale e con ciò condividendone le finalità illecite… “

Ora naturalmente io sono di parte, ed anche ignorante in questa materia. Desidero comunque fare semplicemente alcune considerazioni, tenendo conto che arkeon, che non è un movimento religioso, ma piuttosto forse una forma di pedagogia per persone, famiglie e comunità, ha sviluppato nel tempo un percorso formativo originale e sta’ per questo cercando da anni di dialogare con soggetti terzi che possano valutarne l’identità, i contenuti, le metodologie e le criticità.

1) A fronte di ciò, si configura una situazione paradossale: da un lato abbiamo un gruppo che invece di nascondersi, si propone spontaneamente sia agli studiosi di formazione, che agli studiosi di sette e culti chiedendo loro di valutarla. Dall’altro lato abbiamo gli studiosi che, invece di approfondire per conoscere direttamente il gruppo, complessivamente invitano a non studiare il gruppo adducendo, fino a questi ultimi giorni, le indagini in corso. Motivo che invece renderebbe quanto mai opportune e necessarie le loro analisi.

2) La situazione è talmente paradossale che gli allievi di arkeon non hanno neanche potuto riunirsi per deliberare la chiusura della loro Associazione (avvenuta via e-mail nel giugno 2008), in quanto questo avrebbe certamente dato luogo ad ulteriori fraintendimenti da parte della Polizia Digos di Bari, come già accaduto per l’incontro di Roma del 9 febbraio con la Dott.ssa Di Marzio, dove erano intervenuti in forze.
La chiusura dell’Associazione studenti arkeon era d’altronde improrogabile in quanto era ormai evidente, dopo le sanzioni alla Dott.ssa Di Marzio, non solo che alle persone aderenti ad arkeon, di fatto, non era più consentito di riunirsi, ma anche che sotto inchiesta non erano soltanto delle persone ma invece complessivamente il metodo formativo e le famiglie di arkeon che non avessero intenzione di rinnegare il metodo stesso.

3) A tutto questo và aggiunto che le famiglie di arkeon sono ormai da circa tre anni perseguitate.
Prima da lettere a firma della Dott.ssa Tinelli del Cesap, poi, dopo nostre querele, da lettere anonime di minaccia, telefonate anonime minatorie, atti di vandalismo ad auto, pesanti e gravi minacce dirette a persone, pressioni anonime sui posti di lavoro, nelle università, nelle scuole dei figli. Senza che nessuno vergognosamente, neanche le forze dell’ordine che ne hanno conoscenza, abbia mosso un solo dito o speso una sola parola, eccezion fatta per la Dott.ssa Di Marzio.

4) Per non parlare della scandalistica campagna mediatica televisiva, palesemente veicolata dalla Dr. Tinelli. (Tutte le mattine, di Maurizio Costanzo - Canale 5 20-23-27 gennaio 2006
Mi manda Rai 3 - 13/10/2006 http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E0%5E12789,00.html

Terra - Canale 5 - “Cervelli lavati” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5 )
Tale campagna mediatica ha investito sin dall’inizio, con titoli di sensazione le famiglie e il lavoro di arkeon, accusati di aver partecipato ad una truffa, abusi sessuali e su minori.
( La grande truffa della setta: … sesso e soldi dalle vittime soggiogate.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6 - 10 anni di psicosetta a Bari, un’organizzazione dedita alla truffa e agli abusi sessuali.
http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=6794 - Truffati in 10.000 dalla setta arkeon. http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30742&sez=HOME_INITALIA ).
Il tutto senza alcuna possibilità di chiarimento e difesa. Demonizzati nel forum del Cesap, così come anche stigmatizzati da vari movimenti, come quello omosessuale, che da anni avversano senza motivo questo lavoro.
Desidero solo far notare come il “lavoro sporco”, cioè di cercare di rendere torbida la vicenda (e naturalmente anche appetibile per il grande pubblico) cercando di coinvolgere sacerdoti stimati, è stato delegato, forse per non compromettere i rapporti in quel contesto, agli “esperti colleghi” dell’Assotutor, i quali poi si sono vantati, all’indomani delle due obbrobriose trasmissioni televisive su “Striscia la Notizia” (share di 9 milioni di telespettatori, forse non per lo spessore delle notizie, ma piuttosto forse per le due ballerine svestite che ballano sul tavolo) di essere stati proprio loro a segnalare il caso.
Preti nella Psico-setta arkeon? http://www.assotutor.it/news/2007/07-16.html

Posso sbagliarmi, ma ciò mi pare più una guerra ideologica che una ricerca di verità e giustizia.
Anche la simbologia utilizzata esplicitamente sul sito del Cesap, a mio modesto giudizio, richiama certo più alla guerra, allo scontro e al sangue, che al dialogo (vedere spot: “Cesap want you!” - “Scendi con noi nell’arena!”).
Sistemi e metodi poi applicati anche contro collaboratori e colleghi.

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

Il dolore mio e quello di molte altre famiglie è legato soprattutto al sentimento di impotenza.

- Conosco una giovane famiglia che ha vissuto questi ultimi anni nel terrore, minacciata violentemente e con il ricatto dalla loro famiglia di origine, convinta ed esasperata dalle cose lette nel forum del Cesap, da giornali e trasmissioni televisive sul caso arkeon, che i propri figli fossero finiti in una setta pericolosa.
- Conosco, tramite la mia frequentazione di seminari di arkeon, casi di preesistenti e delicate situazioni familiari (intendo casi di separazioni complesse e dolorose tra coniugi, questioni di figli nati fuori da contesti matrimoniali ecc.), che sono state, a mio avviso, pesantemente strumentalizzate dalla Dott.ssa Tinelli, con lo scopo di dimostrare che il metodo arkeon avrebbe lacerato famiglie, separato i figli dai genitori e i nipoti dai propri nonni.
- Conosco bene giovani famiglie che in questi ultimi due anni, in seguito al linciaggio spregiudicato alle famiglie e al metodo arkeon, si sono talmente convinte di essere state manipolate negli anni di percorso in arkeon, tanto da vacillare e in qualche caso drammatico, in modo definitivo con conseguenze devastanti su coniugi e figli.
- Conosco bravi professionisti e bravi padri e madri di famiglia che nei giorni scorsi sono venuti a sapere direttamente dai giornali di essere indagati per reati gravissimi in relazione alla loro partecipazione ad arkeon. Una di queste persone addirittura, è venuta a conoscenza di essere indagata dalla Polizia, e che il suo nome era stato riportato, insieme agli altri, su un giornale nazionale (naturalmente anche in internet), solo tramite una mia telefonata di solidarietà.
- So’ di molte persone colpite da un dolore cosi grande nel vedere frainteso, demonizzato e perseguitato in modo così palese le famiglie e un percorso che li ha accompagnati prima a ritrovare il calore delle proprie radici, dei propri genitori, e poi a costruirsi una propria famiglia, che hanno pensato in qualche momento di disperazione, di porre fine alla propria vita.

Oltre al dolore, mi pongo continuamente alcune domande e mi permetto di porle anche a Voi.

- Come è possibile che la Dott.ssa Tinelli, a lungo accreditata e consulente della Polizia di Bari, abbia scritto il 25 febbraio 2008, a tre giorni dalla pubblicazione dell’articolo della Di Marzo, quella lettera che certo molti di Voi già conoscono, in cui denigra in quel modo così spregiudicato la figura e l’operato della Dott.ssa Di Marzio?

- Come è possibile che la Polizia di Bari, nell’ottobre 2007, in occasione dell’emissione dei primi sei avvisi di garanzia a carico degli insegnanti di arkeon, abbia ritenuto il caso di indire una conferenza stampa, con tanto di reti televisive nazionali, come se l’attività di arkeon fosse un’attività semi-sconosciuta che agiva nel sommerso? Quando invece, tanto per fare un esempio, la Guardia di Finanza ed i NAS avevano sotto attento controllo le attività di arkeon almeno da dieci anni, senza che si fossero, credo, manifestate segnalazioni significative.

- Come è possibile che un alto funzionario della Digos di Bari, in una trasmissione televisiva su rete nazionale, andata in onda immediatamente dopo i primi avvisi di garanzia agli insegnanti di arkeon, su esplicita domanda della giornalista che lo intervistava in merito, riferì candidamente che alla polizia non era stato possibile infiltrare nei seminari di arkeon nessuno dei loro agenti perché “…sono gruppi molto chiusi, ristretti” ? Ora è risaputo che la Polizia ha i mezzi e l’esperienza per infiltrare persone addestrate, nelle realtà più equivoche e disumane, come la malavita o il terrorismo. I seminari di arkeon, per la mia esperienza, comune all’esperienza di alcune migliaia di persone, sono sempre stati aperti come un porto di mare. Gente che entrava, gente che usciva. Nessuno degli insegnanti, che io sappia, ha mai richiesto un documento d’identità. Chiunque poteva partecipare alle presentazione il venerdì sera come partecipare o meno al seminario il sabato e la domenica. Così o questo funzionario semplicemente non sapeva di cosa stava parlando oppure ha detto una bugia. In entrambe i casi, l’impatto di una informazione così distorta si è rivelato devastante in molte relazioni con le famiglie di origine.
Terra – Canale 5 - “Accadde a Bari” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5

- Come è possibile che Polizia e Magistratura di Bari (che certo sono in buona fede) abbiano fatto chiudere il sito di una studiosa del settore, indagandola per mesi senza neanche ascoltarla, per il fatto che la Di Marzio avesse accolto un disperato appello di centinaia e centinaia di famiglie straziate dall’essere stati dati in pasto come mostri criminali all’opinione pubblica nazionale, alle proprie famiglie di provenienza, ai colleghi di studio e di lavoro, privati di qualunque voce e in balia di telefonate anonime volte a rovinare l’esistenza e la serenità?

- Come è possibile che persone che hanno cercato fin da subito di dialogare su arkeon, firmandosi con nome e cognome siano stati sistematicamente aggrediti e trattati nel forum del Cesap in un modo così indecente dalla moderatrice, Dott.ssa Tinelli? La Dott.ssa scrive tra l’altro nel febbraio 2006 : “…sono stata testimone indiretta di suicidi e di peggioramenti di alcune patologie a seguito dell’adesione a questo gruppo…”
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=0
Accuse molto gravi. Che in realtà non risultano però, se non sbaglio, tra le accuse definitive mosse dalla polizia alla chiusura delle indagini. Ma soprattutto la Dott.ssa Tinelli non è intervenuta sul forum per oltre due anni per filtrare ogni tipo di distorsioni della verità, illazioni, forti pressioni, pesanti allusioni su persone di arkeon, o su qualunque suo collega che non fosse con lei compiacente. Non è intervenuta neanche quando “acquamarina”, senza il minimo scrupolo, rendeva di pubblico dominio le intime scelte personali di gravidanza di una coppia che firmandosi aveva portato una propria pacata testimonianza positiva di arkeon.
Tutto questo trattamento è proseguito per quasi tre anni! Tre anni di massacro gratuito.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=12
E non è che le cose siano cambiate ora. Basti vedere come viene accolta, anche dal moderatore, la nuova iscritta “modugno” nel forum del Cesap, che mi pare porti un suo contributo in modo, credo, del tutto civile.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=6981&catid=26&limit=6&limitstart=30

E’ vero d’altronde che una sentenza del Giudice Michele Salvatore ha consentito al forum del Cesap di proseguire nel suo “meritorio operato” verso il metodo e le persone di arkeon. Desidero però solo accennare al fatto che, come si evince con chiarezza nella sentenza, quel Giudice abbia lodato l’operato del Cesap pur non conoscendo, per sua ammissione, in alcun modo il soggetto in questione.
Mi permetto anche di far presente che quel Giudice, non solo era stato precedentemente accusato e poi condannato in primo grado di giudizio a quattro anni di carcere nel 2007 per tentata concussione per fatti del 2003. Inoltre non è stato sospeso dal suo ufficio neanche dopo la condanna.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=185587&IDCategoria=1
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

- Come è possibile pensare che una persona che ha dedicato gli ultimi 20 anni a riportare i figli tra le braccia dei padri e delle madri, dentro e fuori i seminari di arkeon, che già nei primi anni novanta accompagnava giovani venti-trentenni in ogni angolo d’Italia, per realizzare il loro sogno più antico e più struggente, quello di incontrare un padre, il proprio padre carnale che per tanti casi della vita non avevano ancora avuto modo di conoscere e di abbracciare? Come è possibile che quella persona desideri e abbia interesse a dividere le famiglie e separare i figli dai genitori e viceversa? E soprattutto che lo vada insegnando come sistema?

Gentili Signore e Signori, so’ che per Voi forse questa è la voce di un povero plagiato, così desidero solo aggiungere un’ultima cosa importante.
Ritengo possibile che qualche insegnante si sia approfittato della propria autorità per scopi personali, trascurando gli impegni di rispetto che si era assunto verso i propri allievi e verso il metodo arkeon.
Se questo fosse accaduto mi auguro che la Giustizia Italiana possa fare presto chiarezza, e soprattutto ritengo importante che le persone danneggiate sappiano quale dispiacere, quale straziante dolore e smarrimento tutto ciò ha procurato in tante persone all’interno del percorso di arkeon.
Sul mio onore posso garantire che, laddove ciò fosse accaduto, certo si è trattato di episodi isolati.

Mi chiedo anche se realmente queste persone sono state sostenute dal Cesap in modo avveduto e non invece utilizzate per montare un caso nazionale.
Mi chiedo anche se le persone non siano forse state strumentalizzate, magari per fini di prestigio, visibilità, di esigenza di accreditamento, che mi pare purtroppo non siano estranei anche in questo ambito.

Quali sono le persone e le famiglie che sono state danneggiate realmente dal metodo arkeon? E quali sono invece le persone e le famiglie che sono state successivamente danneggiate e devastate con la campagna mediatica irresponsabile mossa contro arkeon? Era questo il miglior modo di fare chiarezza e avere giustizia?
Mi auguro soltanto che la “testa” di arkeon, la testa di molte centinaia di famiglie, non diventi il lasciapassare per l’affiliazione della Dott.ssa Tinelli e del Cesap alla Vostra Federazione, perché se così fosse che Dio Vi perdoni.

Ringrazio di cuore tutti Voi per la Vostra pazienza e sono a Vostra più completa disposizione per ogni chiarimento e, se per Voi possibile, per un incontro.
Conosco quale reazione mi aspetta per aver avuto il coraggio di parlaVi, e mi sento sereno perché sono certo di aver fatto la cosa giusta.
Ho ritenuto di mettere questa mia comunicazione anche in copia a coloro che possono essere interessati a queste informazioni.
Grazie e buon lavoro.

Pietro Bono

 

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRISOctober 11, 2008 11:13 am

Autore: Pietro Bono
Data: 9 Ottobre 2008
Post originale

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Rome, 7th October 2008

Dear Madams and Sirs,

My name is Pietro Bono and I have been for several years in Italy a teacher of the method named “Arkeon, the way of the father”. I write to You as a personal initiative to bring to Your attention a situation regarding CESAP, one of yours corresponding associations.

The case of the Arkeon method is well synthesized by Dr. Raffaella Di Marzio in her article of 22nd of February 2008 “To be or not to be a cult: THIS is the question. When information becomes a dogma, the committees become courts, the experts become “guru” and people remain, anyway, victim”.
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=121

I think You already know the following of this story: the notice of investigations from the Attorney of Bari to Dr. Di Marzio on 26th march 2008 with the charges of criminal association and abuse of profession and with the sudden obscuration of her website “Cults, Religions, Spirituality” - www.dimarzio.it/srs/ .
The Attorney of Bari in that occasion maintained that “Dr. Di Marzio would be the guru “in pectore” of the followers of Arkeon orphans of Moccia (the founder) as follows: Promoter of such reorganization [of Arkeon] is Raffaella Di Marzio who not only organized and participated to the meeting in Rome with 80 persons [followers of Arkeon] but gave voice to the group of Moccia on her website, so thwarting the sequestration of the websites of Arkeon. Through her website, Di Marzio is recompacting the group, exalting the method, convincing those who had testified against Arkeon to take a step back. With this behaviour Di Marzio has entered the group of Moccia becoming its main reference and sharing its illegal aims…”

Obviously I’m partisan and also incompetent in this field. Anyway I want to draw some simple considerations, taking into account that Arkeon, which certainly is not a religious movement but maybe rather a form of pedagogy for people families and communities, developed along the years an original educational path and for this reason since many years is trying to dialogue with third parties which can evaluate its identity, its contents, its methods and the critical issues.

1) Despite this, we face a real paradox: on the one hand we have a presumed “cult” which, instead of hiding, spontaneously searches for educational and cult specialist asking to evaluate it. On the other hand there are specialists who, instead of studying the group to know it directly, suggest not to study it, due to (until these last days) the ongoing investigation. A reason which would make more needed then ever their opinion.

2) The situation is such a paradox that the students of Arkeon couldn’t either meet to deliberate the closing of their Association (realized by email on June 2008), as this could have determined new misunderstandings by the Police Digos of Bari, as already happened for the Rome meeting of the 9th February when the police rushed in. The closing of the Association of Arkeon students on the other hand couldn’t be postponed as it was clear, after the sanctions to Dr Di Marzio, that the people of Arkeon were not allowed anymore to meet, but also that under investigation were not simply the persons but the whole method of Arkeon and the families not inclined to repudiate the method.

3) It must be added that the families of Arkeon are persecuted since near three years. Initially with letters signed by Dr. Tinelli of Cesap, then – after our action for libel - with anonymous threats by letters or phone calls, cut of tyres of the cars, heavy physical threats, pressures on the job, at the universities, at the schools of their children. With no one, shamefully, neither the police informed of the facts, doing or saying nothing except for Dr. Di Marzio.

4) Finally it must be reminded the media scandalistic campaign, clearly moved from Dr. Lorita Tinelli.
( Tutte le mattine, di Maurizio Costanzo - Canale 5 20-23-27 gennaio 2006
Mi manda Rai 3 - 2006/10/13 http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E0%5E12789,00.html
Terra - Canale 5 – “Cervelli lavati” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5 ).
This media campaign involved since the beginning, with sensational titles, the families and the method of Arkeon, accused of having taken part to swindle, sexual violence and children abuse.
(The great swindle of the cult:…sex and money from the subdued victims, http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6 - 10 years of psycho-cult in Bari, an organization devoted to swindle and sexual abuse, http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=6794. - 10.000 swindled from Arkeon cult, http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30742&sez=HOME_INITALIA ).
This, with no chance of explanation or defence. Demonized in the forum of Cesap and stigmatized from different movements like the homosexual one, which since many years oppose the work of Arkeon with no reason.
I only want to be noticed that “the dirty work”, to make the story gloomy (and obviously attractive for the great audience) trying to involve esteemed priests, has been delegated - maybe not to compromise the relationships in the catholic context - to the “expert colleagues” of Assotutor - www.assotutor.it - who boasted the day after the two horrible TV programmes of “Slite the information” (9 million people share, not perhaps for the depth of the news but rather perhaps for the two undressed dancers on the table) of being the one to signal the case.
Priests in the Psycho-cult Arkeon? http://www.assotutor.it/news/2007/07-16.html

I may be wrong, but this seems to me more an ideological war than a search for truth and justice. Also the symbology explicitly used on Cesap website, in my honest opinion, reminds more war, conflict and blood, than dialogue (see the spot: “Cesap want you!”, “Enters with us the arena!”). Systems and methods applied also against collaborators and colleagues.

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

My pain and that of many other families comes mainly from the feeling of impotence.

- I know a young family who lived these last years in terror, threatened violently and under blackmail from their parents, convinced and exasperated from the things read in the Cesap forum, in newspapers and TV programmes on Arkeon, that their sons have been kept in a dangerous cult.
- I know, due to my participation to Arkeon seminars, cases of previously existing critical familiar situations (I mean cases of complex and painful divorces, problems of sons born outside marriage, etc) which have been in my opinion heavily manipulated by Dr. Lorita Tinelli, with the aim of showing that the method Arkeon would have destroyed families, separated sons from parents and nephews from grandparents.
- I well know young families that, in the last two years, following the unscrupulous lynching of the families and method of Arkeon, convinced themselves so much of having been manipulated in the years of path with Arkeon to waver, sometimes definitively with devastating consequences on partner and sons.
- I know good professionals and good fathers and mothers that in the last days knew directly from the newspapers to be alleged for really heavy crimes due to their participation to Arkeon. One of these persons realized to be alleged from the Police and that his name has been published with others on one national newspaper (and obviously also in internet) only in the occasion of one my phone call for solidarity.
- I know of many people hit by a pain so deep in seeing misunderstood, demonized and persecuted in a way so clear the families and the method that helped them to recover the warm of their roots, of their parents and to build their own family, that thought in some moments of desperation to suicide.

Beside the pain, I continuously ask myself some questions and I dare ask them also to You.

- How was it possible that Dr. Tinelli, longly accredited and consultant of the Police of Bari, wrote on 25th February 2008, after three days from the publication of the article of Dr. Di Marzio, that letter that surely many of You already know, in which she disparaged in that way so unscrupulous the figure and work of Dr. Di Marzio?

- How was it possible that the Police of Bari, in October 2007, in occasion of the emission of the first six notices of investigation to the teachers of Arkeon, thought appropriate to organize a press conference with national TVs as if the activity of Arkeon was unknown and acting underwater? While instead, just to make an example, the Revenue Guard Corps had monitored the activities of Arkeon since at least ten years without sensitive conclusions.

- How was it possible that a high officer of the Digos Police of Bari, during one national TV programme broadcasted immediately after the first notices of investigation to the teachers of Arkeon, answering the explicit question of the journalist interviewing him, naivley said that the police couldn’t infiltrate their men in the seminars of Arkeon because “these are groups very closed, restricted”? It’s well known that the Police has the means and expertise to infiltrate trained personnel in the contexts the more questionable and inhuman, like organized crime and terrorism. The seminars of Arkeon, in my experience and in that of many thousands persons, have always been open like a seaport. People coming in and out. No teacher, as I know, ever asked for a document of identity. Everybody could participate to the presentation of the Friday evening or to the seminar of Saturday and Sunday. So either this officer simply didn’t know what he was talking about or he lied. In both cases, the impact of a so distorted information revealed devastating in many relationships with the original families.
Terra - Canale 5 – “Accadde a Bari” 2007/10/14 http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5

- How was it possible that the Police and Magistrates of Bari (who surely are in good faith) closed the website of a researcher of the matter, investigating on her for months without even listening to her, only because Dr. Di Marzio replied to a desperate call from hundreds of families grieved for being broadcasted as criminal monsters to the national public opinion, their original families, their colleagues, deprived of any voice and subject to anonymous phone calls aimed to destroy their existence and serenity?

- How was it possible that the ones who tried from the beginning to dialogue about Arkeon in the forum of Cesap, signing with name and surname, has been systematically attached and treated so indecently from the moderator, Dr. Lorita Tinelli? Dr. Lorita Tinelli in February 2006 wrotes: “…I’ve been indirect witness of suicides and worsening of some pathologies after the entry in this group…”
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=0
Really serious accuses. Which however don’t appear, if I’m not wrong, among the final accuses lifted from the police at the end of the investigations. But mostly Dr. Lorita Tinelli didn’t intervened in the forum for more than two years to filter any kind of distortions of the truth, illations, strong pressures, heavy allusions on people of Arkeon or on any of her colleagues not pleasing her. She didn’t intervene even when the poster named “acquamarina”, with no scruple, made public the intimate choices of pregnancy of a couple who, signing with their name, brought their mild and positive testimony about Arkeon.
All such treatment lasted near three years! Three years of uncalled for massacre.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=12
And things are not changed now. It’s enough to see how is welcomed, even from the moderator, the new subscribed called “modugno” in the forum of Cesap, who bring her contribution in a very civil way, I think.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=6981&catid=26&limit=6&limitstart=30
On the other side it’s true that a sentence of the Judge Michele Salvatore permitted to the forum of Cesap to continue their “praiseworthy operate” towards the method and the persons of Arkeon. However I want only to hint that, as you can see clearly from the sentence, that Judge praised the work of Cesap without knowing in any way, for its own admission, the subject in question. I also dare to make evident that that Judge not only had been previously accused and then condemned in first instance of judgement to four years of prison in 2007 for tried concussion about facts of 2003, but he’s not been suspended from its role even after the sentence. http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=185587&IDCategoria=1
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

- How is it possible to think that someone who dedicated the last 20 years to bring back the sons in the arms of their fathers and mothers, inside and outside the seminars of Arkeon, who already in the first 90’s accompanied young 20-30 years men in any corner of Italy to realize their most ancient and longing dream of meeting that father that for many cases of life they couldn’t have known and embraced yet…how is it possible that such man wants and is interested in dividing families and separating the sons from the parents and vice versa? And what’s worst that he goes teaching it as a system?

Dear Madams and Sirs, I know that for You maybe this is the voice of a poor morally subjugated, so I only want to add one last important thing.
I think it possible that some teacher used its role for personal aims, forgetting the commitment of respect he took with his students and with the method Arkeon. If that happened I wish that Italian Justice can soon make it clear and I believe it important that damaged people know which pain, grieve and confusion this has created in many persons in Arkeon. On my honour I can assure that, if that happened, surely they were isolated cases.

I also ask myself if really these persons have been sustained from Cesap in a cautious way, and not instead used to create a national case.
I also ask myself if such persons have been used, maybe for reasons of prestige, visibility, need of credibility, which unfortunately seem present also in this context.

Which are the persons and families really damaged from the method Arkeon? And which instead are the persons and families subsequently damaged and devastated with the irresponsible media campaign moved against Arkeon? Was it this the best way to make clarity and have justice?
I hope that the “head” of Arkeon, the head of many hundreds families won’t be the safe conduct for the affiliation of Dr. Lorita Tinelli and of Cesap to Your Federation, because in that case God forgive you!
I thank by heart all of You for Your patience and I’m at Your complete disposal for any explanation and, if possible, for a meeting.
I know which reaction I will get for having the courage of talking to You and I feel quiet because I’m sure I did the right thing.
I decided to send my letter also in copy to those who can be interested in these informations.
Thank You and good work.

Pietro Bono

 

cerchio, maestri, Arkeon, Vito Carlo MocciaOctober 10, 2008 8:24 am

Autore: Cosimo
Data: 28 aprile 2008
Post originale

[…] 

Rafiki 

Non ho scelto Arkeon per Vito, per l’aria un po’ new age che allora ancora c’era, ma perché sentivo le persone capaci di entrare nel proprio dolore o nella propria gioia ed era quello che desideravo anche per me: riuscire finalmente non a parlare di me ma ad ascoltare cosa c’era dentro di me, condividendolo.

Solo col tempo ho scoperto Vito, il suo ascolto, il suo spessore umano, tanto più grande per chi ha visto anche i suoi limiti e le sue  debolezze.

 

[…]