Frammenti su Arkeon

padre, famiglia, cerchio, Arkeon, figli, Vita, Fede, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoNovember 7, 2009 11:55 pm

 

Autore: Sertan

Data: 17 maggio 2009

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Arkeon 

Sono passati 4 anni dal mio primo seminario in Arkeon e ricordo ancora chiaramente quello che pensai la domenica sera, sul finire dell’incontro: “questo è il posto che cercavo” dissi a mia moglie.


A convincermi che fosse il posto giusto per me, in quel preciso periodo della mia vita, fu un rispettoso silenzio e capacità di ascolto mostrata da ognuno dei partecipanti nei confronti dell’altro. E un’intimità così profonda che prima di allora avevo ritrovato solamente nei miei pensieri più reconditi. Quelli che nemmeno tu stesso dici ad alta voce, per paura che possano essere ascoltati.   


Ciò che mi colpì maggiormente, in quei giorni, fu proprio quel senso di solidarietà creato dall’incontro di più voci che raccontavano lo stesso sentimento: la nostalgia. Forse di un posto (interiore) che non si conosce, o di un qualcosa che ancora non è accaduto. Qualche volta la nostalgia di se stessi, per quella distanza invalicabile che separa il come ci si sente dentro e il come si appare fuori. Altre volte la nostalgia di qualcuno che possa ascoltarci sul serio: un amore, un amico, un fratello, un padre. Qualcuno che ci possa aiutare, con una spinta nell’anima, a compiere quel salto che separa l’esistere dall’essere. Attraversando la paura di non piacere agli altri, di essere deriso, di deluderli o di spaventarli. Mostrando quella parte di sé che troppo spesso viene data per scontata, perché così ovvia nella sua semplicità, e poco credibile per il mancato riscontro che ha nella vita di tutti i giorni: quella parte che è il cuore. Che sogna il bello per sé e per chi ama, che ama la semplicità di un gesto spontaneo e la bellezza delle piccole cose, che non si arrende all’evidenza delle apparenze e impara a progettare l’impossibile, che crede in un suo domani splendente e non si fida di chi si piange troppo addosso. Il cuore, così spesso abusato dalla bocca di tutti, ma mai sconfitto dalle esperienze di vita, perché continua a palpitare, a dispetto di ogni cosa, nonostante tutto.

Quel giorno, fra tutta quella gente seduta in cerchio attorno ad un fuoco, ho incontrato la voglia di rivendicare questa parte sacra che appartiene ad ognuno di noi. Quella che un disilluso chiama buonismo, quella che un miscredente chiama idiozie, quella che un bugiardo chiama ipocrisia , quella che un paranoico chiama plagio.  

 

E invece esiste” – pensai. Quando vidi un uomo grande sembrare piccolo, in ginocchio, dinanzi a suo padre; o quando ascoltai il pianto a dirotto di una piccola madre che tornava, riconoscente, fra le braccia di sua madre grande. E ad ogni nuovo nato, sollevato da un padre nuovo, con le braccia tremanti di orgoglio, sopra le nostre teste. Le cose importanti, quelle che più contano… a detta di tanti, ma in cui pochi credono fermamente.

In Arkeon ho conosciuto questa possibilità di vivere …pericolosamente! A cuore aperto. Affinché tutte le cose possono insegnarti un senso o negartelo. E affinché ognuno possa venire da te per incontrarti o per ferirti. Dove quella linea sottile che separa l’ingenuità dall’incoscienza, si chiama FEDE.


Sei cresciuto” mi dicono spesso. E a lungo mi sono chiesto quanti sensi potesse avere una frase semplice come questa. Poi mi sono voltato indietro. Ho ripercorso la distanza e la disistima che c’era fra me e mio padre, o le liti ed i silenzi dispettosi che interponevo fra me e mia madre. Il gelo, mai spezzato da un abbraccio, con i miei fratelli, e la bruciante sofferenza che avvertivo nello stare fra i miei colleghi - mai amici ma sempre conoscenti.


Si, penso di essere cresciuto, e il senso di questo crescere l’ho trovato nell’esperienza paternità. E’ affiorato alla mia mente poche settimane fa, nel giardino della mia casa d’infanzia: mio nonno, mio padre, io e mio figlio a giocare insieme con un pallone, come se fossimo tutti bambini, o tutti quanti uguali. Lo stesso sangue, la stessa carne. La vita che va avanti e che trova un senso proprio nell’essere vita. Con quella sensazione – dalle antiche radici - che ci sia un Padre per ognuno di noi che abbia voglia di (ri)abbracciarlo. Da qualche parte, nel profondo…

 

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, figli, Cesap, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoJune 25, 2009 10:46 pm

Autore: Piero

Data: 16 giugno 2009

Post originale

 Arkeon, sono passati tre anni

 […]

Sono un ex Arkeon, nonchè l’11° di quegli indagati da te citati, ahimè l’unico senza un’accusa (forse serviva un numero dispari per scaramanzia) e sono anche uno di quelli additati, come i miei figli alle scuole elementari, da chi ovviamente ha dato credito alle parole altisonanti inneggianti ad un moderno rogo inquisitorio dei giorni nostri.

 Sono uno di quelli che ha perso il lavoro e si adatta oggi a fare qualsiasi lavoretto (mi manca solo la pulizia dei vetri ai semafori e poi ho fatto di tutto) per campare e far campare 2 figli piccoli e sono anche uno di quelli che deve trovare mensilmente una cifra da “buttare” in avvocati che non possono nemmeno provare la mia innocenza o estraneità a qualsiasi fatto proprio pwerchè privo di qualsiasi accusa se non di aver partecipato, come altre centinaia di persone a corsi eruditivi a come sbrogliare matasse esistenziali.

Sono passati 3 anni ormai e a volte mi si chiede di rivoltarmi contro, di costituirmi contro, forse proprio per essere “depennato” dalla lista degli accusati, mi si invita a “parlare”, ma io mi domando: “a parlare di che?”. quanti volantini troviamo nelle erboristerie, nei bar, nei supermercati che inneggiano a miracolose cure, trasformazioni, benesseri e quant’altro.

Sinceramente credo di avere difficoltà a reinserirmi nel mondo dei “normali” perchè non sono capace di incolpare altri delle mie scelte responsabili: se vado in un ristorante e spendo molto o mangio male, semplicemente non ci vado più, a differenza di chi invece taglia le gomme del ristoratore o fa di peggio. Molta gente in Arkeon credeva nelle persone e forse questa è stata la più grande illusione!

[…]

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 29, 2009 10:11 am

Autore: Klee
Data: 28 maggio 2009
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Arkeon, il mio nuovo maestro 

Accetto anzi, secondo la regola che ho conosciuto e accolto nel lavoro di Arkeon come regola dell’anima e della vita, che quello che è accaduto sia la naturale prosecuzione del lavoro su di me e sulla mia vita. Il mio maestro non è più Vito ma la Tinelli…e come diceva Vito a ragione, i maestri migliori sono sempre i più stronzi (in senso archetipico, intendo). Non ci sono “intensivi e sedie” che valgano le mattine che uscivo dicendo a mia moglie di stare calma se arrivavano i carabinieri senza sapere perchè; o i giorni che arrivavo in ufficio dopo una trasmissione di Striscia e una chiamata dell’Amministratore Delegato mi faceva temere di aver perso il lavoro senza sapere perché; o le sere che mi chiamavano degli amici per dirmi che uno aveva perso il lavoro, che uno aveva tentato il suicidio, che uno non era riuscito a tenere unita la famiglia e per tutto questo non c’era un perché.

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 18, 2009 11:45 pm

Autore: Il Caso Arkeon
Data: 24 aprile 2009
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“Arkeon è una psicosetta i cui vertici sono stati condannati e incarcerati per truffa, associazione a delinquere e violenze”.

Per chi non sappia cos’è stato Arkeon, questa è la verità su Arkeon. O quantomeno questa è la sola verità reperibile in rete, sulla stampa o dalla televisione.

Tuttavia questa verità è falsa.

Contiuna a leggere…

 

anti-sette, Arkeon, Margaret Singer, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRIS, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 8, 2009 7:22 pm

Autore: Pietro Bono
Data: 21 marzo 2009
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Sito di Raffaella Di Marzio oscurato 

Raffaella ha pagato, come credo sempre abbia fatto, e continua a pagare in prima persona, per il coraggio di non entrare nel coro. E di farsi, di volta in volta, una sua personale opinione e una sua personale ricerca sul campo.
Per non aver voluto anche lei mangiare la “zuppa” precotta della Dott.ssa Tinelli, dispensata a piene mani alla Digos ed alla Procura di Bari, alla SAS, al GRIS, all’Ordine Psicologi Puglia, ai Codacons Puglia, ai media, a tutte le associazioni anti-cult italiane ed europee e Dio solo sa’ a chi altri.
In fondo, entrare in quella squadra, poteva dare anche a lei dei risultati, come del resto è stato intanto per taluni.
http://www.altrapsicologia.it/elezioni-enpap/cig-sud-lorita-tinelli.asp
http://www.osservatoriopsicologia.it/chi_siamo/

Raffaella no, non ha chinato il capo. E prontamente è stata punita, con i sistemi che ben abbiamo imparato a conoscere.

Raffaella, prima di essere brutalmente censurata, con l’oscuramento del suo sito http://www.dimarzio.it/srs/ , e con un Avviso di Garanzia, il cui testo stranamente quasi coincide con la lettera della Dott.ssa Tinelli http://covilt.myblog.it/archive/2009/01/13/chi-diffama-chi.html , aveva raccolto molte testimonianze.
E certo Raffaella è anche al corrente delle tante soverchierie messe in atto contro le famiglie di arkeon.
E sono certo che, appena le sarà consentito dalla Procura di Bari, riprenderà la sua ricerca sul caso arkeon. Immagino con un occhio ancora più attento, se possibile.

Raffaella sa’ delle minacce, delle persecuzioni, delle distorsioni, delle prevaricazioni, anche delle vere e proprie induzioni a gesti estremi di auto-lesionismo.
E certo, a suo tempo saprà cosa fare, nell’ambito scientifico, di queste informazioni.

Così Raffaella desidero ringraziarti pubblicamente: Grazie di cuore.
Anche tu, e certo ne sei cosciente, hai salvato solo con la tua presenza silenziosa di questi mesi, tante famiglie dalla frantumazione.
Soprattutto hai accolto, finché ti è stato possibile, lo smarrimento e in qualche caso, il grido di dolore di tante famiglie, con estrema umanità e con estremo rispetto, così come immagino hai sempre accolto il grido di aiuto dei fuoriusciti dai culti e delle loro famiglie.
Grazie per averci trattati come “persone”, e non come “appestati”.

anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Margaret Singer, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 6, 2009 1:48 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
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Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

Arkeon, il ki training non era obbligatorio

"Fare il ki-training era assolutamente obbligatorio e chi arrivava in ritardo o non si presentava, veniva ripreso in modo diretto o indiretto dal maestro che sottolineava la sua "mancanza di impegno" o simili facendogli fare una figuraccia davanti al gruppo."

Questa poi. La maggior parte dei maestri non faceva il ki-training alzandosi tardi, compreso Tiresia (sbagliando secondo me, ma fatti loro). Ricordo persone che non lo facevano o arrivavano tardi o ne saltavano una buona parte per fumare (sigarette non salvia) e chiacchierare e mi sembra che non siano state riprese particolarmente.

Poi c’è l’aspetto caratteriale, indubbiamente: io sono permaloso, ma se qualcuno mi dice sorridendo "ti piace dormire, eh?", la prendo bene. Anche se qualcuno si sente figo per essere perfetto nell’orario rispetto a me, sorrido anche io. C’è chi lo prende come un’offesa imperdonabile o una figuraccia davanti al gruppo - ma sarebbe lo stesso a scuola o al lavoro (anzi peggio).

Che descrizione dell’atmosfera soggettiva dà Tiresia, comunque!

Poi c’è un’altra considerazione cioè chi partecipava ad un intensivo formava un gruppo che arrivava con la testa piena dei propri problemi contingenti e, per sua scelta, voleva passare del tempo ad esplorare, insieme agli altri, le cose importanti della vita.

Avete mai partecipato ad un gruppo di lavoro (non di ricerca personale, ma professionale)?

Provate a vedere come funzionano quelli che vengono a una riunione sì e tre no. Non sanno di cosa si parla, hanno altro per la testa, rallentano il progresso. Per cui, alla fine, come accadeva, chi saltava qualche attività lo faceva poche volte. Insomma se un gruppo fa un corso di sci insieme per una settimana, non è che si può saltare una lezione su due. Perché poi sulla pista nera si fa perdere del tempo a tutti. Da cui l’incoraggiamento a partecipare - sempre fatto con cortesia e lasciando la libertà di esserci o no.

anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Margaret Singer, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 24, 2009 9:37 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
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Aikido

Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

"Il ki-training dura circa 2 ore e si tratta di una serie di esercizi, prettamente fisici, che dovrebbero aiutare ad acquisire il "potere personale"."

Mi piace l’uso sapiente dei modi dei verbi (condizionale qui, indicativo là). Comunque, gli esercizi sono simili a quelli dell’Aikido. Il che può piacere o meno. Basta documentarsi sull’Aikido per vedere la straordinaria efficacia. Era parte dell’approccio che poteva piacere o meno, ma è comune.

 

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediatico 6:10 am

Autore: Redazione del blog di Claudio Risé

Data: 12 marzo 2009

Contro Arkeon o contro la libertà?

La redazione di questo blog non è interessata, e non ha gli strumenti, per dire chi ha torto o ragione nel dibattito pro e contro Arkeon.

Lo dirà la sentenza della magistratura, che anche Risé s’è augurato sia rapida, a tutela della libertà e dignità delle persone.

Dato che sembra si parli di plagio, concetto giuridicamente fragile ed usato più volte nella storia per conculcare libertà personali (anche contro gli omosessuali, come nel famoso processo contro il prof. Aldo Braibanti, negli anni 60), non è escluso che tocchi comunque aspettare prima di arrivare ad una sentenza definitiva.

Fino ad allora, non c’è nessun colpevole, bensì un’inchiesta giudiziaria, si spera avviata a conclusione.

[…]

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments 

anti-sette, Arkeon, Raffaella Di Marzio, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 22, 2009 4:12 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 10 marzo 2009

Rogo mediatico su Arkeon 

Ancora piena solidarietà contro ogni rogo mediatico, autentica peste, fisica e morale, del nostro tempo. Cerchiamo di difendere le libertà residue!

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

 

anti-sette, Arkeon, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 18, 2009 5:51 pm

Autore: Pietro

Data: 16 marzo 2009

 Chi è contro Arkeon ha sempre ragione!

[…]

Da quando una persona che frequenta un seminario di due giorni, diviene per definizione un “adepto” ? Ma adepto de che’?

Tornerò in seguito su questo delicato tema. Ora ciò che mi interessa è il modello proposto da questa “filosofia”.

Si tratta di un modello che non saprei definire in altro modo che “manicheo”. Schema per cui chi definisce qualcun altro “setta”, è per definizione il “buono” e qualunque cosa “l’altro” provi a dire o provi a fare, rientra inevitabilmente nei comportamenti appunto della “setta”.

Tutto ciò è esattamente il corollario di ogni “delegittimazione perfetta” , secondo la quale, ogni tentativo di chiarimento o di difesa, viene interpretato immancabilmente come una prova “a carico” appunto del “reo”.

E’ in fondo lo stesso modello della “caccia alle streghe”.

Dove “tu sei la STREGA e IO sono quello ILLUMINATODADIO. Qualunque cosa tu dica, è certo solo per farla franca e perché sei posseduta dal male; per cui sei libera (naturalmente dopo adeguata tortura) di scegliere: o ammetti la tua colpa, o il rogo”.

E non è certo di consolazione il fatto che questi abusi avvengano anche in altri contesti.

 […]

Post originale: http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/articoli-sulla-vicenda-arkeon-16-3-2009.html

padre, anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Povia, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediatico 4:03 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 9 marzo 2009

Una bella caccia alle streghe ad Arkeon[…]

Conosco il gruppo Arkeon perché molti pazienti me ne hanno parlato.

Più che una setta mi pare uno dei tanti “franchising” similpsicologici di successo presenti nella “terra di nessuno” degli incontri di gruppo.

Il suo fondatore aveva ben intuto che gran parte dei malesseri attuali nascono dall’assenza del padre, e su quello ha fatto crescere la sua iniziativa.

Personalmente, non mi risulta che fossero particolamente fissati sull’omosessualità, né che abusassero di minori. Comunque, se Luca voleva uscire dalla situazione in cui era, e Arkeon l’ha aiutato, meglio così.

Speriamo piuttosto che arrivi presto il processo, perché non si può mettere in galera, le persone per anni, e linciarle a colpi di scoop con testimoni che parlano incappucciati: fa venire i brividi, è roba da Ku Klux Klan, altro che libertà d’informazione. In tutta questa storia, ed anche nel suo messaggio, circola una spiacevole aria di caccia alle streghe.

Che il movimento degli omosessuali, persone cacciate per secoli, si riduca a questo, mi dispiace. Molto. Auguro a tutti di ritrovare il gusto per la libertà, e il rispetto per le scelte delle persone.

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments