Frammenti su Arkeon

padre, famiglia, cerchio, Arkeon, figli, Vita, Fede, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoNovember 7, 2009 11:55 pm

 

Autore: Sertan

Data: 17 maggio 2009

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Arkeon 

Sono passati 4 anni dal mio primo seminario in Arkeon e ricordo ancora chiaramente quello che pensai la domenica sera, sul finire dell’incontro: “questo è il posto che cercavo” dissi a mia moglie.


A convincermi che fosse il posto giusto per me, in quel preciso periodo della mia vita, fu un rispettoso silenzio e capacità di ascolto mostrata da ognuno dei partecipanti nei confronti dell’altro. E un’intimità così profonda che prima di allora avevo ritrovato solamente nei miei pensieri più reconditi. Quelli che nemmeno tu stesso dici ad alta voce, per paura che possano essere ascoltati.   


Ciò che mi colpì maggiormente, in quei giorni, fu proprio quel senso di solidarietà creato dall’incontro di più voci che raccontavano lo stesso sentimento: la nostalgia. Forse di un posto (interiore) che non si conosce, o di un qualcosa che ancora non è accaduto. Qualche volta la nostalgia di se stessi, per quella distanza invalicabile che separa il come ci si sente dentro e il come si appare fuori. Altre volte la nostalgia di qualcuno che possa ascoltarci sul serio: un amore, un amico, un fratello, un padre. Qualcuno che ci possa aiutare, con una spinta nell’anima, a compiere quel salto che separa l’esistere dall’essere. Attraversando la paura di non piacere agli altri, di essere deriso, di deluderli o di spaventarli. Mostrando quella parte di sé che troppo spesso viene data per scontata, perché così ovvia nella sua semplicità, e poco credibile per il mancato riscontro che ha nella vita di tutti i giorni: quella parte che è il cuore. Che sogna il bello per sé e per chi ama, che ama la semplicità di un gesto spontaneo e la bellezza delle piccole cose, che non si arrende all’evidenza delle apparenze e impara a progettare l’impossibile, che crede in un suo domani splendente e non si fida di chi si piange troppo addosso. Il cuore, così spesso abusato dalla bocca di tutti, ma mai sconfitto dalle esperienze di vita, perché continua a palpitare, a dispetto di ogni cosa, nonostante tutto.

Quel giorno, fra tutta quella gente seduta in cerchio attorno ad un fuoco, ho incontrato la voglia di rivendicare questa parte sacra che appartiene ad ognuno di noi. Quella che un disilluso chiama buonismo, quella che un miscredente chiama idiozie, quella che un bugiardo chiama ipocrisia , quella che un paranoico chiama plagio.  

 

E invece esiste” – pensai. Quando vidi un uomo grande sembrare piccolo, in ginocchio, dinanzi a suo padre; o quando ascoltai il pianto a dirotto di una piccola madre che tornava, riconoscente, fra le braccia di sua madre grande. E ad ogni nuovo nato, sollevato da un padre nuovo, con le braccia tremanti di orgoglio, sopra le nostre teste. Le cose importanti, quelle che più contano… a detta di tanti, ma in cui pochi credono fermamente.

In Arkeon ho conosciuto questa possibilità di vivere …pericolosamente! A cuore aperto. Affinché tutte le cose possono insegnarti un senso o negartelo. E affinché ognuno possa venire da te per incontrarti o per ferirti. Dove quella linea sottile che separa l’ingenuità dall’incoscienza, si chiama FEDE.


Sei cresciuto” mi dicono spesso. E a lungo mi sono chiesto quanti sensi potesse avere una frase semplice come questa. Poi mi sono voltato indietro. Ho ripercorso la distanza e la disistima che c’era fra me e mio padre, o le liti ed i silenzi dispettosi che interponevo fra me e mia madre. Il gelo, mai spezzato da un abbraccio, con i miei fratelli, e la bruciante sofferenza che avvertivo nello stare fra i miei colleghi - mai amici ma sempre conoscenti.


Si, penso di essere cresciuto, e il senso di questo crescere l’ho trovato nell’esperienza paternità. E’ affiorato alla mia mente poche settimane fa, nel giardino della mia casa d’infanzia: mio nonno, mio padre, io e mio figlio a giocare insieme con un pallone, come se fossimo tutti bambini, o tutti quanti uguali. Lo stesso sangue, la stessa carne. La vita che va avanti e che trova un senso proprio nell’essere vita. Con quella sensazione – dalle antiche radici - che ci sia un Padre per ognuno di noi che abbia voglia di (ri)abbracciarlo. Da qualche parte, nel profondo…

 

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, figli, Cesap, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoJune 25, 2009 10:46 pm

Autore: Piero

Data: 16 giugno 2009

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 Arkeon, sono passati tre anni

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Sono un ex Arkeon, nonchè l’11° di quegli indagati da te citati, ahimè l’unico senza un’accusa (forse serviva un numero dispari per scaramanzia) e sono anche uno di quelli additati, come i miei figli alle scuole elementari, da chi ovviamente ha dato credito alle parole altisonanti inneggianti ad un moderno rogo inquisitorio dei giorni nostri.

 Sono uno di quelli che ha perso il lavoro e si adatta oggi a fare qualsiasi lavoretto (mi manca solo la pulizia dei vetri ai semafori e poi ho fatto di tutto) per campare e far campare 2 figli piccoli e sono anche uno di quelli che deve trovare mensilmente una cifra da “buttare” in avvocati che non possono nemmeno provare la mia innocenza o estraneità a qualsiasi fatto proprio pwerchè privo di qualsiasi accusa se non di aver partecipato, come altre centinaia di persone a corsi eruditivi a come sbrogliare matasse esistenziali.

Sono passati 3 anni ormai e a volte mi si chiede di rivoltarmi contro, di costituirmi contro, forse proprio per essere “depennato” dalla lista degli accusati, mi si invita a “parlare”, ma io mi domando: “a parlare di che?”. quanti volantini troviamo nelle erboristerie, nei bar, nei supermercati che inneggiano a miracolose cure, trasformazioni, benesseri e quant’altro.

Sinceramente credo di avere difficoltà a reinserirmi nel mondo dei “normali” perchè non sono capace di incolpare altri delle mie scelte responsabili: se vado in un ristorante e spendo molto o mangio male, semplicemente non ci vado più, a differenza di chi invece taglia le gomme del ristoratore o fa di peggio. Molta gente in Arkeon credeva nelle persone e forse questa è stata la più grande illusione!

[…]

famiglia, anti-sette, Arkeon, figliJanuary 29, 2009 9:15 pm

Autore: Pietro
Data: 13 gennaio 2009
Post originale

Discriminazione contro Arkeon

[…]

Ho letto che Lei ha ricevuto minacce, che Le hanno tagliato le gomme dell’auto. Mi dispiace molto, mi creda.


Mi aiuti a capire però, se lo ritiene, perchè anche Lei continua a fregarsene delle gomme tagliate alle persone di arkeon, alle lettere anonime di minaccia, alle telefonate anonime di morte. Ai posti di lavoro persi, per telefonate anonime. Famiglie rovinate. Le pare normale che qualcuno Le punti un’arma in strada minacciandola?

Ma mi aiuti a capire, quelli di arkeon, sono i figli della serva, che non gliene fotte niente a nessuno?

[…]

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, figli, CesapJanuary 28, 2009 9:40 pm

Autore: Pietro
Data: 13 gennaio 2009
Post originale

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Arkeon cerca giustiziaio che sono stremato, che sto lottando per vedere riconosciuta la libertà di pensiero, la libertà di vivere senza essere insultati, additati, minacciati;

che sto chiedendo a chi è preposto di essere almeno ascoltato prima di essere trattato come un lebbroso;

che sto chiedendo giustizia per famiglie perseguitate nel lavoro, nelle scuole dei figli, nelle comunità parrocchiali;

secondo Lei, io avrei voglia di scherzare?

Lei al posto mio, cosa sarebbe disposto a mettere in gioco?

[…] 

padre, famiglia, amore, Arkeon, figli, Vito Carlo MocciaNovember 1, 2008 1:44 pm

Data: 9 Ottobre 2008

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Van 

 Come è possibile pensare che una persona che ha dedicato gli ultimi 20 anni a riportare i figli tra le braccia dei padri e delle madri, dentro e fuori i seminari di arkeon, che già nei primi anni novanta accompagnava giovani venti-trentenni in ogni angolo d’Italia, per realizzare il loro sogno più antico e più struggente, quello di incontrare un padre, il proprio padre carnale che per tanti casi della vita non avevano ancora avuto modo di conoscere e di abbracciare?

Come è possibile che quella persona desideri e abbia interesse a dividere le famiglie e separare i figli dai genitori e viceversa?

E soprattutto che lo vada insegnando come sistema?

famiglia, amore, Arkeon, figli, VitaJuly 17, 2008 9:45 pm

Autore: Barbara
Data: 18 ottobre 2007
Post originale

[…] 

Madre e figlia discutono

Ho un buon rapporto con la mia famiglia di origine, i miei li sento quasi tutti i giorni, pur abitando molto lontani da me.

Certo, ci sono stati dei momenti, come mi ricorda mia madre (che non è mai stata troppo d’accordo con questo lavoro, così come non lo era per i miei 14 anni di psicoanalisi. Tutte pratiche che non servono a nulla, secondo lei) in cui, per dirla con parole sue, l’ho attaccata e sono stata dura con lei.

Ma questa rabbia con lei la sentivo già da prima di iniziare Arkeon, probabilmente tutti i figli hanno dei rancori verso i genitori, sono certa che anche i miei figli ne avranno con me.

Mi sono solo permessa di esprimerla, di non soffocarla.

E il risultato è che oggi riesco a dialogare con lei molto meglio di ieri.

Chiaro che le divergenze di punti di vista rimangono. Mia madre seguita a criticare Arkeon, psicanalisi, aderenze a credi religiosi e quant’altro.

Anche lei, come sicuramente faranno in molti di voi, sostiene che la mia famiglia attuale avrebbe potuto esistere anche senza Arkeon.

Io non sono d’accordo.

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padre, famiglia, amore, maestri, Arkeon, figli, Vita 9:38 pm

Autore: BarbaraUna famiglia unita
Data: 18 ottobre 2007
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Ora però sostenere che il lavoro con Vito mi abbia danneggiato… beh! Ci penso e ci ripenso da quasi due anni. Sapete quali sono i danni che mi ha causato?

- un marito che amo e che mi ama

- un figlio stupendo

- una figlia altrettanto stupenda

Grossissimi danni eh? :-D

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famiglia, amore, Arkeon, figli 9:14 pm

Autore: Fabia
Data: 18 giugno 2008
Post originale

Fratellino e sorellina

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Voglio dirvi una cosa, io mi sentivo una fallita a volte come donna (e mai detto nei cerchi) al momento del primo parto, quando avevo paura ,a volte,di fare un figlio down ( per mio passato) e mio padre che mi rimproverava di essere incinta a 42 anni, quando avevo tanto late materno e ho allatato i figli per poco tempo avendo riscontrato un "piccolo" difetto fisico e provato di tutto per risolverlo e quando ho partorito da’ cesareo, quando volevo farlo naturalmente (il primo, dopo ore di lenta dillatazione, si decise di fare un cesareo).

La belleza di tutto quanto svanisce, quando ti conmuovi alla loro nascita e nei anni li vedi crescere(l’uno un "torello" di 4,5 kg e la principessa, di 3,8 kg) e ci sei, e oggi è solo un ricordo di avere creduto per abitudine che eri una buon a nulla, come ti eri spesso convinta nella tua vita……di non farcela e di non meritarti un po’ di felicità e serenita con la tua famiglia, l’amore.
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padre, famiglia, Arkeon, figliJuly 10, 2008 10:28 pm

Autore: Pietro B.
Data: 28 novembre 2007
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L’immagine di quest’uomo che, commosso, corre incontro al figlio, è struggente (Luca 15,20).

Ora vorrei fare qualche passo indietro, e guardare quel padre dopo la partenza del figlio.
L’affetto, la nostalgia, l’attesa, gli interrogativi, la trepidazione.
Cosa sarà di suo figlio? Sarà capace di orientarsi, di trovare la sua strada, o verrà travolto dalla vita?
Chissà.

Certo, quando il figlio pretende la sua parte del patrimonio, forse questo padre potrebbe trattenerlo.
Come forse potrebbe impedire al figlio di partire.
Ma non lo fà.
In fondo chi gli garantisce che sarà una storia a lieto fine?
Assolutamente niente. E lo lascia andare, accettando il rischio di perderlo per sempre.
Perché?
E’ forse un padre incosciente, irresponsabile?
Non credo.

Forse lo fa perché anche lui e stato figlio.
Forse lo fà perché lo ama e desidera per lui una vita autentica.
Forse lo fà perchè è in pace con la sua coscienza di padre.
Forse lo fà perché ha fede in suo figlio.

Ma tutto questo non basta a spiegare quel gesto.

In quel gesto si cela un mistero.
“Figlio mio, ora vai, prenditi tu la responsabilità per la tua vita, io ti benedico”.
Provare a trattenerlo, provare a salvarlo equivarrebbe a legarlo a sé ed insieme a generare, nel figlio, uno stato di diritto.
Ci penso da quando sono nati i miei figli. E sò che un giorno dovrò passare anch’io da quella porta.
Lo sò, è terribile. Ma è anche meraviglioso.

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padre, famiglia, Arkeon, figli 10:28 pm

Autore: Pietro B.
Data: 28 novembre 2007
Post originale

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Ora, cara Magi, quello che mi piacerebbe davvero tanto, è che tu potessi incontrare di persona Fabia, Barbara, Alessandro, o chi vuoi tu e stare un po’ insieme. Incontrarsi, prendere un caffè e fare una camminata in questo splendido autunno. Soprattutto conoscersi. In pace.

E forse scoprire, che così come non esistono mamme perverse, anzi, così altrettanto non stai dialogando con dei mostri o delle larve.

Siamo solo persone come tuo figlio, che forse hanno bisogno di fare un lungo giro, prima di accettare l’evidenza: cioè che come figli, siamo stati amati. E soprattutto trovare l’umiltà di accettare quest’amore.


Personalmente non credo che questi argomenti siano monopolio né di psicologia, ne di religione, ne di titoli o albi professionali.
Credo invece che, in questo discorso, ci sia spazio per tutti coloro che con buon senso e buona volontà hanno gratitudine per la storia e rispetto e fiducia nel presente e insieme nel futuro.

Se tuo figlio è risentito con te, soprattutto se ti odia, allora cara Magi, abbi fiducia, è solo questione di tempo perché è già sulla strada di casa. Dietro quell’odio c’è solo una enorme, umana e comprensibile paura: quella di abbandonarsi all’amore. Parola di figlio.
Ti abbraccio.

P. S.
Se vuoi e se puoi, recapita queste povere righe a tuo figlio.
Perché a lui sono dedicate. Grazie di cuore.

padre, famiglia, Arkeon, figli 10:24 pm

Autore: Pietro B.
Data: 28 novembre 2007
Post originale

 […]

Ritorno a casaPersonalmente non trovo triste la storia di Fabia o altri che hai nominato.

Anzi, la trovo meravigliosa. In fondo racchiude forse il senso della vita: una sfida affascinante, antica come il mondo.

La sfida tra la paura e la speranza.

Gli ostacoli, le frustrazioni, le ferite ricevute, quelle che mi sono fatto, il senso di colpa per quelle che ho procurato, mi faranno desistere dal cercare la mia strada?

C’e un canto emblematico, che amo molto, e dice all’incirca: “…Abramo non partire, non lasciare la tua terra, cosa speri di trovar ?” e ancora “…la strada è sempre quella, ma la gente è differente, Abramo dove speri di arrivar?”

Ora, tra gli errori di percorso, esistono anche le illusioni. Ben ne sà appunto il “figliol prodigo”.

Forse però, è proprio grazie all’indugiare in quell’errore, che il figliol prodigo impara una fondamentale lezione: l’umiltà.

E così mi immagino questo figlio, sulla strada verso casa.

Immagino il suo stato d’animo. Il fallimento, la disillusione, la vergogna, il senso di colpa, le paure, le domande.

Poi, la sorpresa.

Suo padre è là, sulla strada di casa. Lo stà aspettando.

L’immagine di quest’uomo che, commosso, corre incontro al figlio, è struggente (Luca 15,20).

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padre, anti-sette, Arkeon, figli, CesapJune 30, 2008 10:58 pm

Autore: Personali Risposte su Arkeon
Data: 25 ottobre 2007
Post originale

 

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"qual’è la lingua sacra dei padri e quello che intendete per benedizione del padre?".

La paternità, come l’essere figli, madri, donne, bambini, giovani, anziani, ecc., non è, per come ho vissuto io il percorso di Arkeon, solo un’esperienza individuale unica.

Quasi istintivamente si risveglia anche in occasioni importanti un modo di parlare, delle parole che sono comuni e sono sacre perché, dalla paternità come dalla maternità, scaturisce la continuità del genere umano (poi il significato religioso c’è anche quello).

Anche se non è un gesto religioso, può valere quanto dicono i catechisti che essa è il segno visibile di un bene invisibile.

Addirittura il CESAP, se ho capito,teorizza che questi momenti debbano essere vietati, almeno se collettivi

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padre, Arkeon, figli 10:53 pm

Autore: Personali Risposte su Arkeon
Data: 25 ottobre 2007
Post originale

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"perchè ci sono diversi figli che sfidano i padri? in fondo loro non sono il risultato di quanto hanno appreso anche da loro?"

la mia e solo mia interpretazione, anche basata su Arkeon si capisce, è che c’è una componente istintiva, fin da bambini.

Per dirla con  Arkeon, il padre è il limite e la regola che si oppone spesso ai nostri desideri.

Poi c’è la frustrazione di molte madri, deluse, a ragione o torto dal marito, che quindi chiedono al figlio di fare meglio del padre, secondo i criteri della madre (magari il padre è ignorante, il figlio deve essere acculturato) - e, sostenuto dalla madre, il figlio sfida il padre nei criteri della madre.

Più dolorosamente, c’è il padre che a volte, fallito nei fatti o nella percezione che il bambino recupera dalla madre (la mamma voleva un intellettuale, per un soffio d’amore si è ritrovata un meccanico), fa arrabbiare il bambino che invece vorrebbe vederlo vincente - e lo sfida in una richiesta di forza che il piccolo (anche se ha 20 anni) vuole.

Come dici tu, i padri trasmettono ai figli quasi come scontata questa sfida - e forse a volte la stimolano.

Su questa situazione Arkeon ha un approccio che non c’entra nulla con la psicologia, ma, per come la vedo io (ma magari non ho capito niente), si richiama a come anticamente si assicurava, con saggezza e non con brutalità, che questa situazione (che in fondo è il ricongiugimento dell’amore reciproco di padre e figlio) venisse risolta

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famiglia, amore, Arkeon, figli 7:59 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Stefano74
Data: 22 maggio 2008
Posto originale:
http://tinyurl.com/6zqueu

[…]

se i seminari si dovessero riaprire io probabilmente non tornerei a farli.

l’Arkeon come strumento è ormai acquisito, a prescindere da ciò che mi dicano gli altriOvetto Kinder partecipanti ai forum.

l’Arkeon come gruppo è per me esperienza difficilmente ripetibile (chiaramente se arkeon esce pulito da questo marasma). Oggi è in discussione l’Arkeon come esperienza:

ho mantenuto le mie capacità di usare il cervello o ero solo un plagiato?

ho trovato veramente Dio o mi hanno fregato i soldi?

mia moglie la amo veramente o l’ho sposata solo perchè l’ho incontrata in un seminario?

la vita ha veramente senso o avrei dovuto continuare ad ubriacarmi a giorni alterni?

mio figlio è frutto di amore e di un Dono del Cielo o è il frutto di uno schizzetto di sperma dentro un ovetto kinder?

Se condannano gli indagati (prima bisogna vedere se li rimandano a giudizio), mi dispiace… ma io ho molto di più in ballo.

[…] 

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

padre, famiglia, Arkeon, figliJune 27, 2008 9:28 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Stefano74
Data: 22 maggio 2008
Posto originale:
http://tinyurl.com/6zqueu

[…]

spesso, durante i seminari di Arkeon, ho pensato a mio padre ed alla sua infanzia.

Mio padre è nato nel 1928. piccolo balilla, figlio della lupa e quant’altro. ha vissuto per tutta l’adolescenza all’interno di un regime (per essendo fondamentalmente di orientamento politico cattolico). poi a 15 anni arrivano gli americani che gli spiegano che tutta la sua vita fino ad allora era una farsa. tutti i suoi momenti di aggregazione erano strumentali. quando la domenica la mamma gli preparava la camicina nera, lavata ed inamidata (che era forse l’unico "vestito buono" di mio padre) e lui andava prima a fare la parata e poi il saluto ai gerarchi del paese, e poi andava con gli amici a giocare…tutta una farsa.


il saluto romano, il dare il Voi( mio padre mi raccontava che a lui tutti davano del tu, in fondo era un ragazzino, ma sognava il momento
in cui gli avessero dato questo benedetto "Voi"), i discorsi del Duce radunati vicino alle poche radio del paese… tutta una farsa mio nonno venne incarcerato nel ‘35 per una prepotenza del gerarca del paese, e mio padre, bimbo che aveva appena iniziato a scrivere, manda una lettera al Duce per avere giustizia. il Duce libera mio nonno e trasferisce il gerarca. dopo pochi anni gli dicono che il Duce era solo un truffatore.


gli dicono che quella lettera non è mai arrivata sul tavolo del Duce; che al Duce di suo papà in carcere non gliene fregava nulla. che i fasci erano propaganda (compresa l’autarchia, sentirsi tutti in un progetto comune, l’esportare il fascismo alle popolazioni selvagge, ecc.ecc.) e che da allora in poi bisognava essere "capitalisti".

per tutto il resto della sua vita mio padre non ha più parlato della sua esperienza "fascista". anche se la sua formazione era "fascista"(non in senso spregiativo). quando era particolarmente allegro cantava "faccetta nera" (e poi stava ben attento a vedere se
qualcuno lo aveva sentito).

io sono sempre stato simpatizzante di sinistra (nell’adolescenza comunista proprio) e con un padre di 50 anni più vecchio non parlavo. arkeon mi ha insegnato a "mettermi nei panni di", "ad entrare in empatia con", e questo mi ha permesso di parlare con mio padre. e di avere un rapporto vero con lui. Prima che morisse. Arkeon mi ha insegnato ad andare verso mio padre, ed a poter imparare.

ditemi pure, se lo ritenete oppurtuno, che è stata una farsa. e forse, dopo un pò di ragionamento, potrei arrivare anch’io alla stessa conclusione, ma comunque, quando sono particolarmente contento, fischietto "faccetta nera".

[…] 

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

padre, famiglia, amore, Arkeon, figliJune 25, 2008 12:12 am

Titolo originale del post: -
Autore: Sergio
Data: 10 dicembre 2007
Posto originale: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=400

[…]

A proposito di bambini -e dopo questa raccolgo l’invito di xxx e altri per dedicarmi a migliori incombenze- avevo omesso di condividere la mia personale esperienza in arkeon (so che ci tenete tanto ad atichettarla come ennesima storiella fotocopiata…).

Anni fa a mia moglie i medici avevano detto che difficilmente avrebbe potuto avere figli. Perlomeno in maniera naturale, per via della ‘solita malattia’ di cui non si conosce mai la causa ma che la medicina tradizionale si ostina a curare con forte dosi di ormoni. Dopo un anno di sevizie mediche abbiamo scelto di non tentare con l’inseminazione né proseguire con costosissime cure per la fertilità che a volte hanno successo, altre no. Così, a caso… come se la medicina fosse un’opinione! Ci siamo rassegnati ad attendere un ‘miracolo’ e provare ad avere fede ( ma non avevamo proprio idea di cosa fosse la FEDE).

In realtà quel dolore ha segnato l’inizio di un ‘viaggio interiore’ fatto di incontri non casuali e coincidenze che ci hanno indirizzato man mano su di una nuova strada: quella della nostra consapevolezza. Abbiamo conosciuto (nel profondo) persone con i nostri stessi problemi, ci siamo interessati a libri di psico-somatica per comprendere le origini dell’infertilità, ci siamo rivolte alle tecniche dell’agopuntura e successivamente abbiamo incontrato l’Associazione Arkeon (affascinati dal reiki, ma del tutto ignoranti riguardo alle tematiche dei seminari).

All’epoca ricordo l’enorme distanza che c’era fra me e mio padre (e il mio bisogno di sentirmi amato dagli altri, la mia insicurezza, la mia tristezza di sottofondo) e le incomprensioni rabbiose che c’erano fra me e mia madre (e il mio bisogno di calore, la mancanza di un progetto ‘sentito’) . Mai mi sarei sognato che un giorno avrei potuto avere con loro il rapporto da adulto che ho oggi.

Idem con mia moglie, ci siamo rimessi in discussione come uomo e donna e come coppia, abbiamo sofferto dentro e fuori i seminari, abbiamo versato lacrime quando non comprendevamo l’origine dei nostri dolore e ‘sangue’ quando li abbiamo compresi.

Il bisogno impellente di avere un figlio non è più diventato impellente e ossessivo come un tempo, perché superato dalla necessità di rimettere ordine nelle nostre identità, un nuovo equilibrio di coppia, di ristabilire la verità fra le cose mai dette (innanzitutto a se stessi) e rispolverare dalle nostre intenzioni un progetto che avesse finalmente un CUORE.

Gli ultimi seminari frequentati (in particolare quelli di Febbraio) sono stati la prova (per niente indolore!!!) che il metodo ha un’efficacia tale da sfuggire persino dalle mani del maestro e divenire ‘proprietà’ di tutti; nel senso che i valori su cui siamo fondati come esseri umani (e che vengono letteralmente rispolverati nei seminari), le ritualità perdute, il significato profondo delle parole che non diciamo o ascoltiamo mai hanno vita propria, sono insiti in ognuno di noi, bisogna ‘soltanto’ avere il coraggio di andarli a cercare per liberarle, e avere voglia di fare pulizia, per poter essere un giorno, figli, uomini, compagni, genitori che non si sentono più in colpa di essere felici.

Nostro figlio è nato 20 giorni fa. E’ bellissimo. Come un miracolo inaspettato.

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma presente, è pregato di contattarmi.