Frammenti su Arkeon

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, figli, Cesap, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoJune 25, 2009 10:46 pm

Autore: Piero

Data: 16 giugno 2009

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 Arkeon, sono passati tre anni

 […]

Sono un ex Arkeon, nonchè l’11° di quegli indagati da te citati, ahimè l’unico senza un’accusa (forse serviva un numero dispari per scaramanzia) e sono anche uno di quelli additati, come i miei figli alle scuole elementari, da chi ovviamente ha dato credito alle parole altisonanti inneggianti ad un moderno rogo inquisitorio dei giorni nostri.

 Sono uno di quelli che ha perso il lavoro e si adatta oggi a fare qualsiasi lavoretto (mi manca solo la pulizia dei vetri ai semafori e poi ho fatto di tutto) per campare e far campare 2 figli piccoli e sono anche uno di quelli che deve trovare mensilmente una cifra da “buttare” in avvocati che non possono nemmeno provare la mia innocenza o estraneità a qualsiasi fatto proprio pwerchè privo di qualsiasi accusa se non di aver partecipato, come altre centinaia di persone a corsi eruditivi a come sbrogliare matasse esistenziali.

Sono passati 3 anni ormai e a volte mi si chiede di rivoltarmi contro, di costituirmi contro, forse proprio per essere “depennato” dalla lista degli accusati, mi si invita a “parlare”, ma io mi domando: “a parlare di che?”. quanti volantini troviamo nelle erboristerie, nei bar, nei supermercati che inneggiano a miracolose cure, trasformazioni, benesseri e quant’altro.

Sinceramente credo di avere difficoltà a reinserirmi nel mondo dei “normali” perchè non sono capace di incolpare altri delle mie scelte responsabili: se vado in un ristorante e spendo molto o mangio male, semplicemente non ci vado più, a differenza di chi invece taglia le gomme del ristoratore o fa di peggio. Molta gente in Arkeon credeva nelle persone e forse questa è stata la più grande illusione!

[…]

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 29, 2009 10:11 am

Autore: Klee
Data: 28 maggio 2009
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Arkeon, il mio nuovo maestro 

Accetto anzi, secondo la regola che ho conosciuto e accolto nel lavoro di Arkeon come regola dell’anima e della vita, che quello che è accaduto sia la naturale prosecuzione del lavoro su di me e sulla mia vita. Il mio maestro non è più Vito ma la Tinelli…e come diceva Vito a ragione, i maestri migliori sono sempre i più stronzi (in senso archetipico, intendo). Non ci sono “intensivi e sedie” che valgano le mattine che uscivo dicendo a mia moglie di stare calma se arrivavano i carabinieri senza sapere perchè; o i giorni che arrivavo in ufficio dopo una trasmissione di Striscia e una chiamata dell’Amministratore Delegato mi faceva temere di aver perso il lavoro senza sapere perché; o le sere che mi chiamavano degli amici per dirmi che uno aveva perso il lavoro, che uno aveva tentato il suicidio, che uno non era riuscito a tenere unita la famiglia e per tutto questo non c’era un perché.

anti-sette, Arkeon, Margaret Singer, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRIS, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 8, 2009 7:22 pm

Autore: Pietro Bono
Data: 21 marzo 2009
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Sito di Raffaella Di Marzio oscurato 

Raffaella ha pagato, come credo sempre abbia fatto, e continua a pagare in prima persona, per il coraggio di non entrare nel coro. E di farsi, di volta in volta, una sua personale opinione e una sua personale ricerca sul campo.
Per non aver voluto anche lei mangiare la “zuppa” precotta della Dott.ssa Tinelli, dispensata a piene mani alla Digos ed alla Procura di Bari, alla SAS, al GRIS, all’Ordine Psicologi Puglia, ai Codacons Puglia, ai media, a tutte le associazioni anti-cult italiane ed europee e Dio solo sa’ a chi altri.
In fondo, entrare in quella squadra, poteva dare anche a lei dei risultati, come del resto è stato intanto per taluni.
http://www.altrapsicologia.it/elezioni-enpap/cig-sud-lorita-tinelli.asp
http://www.osservatoriopsicologia.it/chi_siamo/

Raffaella no, non ha chinato il capo. E prontamente è stata punita, con i sistemi che ben abbiamo imparato a conoscere.

Raffaella, prima di essere brutalmente censurata, con l’oscuramento del suo sito http://www.dimarzio.it/srs/ , e con un Avviso di Garanzia, il cui testo stranamente quasi coincide con la lettera della Dott.ssa Tinelli http://covilt.myblog.it/archive/2009/01/13/chi-diffama-chi.html , aveva raccolto molte testimonianze.
E certo Raffaella è anche al corrente delle tante soverchierie messe in atto contro le famiglie di arkeon.
E sono certo che, appena le sarà consentito dalla Procura di Bari, riprenderà la sua ricerca sul caso arkeon. Immagino con un occhio ancora più attento, se possibile.

Raffaella sa’ delle minacce, delle persecuzioni, delle distorsioni, delle prevaricazioni, anche delle vere e proprie induzioni a gesti estremi di auto-lesionismo.
E certo, a suo tempo saprà cosa fare, nell’ambito scientifico, di queste informazioni.

Così Raffaella desidero ringraziarti pubblicamente: Grazie di cuore.
Anche tu, e certo ne sei cosciente, hai salvato solo con la tua presenza silenziosa di questi mesi, tante famiglie dalla frantumazione.
Soprattutto hai accolto, finché ti è stato possibile, lo smarrimento e in qualche caso, il grido di dolore di tante famiglie, con estrema umanità e con estremo rispetto, così come immagino hai sempre accolto il grido di aiuto dei fuoriusciti dai culti e delle loro famiglie.
Grazie per averci trattati come “persone”, e non come “appestati”.

anti-sette, Arkeon, Cesap, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, Caccia alle stregheMarch 27, 2009 4:57 pm

Il sito SRS

Titolo originale del post: Tasselli di esperienza - Ottavo Tassello
Autore: Raffaella Di Marzio
Data: 26 marzo 2009
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Tendo la mano e voi ci siete … Grazie

Un anno fa, il 26 marzo 2008, il mio Portale, SRS (Sette, Religioni e Spiritualtà www.dimarzio.it) veniva oscurato.

Quella mattina, per una coincidenza fortuita, ero in casa e non a lavoro. Il computer è ancora spento quando ricevo la prima telefonata.

Un amico mi dice di accendere il computer perchè il mio sito non c’era più. Accendo e vedo, al posto della homepage, l’avviso di sequestro da parte della polizia giudiziaria di Bari.

Faccio un paio di telefonate per chiedere consiglio ad amici e, mentre sono al telefono arriva la DIGOS con un avviso di garanzia che, a leggerlo, fa accapponare la pelle.

Effettivamente, quella fu una giornata sui generis. Per il resto della mattinata non ho fatto altro che rispondere al telefono e cercare un avvocato.

Ma poi: perchè dovevo trovarmi un avvocato?

Dopo i primi momenti di attonita sorpresa, lentamente cominciano a riaffiorare i ricordi delle settimane precedenti, quelle successive al 9 febbraio 2008, quando avevo partecipato, per motivi di studio, a una riunione informativa con alcuni membri di Arkeon e altre persone interessate alle tematiche riguardanti sette, lavaggio del cervello ecc. ecc.

Dopo quell’incontro avevo scritto un articolo: Essere o non essere setta: QUESTO è il problema nel quale esprimevo la mia opinione in proposito e dichiaravo di voler approfondire lo studio di Arkeon, cosa che peraltro già avevo inziato a fare qualche mese prima.

Come faccio ormai da oltre 15 anni, dovendo verificare quali fossero le pratiche e credenze del movimento, oltre a leggere e visionare il materiale messo a disposizione dai membri del gruppo, avevo la necessità di sentire i pareri di persone diverse su Arkeon, persone sia soddisfatte che critiche. Per questo motivo, dopo aver pubblicato l’articolo, scrissi a Lorita Tinelli per chiedere la sua collaborazione visto che lei se ne stava occupando già da tempo.

E’ una prassi degli studiosi quella di chiedere informazioni, documenti e testimonianze a tutti i colleghi che ne sono in possesso e possono collaborare. Si tratta di uno scambio che avviene normalmente come in molti altri campi.

Ecco l’email che inviai a Lorita il giorno 22 febbraio 2008:

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—– Original Message —–
From: "Raffaella Di Marzio" <rdm@dimarzio.it>
To: <cesap@libero.it>
Sent: Friday, February 22, 2008 12:41 PM
Subject: ALL’ATTENZIONE DELLA DOTT.SSA TINELLI
> Cara Lorita,
> come già saprai ho scritto un articolo sul caso Arkeon e su un incontro
> che ho avuto con alcuni di loro a Roma. > L’articolo è a questo indirizzo: > > http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
> Ti scrivo per chiederti, se lo riterrai opportuno, un parere su quanto
> ho scritto, sia in generale che nei singoli aspetti. > Inoltre vorrei chiederti anche aiuto perchè sto cercando persone che > lamentano di aver subito abusi in Arkeon e, se tu potessi invitare
> qualcuno di loro a raccontarmi la loro esperienza, te ne sarei molto grata. > Naturalmente non è importante il nome e il cognome di queste persone, mi
> basta la loro descrizione dei fatti.
> Sarebbe, questo, un contributo importante al mio studio.

> Grazie ancora > Raffaella

—————————————————————————————-

Il 23 febbraio alle 19.04 Lorita mi risponde negativamente.

Intanto un utente del mio portale apre un Forum su Arkeon ma lo posta in una categoria sbagliata. Come amministratore è compito mio spostare il nuovo forum su una categoria specifica con quel nome e, da qual momento, comincia una discussione molto vivace sul Forum di SRS tra arkeoniani soddisfatti ed ex arkeoniani, inframezzata da alcuni post di provocatori che provvedo immediatamente a mettere a tacere.

Nel frattempo mi viene segnalato che sul forum del cesap gli utenti fanno attacchi e illazioni su di me e ci sono anche minacce di denuncia all’autorità giudiziaria.

Leggo io stessa sul forum del cesap accuse di abusare della professione, di intimidire i testimoni, di difendere arkeon ecc.

Farò solo qualche esempio:

1) l’utente lella il 19 /2 2008:

La polizia, in virtù delle indagini in corso, forse dovrebbe avere anche questi elementi da vagliare. .. Andiamo avanti, che il cerchio della giustizia si stringe sempre di più e a qualcuno comincerà presto a dare un po’ prurito.

2) L’utente alice il 19/02/2008 :

Ciao Lella, condivido appieno quanto scrivi. Ho letto credo lo stesso sito e penso di segnalarlo alla magistrtratura. Del resto non credo sia lecito che qualcuno si manifesti come ’studioso’ non considerando una indagine penale in corso.

3) L’utente animacandida il 22/02/2008 dice:

Quello che leggo altrtove è abovinevole e degno di denuncia. e anche: Carissimi, non ho ben compreso cosa stia accadendo, ma non mi meraviglia più nulla oramai. Le intimidazioni sembrano essere un ottimo strrumento per tenere a freno la lingua delle vittime.

4) lorita il 20 febraio 2008 :

Mi permetto di intervenire in questa discussione per chiedere a tutti di essere più sereni e tranquilli. Molti forum possono essere aperti sull’argomento e ognuno è libero di dire quello che vuole, o di trasferire proprie interpretazione sui fatti che gli accadono. E dico questo senza alcuna intenzione di polemizzare contro alcuno. Chiunque intervenga nell’ambito di una indagine penale, automaticamente ne assume una responsabilità civica alla quale difficilmente potrà sottrarsi. Voglio ribadire il mio invito alla serenità e alla fiducia nel puntuale lavoro della Polizia e del PM che sta conducendo le indagini. Del resto, il blitz avvenuto a Roma, assieme alla notizia di sequestro di materiale è uno dei tanti indicatori che le attività di indagine sono in corso e sono per l’appunto ‘attive’.

Questi ricordi, nel corso di quella mattinata, riaffioravano e, lentamente, prendevo coscienza di una realtà che facevo fatica ad accettare, e cioè che quelle che avevo letto nelle settimane precedenti non erano solo parole. Ma, mi dicevo, non può essere, non può essere …

Tuttavia, quando cominciai a leggere i commenti dei frequentatori del forum del cesap che brindavano per l’oscuramento del mio sito, la mia residua fiducia sulla buona fede delle povere vittime si frantumò in mille pezzi.

Ecco qualche esempio di post di un thread che era stato creato subito dopo l’oscuramento. Il titolo era: srs chiuso!!!!! accompagnato da simboli festosi di brindisi e festeggiamenti:

L’ Utente pillo il 2008/03/26 Re:srs chiuso!!!!! :

è con sommo ed immenso piacere che vi dò una notizia : provate a cliccare qui : www.dimarzio.it forse qualcuno avrà intralciato le indagini??

L’ Utente Talon il 2008/03/27 Re:srs chiuso!!!!! :

Grazie, Pillo, per il GAUDIUM MAGNUM che ci hai fatto provare: HABEMUS PAPAM…

L’ Utente alice: 2008/03/27 Re:srs chiuso!!!!!:

Che non si grida ad un presunto complotto …. Se chiusura cè stata è perchè ricercata … credo.

Potrei continuare ancora ma credo che gli esempi siano sufficienti.

Nei giorni seguenti mi fu chiaro fino in fondo il quadro della situazione. Un quadro che ha oggi dei riscontri documentati dal dossier di fine indagine dal quale emergono nomi e cognomi dei responsabili di quanto accaduto.

Ma torniamo al 26 marzo 2008.

Quella mattina e nei giorni seguenti venni a sapere da diverse persone che mi telefonavano per manifestarmi la loro solidarietà che Lorita, oltre a rispondere negativamente alla sottoscritta in merito alla mia richiesta di collaborazione, aveva anche inviato nello stesso giorno o in quello successivo (23 o 24 febbraio 2008) a un certo numero di persone, una email che qualcuno, alcuni mesi dopo, ha postato su un newsgroup.

Quella email, mi fu riferito, era stata riinviata dai diversi destinatari ad altre persone ed era ormai di dominio pubblico. Per tutti, ovviamente, ma non per me che ne venni a conoscenza solo dopo l’oscuramento del mio sito e la lessi solo ad ottobre quando mi fu segnalato che si trovava su un newsgroup.

Che l’autrice di quella email sia Lorita Tinelli lo ha confermato lei stessa a Simonetta Po durante un convegno. Nella email la stessa lorita, tra le altre cose, scrive:

"Anche la magistratura ne è stata informata e il Presidente dell’Ordine degli Psicologi dichiara che questa signora stia facendo abuso della professione."

A proposito di questo particolare vorrei fare un’ultima annotazione: il 31 marzo 2008, cioè sei giorni dopo l’oscuramento del mio sito e poco più di un mese dopo aver inviato questa email alla sua lista di corrispondenti, lorita scrive nel suo forum una frase che è a mio avviso un capolavoro:

"Nel caso della Dimarzio, personalmente non l’ ho mai attaccata, nè in privato nè in pubblico, nè ho foraggiato gli attacchi".

Oggi, a distanza di un anno e a mente fredda, penso che il 26 marzo 2008 sia stato un giorno che avrebbe potuto cambiare la mia vita, ma non per l’avviso di garanzia o per l’oscuramento del mio sito.

Quel giorno, aldilà dello shock, della preoccupazione per un futuro incerto, dei problemi concreti legati a dover far fronte anche alle spese legali , della sensazione di tradimento, del senso di colpa per aver coinvolto la mia famiglia, anche se involontariamente, in una vicenda oscura, aldilà di tutto questo c’era in me, per la prima volta, la fortissima tentazione di mettere fine a questa attività che mi vede impegnata da oltre 15 anni come volontaria.

Ne avevo viste e sentite tante, avevo superato momenti veramente difficili, ma quel 26 marzo 2008 è stato l’unico giorno in cui ho veramente pensato di mettere una pietra sopra a tutto e per sempre.

Perchè non l’ho fatto?

Non lo so, ricordo solo le voci degli amici al telefono, le email di conforto che leggevo, l’affetto e la vicinanza della mia famiglia, le manifestazioni pubbliche di solidarietà … era come se ogni voce, ogni parola, ogni riga che leggevo fungessero da medicina e più ne ricevevo più l’effetto aumentava.

Al senso di tradimento si sostituiva lentamente il calore dell’amicizia e della fiducia che tutte quelle persone, nonostante tutto, continuavano a riporre in me…

… NONOSTANTE TUTTO

Una fiducia che non è stata scalfita in loro minimamente, nè dall’oscuramento del sito nè dall’avviso di garanzia con le gravissime accuse in esso contenute.

L’amicizia, la fiducia e la gratitudine che tante persone mi hanno manifestato non mi hanno permesso di prendere quella decisione e oggi ne sono felice.

Questo post vuole essere soprattutto un ringraziamento a tutti voi, voi che siete la linfa vitale, quella parte di umanità che è capace di andare oltre le miserie e gli odi, oltre la vendetta e lo scoraggiamento.
cerchio, anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Cesap, Vito Carlo MocciaMarch 22, 2009 9:18 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

[…]

Bambino che canta Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

"Le persone, a turno, dovevano cantare il proprio nome e subito dopo, ad un cenno del maestro, tutto il gruppo doveva ripetere il nome di quella persona così come essa lo aveva cantato, accentuando i tratti che potevano risultare imbarazzanti, tipo la voce un po’ tremolante, o flebile, o stonata o quant’altro, creando, quindi, un sicuro imbarazzo in chiunque, come ben spiega … motivandone chiaramente il fine."

Io dico, a titolo personale: nella sala, era chiesto alle persone, per presentarsi, di cantare il proprio nome, invece di dirlo.

Si è trattato di un momento, che ci ho messo anni a considerare piacevole. Non mi è venuto mai in mente di non farlo perchè, se avevo scelto di andare ad un intensivo, era per fare le attività proposte (anche se quando non me la sentivo proprio, mi sono tirato indietro).

In tanti contesti mi sono sentito imbarazzato ad espormi.

In Arkeon no, perché ho trovato che anche la "lieve presa in giro" se c’era era proprio benevola e con il sorriso sulle labbra.

Il sicuro imbarazzo di chiunque? Io, timido e stonato, mi sono sempre sentito accolto. Ma molti non sono timidi. In più, più persone cantavano, più ci si rilassava: e quindi da un nome monotonico si passava ad un gorgheggio ripetuto. Quando poi sono capitate cantanti liriche l’imbarazzo era più per il gruppo che ripeteva che per loro che cantavano. Ma, poi, queste cose non le fanno pure i boyscout e gli oratori?

Tutto dipende da quanto è accogliente chi conduce e in questa fase io ho trovato totale accoglienza.

Qui si tocca un punto importante del lavoro di Vito Carlo Moccia.

Potete chiedere ad un bambino di cantarvi una canzone (superando spesso un po’di vergogna) e poi prenderlo in giro: è terribile, rompete un’innocenza.

Di solito, infatti, impariamo a non esporci più nella vita. Ad Arkeon, il tentativo (riuscito) di Vito era di fare proprio il contrario: invitare il bambino a cantare la sua canzone e fargli i complimenti per aprire il suo cuore alla fiducia. Pian piano anche ad insegnarli, e torno all’esercizio, che una presa in giro bonaria, una piccola critica, non è una ferita, ma una cosa su cui si può ridere insieme.

E che forse è anche bene non prendere troppo sul serio se stessi.

[…]

anti-sette, Arkeon, Cesap, Lorita TinelliJanuary 29, 2009 8:57 pm

Autore: Cosimo
Data: 8 gennaio 2009
Post originale

Alcuni antisette e la ricerca

[…]

Perchè da quel che vedo, il mondo antisette è un mondo di ex (ex scientology, ex tdg, ex ….), che si fanno da sé, a volte con titoli a volte senza, ma che operano in un mondo delicatissimo al di fuori di “una scuola”.

E in questo tipo di mondo, chi non ha un forte percorso personale alle spalle rischia facilmente di far danni.

Tanti hanno detto di Arkeon che “a occuparsi dei vissuti personali si rischia di far danno”. Perché a occuparsi di sette no?

Ma voi di Akeon non eravate psicoterapeuti. Perché gli antisette di solito lo sono?

Se guardo al mondo antisette nel suo complesso, non posso non notare come l’intransigenza, la ricerca della lotta e l’apriorismo intellettuale che manifesta all’esterno verso i “gruppi strani” sono gli stessi che manifesta all’interno verso i propri membri.

[…]

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, figli, CesapJanuary 28, 2009 9:40 pm

Autore: Pietro
Data: 13 gennaio 2009
Post originale

[…]

Arkeon cerca giustiziaio che sono stremato, che sto lottando per vedere riconosciuta la libertà di pensiero, la libertà di vivere senza essere insultati, additati, minacciati;

che sto chiedendo a chi è preposto di essere almeno ascoltato prima di essere trattato come un lebbroso;

che sto chiedendo giustizia per famiglie perseguitate nel lavoro, nelle scuole dei figli, nelle comunità parrocchiali;

secondo Lei, io avrei voglia di scherzare?

Lei al posto mio, cosa sarebbe disposto a mettere in gioco?

[…] 

famiglia, cerchio, anti-sette, Reiki, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Raffaella Di MarzioJanuary 27, 2009 6:12 am

Essere o non essere setta?

Quando l’informazione diventa dogma,i comitati diventano tribunali,gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime.

Articolo di Raffaella Di Marzio
Aggiornato al 1 Novembre 2008


Post originale

Esperto di NMR incontra settaroli

Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno,

15 Febbraio 2008, p.2.

Caso setta, blitz romano della polizia

Ottanta adepti di “The sacred path” sorpresi in un albergo della capitale: anche un prete L’attività della presunte setta “the Sacred Path”continuerebbe, almeno apparentemente. Lo dimostrerebbe il blitz, compiuto dalla polizia di Roma, in un albergo della capitale. Gli agenti hanno trovato il presunto santone, Vito Carlo Moccia, 55 anni, barese, insieme con un’ottantina di persone, impegnate a partecipare a una riunione più o meno rituale, con tanto di candele. Fra loro, anche un sacerdote e uno psicologo.

Gli agenti hanno interrotto l’incontro, hanno generalizzato i partecipanti e sequestrato alcuni documenti e le stesse candele utilizzate. L’incartamento investigativo è stato poi trasmesso al pubblico ministero inquirente, il sostituto barese Francesco Bretone. Stando alle indagini sfociate nella notifica di alcune informazioni di garanzia a ottobre scorso, il “gruppo dirigente” della presunta setta avrebbe diffuso - con un certo consenso e una popolarità anche televisiva - il metodo psicologico innovativo “ Arkeon”. La sede di “The Sacred Path” è a Bari.

Prendendo spunto da questa notizia, vorrei fare alcune riflessioni in merito a quattro questioni che, in questo articolo, vengono affrontate simultaneamente poichè sono strettamente collegate tra loro:

1) il modo approssimativo e/o aggressivo di fare informazione (di cui l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno è solo un pallido e sbiadito esempio)

2) il modo in cui alcune agenzie mediatiche, gruppi di professionisti esperti e di cittadini si sono impadroniti e stanno attualmente gestendo il caso ARKEON, nome attribuito ad un percorso sperimentato e ideato da Vito Carlo Moccia

3) le conseguenze generate da una gestione dei conflitti tra sistemi sociali che mira non alla risoluzione e composizione dei conflitti stessi ma ad una loro estremizzazione, allo scontro tra le diverse parti, che in alcuni casi può arrivare alla organizzazione di gruppi di pressione che si attivano per mettere in atto minacce, intimidazioni, e alimentare, comunque, un clima di tensione sociale

4) il modo di affrontare lo studio e la ricerca sulle nuove forme di religione, spiritualità e le nuove forme di aggregazione che mirano a potenziare le capacità umane e dare una risposta (religiosa, filosofica, antropologica) alle domande dell’uomo su se stesso, sul senso della vita e della morte. In questo ambito la difficoltà dello studioso sta nel comporre e verificare le diverse narrazioni, quelle di chi è entusiasta e di chi è scontento, di chi ha avuto benefici e di chi si è sentito o è stato realmente abusato

Per quanto mi riguarda mi trovo coinvolta nel caso Arkeon mio malgrado, poichè, fino a qualche mese fa, non ero a conoscenza neanche dell’esistenza di questo gruppo.

Qualche tempo fa ho ricevuto una strana email da uno dei maestri di ARKEON, i cui seminari sono stati sospesi dall’ottobre del 2007, dopo circa un anno e mezzo di indagini iniziate il 20 Giugno 2006 e la consegna di alcuni avvisi di garanzia. Erano e sono indagate dalla Procura della Repubblica di Bari sei persone, tra le quali Vito Carlo Moccia.

Pietro Bono, che si è subito identificato con nome e cognome, mi chiedeva aiuto perchè lui, la sua famiglia e le famiglie di altri aderenti allo stesso gruppo erano state oggetto di alcune trasmissioni televisive, articoli giornalistici e discussioni in Internet nelle quali ARKEON veniva definito “psicosetta” o “psicosetta satanica”, il loro fondatore “guru” o “caposetta” e loro, tutti in blocco, o poveri plagiati oppure (peggio) complici delle malefatte del “capo-setta”.

Pietro Bono mi ha segnalato alcuni link dai quali si accedeva alle registrazioni delle trasmissioni, ad articoli di giornali e forum di discussione nei quali un certo numero di persone (non si sa mai quante persone dal momento che si usano gli pseudonimi) denunciavano gli abusi subiti nella “psicosetta” ARKEON. Mi aveva, inoltre, chiesto dei chiarimenti su cosa fosse il lavaggio del cervello e il plagio (voleva sapere come funzionasse il processo per cercare di capire se c’era qualcosa in lui che non andava) e io l’ ho invitato a leggere alcuni miei articoli pubblicati su questo portale.

La cosa che mi lasciò perplessa fu la motivazione con la quale Pietro Bono mi aveva scritto: chiedeva aiuto in quanto, come membro della “setta”, era stato travolto, insieme a decine di altre persone, e intere famiglie, da una ondata mediatica di fronte alla quale si sentiva “indifeso”, “confuso”, “sbigottito”, “smarrito” e "impotente", poichè, essendo definito membro di una setta, risultava anche, di conseguenza, “plagiato” e quindi qualsiasi cosa dicesse o facesse non sarebbe stata presa in considerazione da nessuno. Chi ascolterebbe un plagiato?

Non mi era mai capitato di ricevere una richiesta di aiuto simile a questa.

Le richieste di aiuto che ricevo sono quelle di famigliari di persone che sono entrate a far parte di qualche gruppo e che chiedono aiuto per ritrovare il loro congiunto. Oppure mi scrivono persone che sono uscite da una setta e chiedono come fare per ritornare alla loro vita di prima, recuperando la serenità perduta. Ricevo anche semplici richieste di informazioni su gruppi di vario genere da parte di enti o di privati.

Mi colpirono due cose: la prima fu che la persona in questione mi diceva che all’interno di ARKEON era iniziato da tempo un processo di riflessione e di autocritica, provocato anche dall’ondata mediatica e dalle accuse a loro carico. Mi diceva anche che probabilmente c’erano stati dei casi di abuso in qualche seminario e che l’aver appreso questa cosa li aveva profondamente segnati e li aveva spinti ad autoesaminarsi e a sottoporsi all’esame di enti esterni a loro. Il loro tentativo era quello di capire dove avevano sbagliato e cosa potevano fare per correggere e, se possibile, migliorare, il percorso ideato dal loro fondatore.

Il fatto che una “psicosetta” si dimostrasse disponibile a fare autocritica mi colpì perchè, anche quando sono attaccate, le "sette" si difendono chiudendosi e attaccando i critici con le stesse modalità o con maggiore ferocia.

L’autocritica è l’ultima cosa che fanno i gruppi settari.

La seconda cosa che mi colpì fu che Pietro Bono, maestro di ARKEON, mi disse di avermi contattato a titolo personale e che il fondatore, il “capo-setta”, non ne sapeva nulla.

Nelle sette non succede mai che un adepto prenda iniziative del genere (specie durante un attacco proveniente dall’esterno) senza autorizzazione del “ capo”.

Poichè non si trattava di un fuoriuscito ma di un maestro, vicino e solidale con il fondatore, la cosa mi stupì e cominciai a chiedermi: mi trovo veramente davanti a una setta?

Era indubbio che all’interno di ARKEON qualcuno aveva sbagliato abusando di alcune persone e c’erano alcune cose poco chiare, ma l’intera organizzazione poteva essere tacciata di essere una “psicosetta”?

Al di là delle finte e ridicole precisazioni di chi afferma che “setta” non è un termine dispregiativo, sappiamo tutti che, quando si taccia un gruppo di essere una “setta” si intende un sistema pericoloso, dove vengono perpetrati abusi sistematici sulle persone e dove i più deboli vengono indotti a pensare e a compiere azioni che, altrimenti, non avrebbero mai compiuto. La “setta” tende a fagocitare i suoi membri nel sistema separandoli dagli altri sistemi di appartenenza (famiglia, amici ecc.), la setta prosciuga i beni materiali e le risorse mentali delle persone che ne fanno parte, molte delle quali vi entrano con l’inganno, senza rendersi conto di cosa sia veramente il gruppo a cui aderiscono.

Potrei continuare ancora per molto sulla descrizione di cosa è una “setta”, ma rimando alla lettura di autori come S.Hassan e M. Singer e, per una visione critica della loro teoria, M. Introvigne, M. Aletti e altri. Per ulteriori approfondimenti, anche in questo portale si trovano una serie di articoli sull’argomento.

Mentre iniziavo a raccogliere informazioni sul caso ARKEON cercavo anche di riflettere e di non lasciarmi influenzare troppo dai media e dalle testimonianze lette, tutte molto critiche.

Le trasmissioni che avevo visto erano organizzate come dei processi in cui si sa già chi è colpevole. Ai “cattivi” veniva, di fatto, impedito di parlare, tranne che in un caso: una trasmissione di Maurizio Costanzo, in cui due membri di ARKEON sono stati invitati e hanno parlato senza essere interrotti.

Ho letto anche i messaggi delle persone che in un forum raccontano la loro esperienza “devastante” in ARKEON e, sullo stesso forum, ho letto anche i messaggi dei membri di ARKEON che cercavano di dire la loro e rispondere alle critiche: venivano di volta in volta ridicolizzati, o peggio, tanto che, alla fine, hanno rinunciato.

In ogni caso, le testimonianze dei critici erano molto pesanti:segnalavano episodi, azioni e pratiche discutibili, riprovevoli e anche penalmente rilevanti.

Dopo questa prima ricognizione delle informazioni che circolavano sulla rete e di quelle diffuse dalle varie trasmissioni, ho cercato il Sito Web di ARKEON per leggere la loro versione dei fatti o almeno il loro modo di presentarsi, ma i loro siti erano stati oscurati e quindi in rete rimanevano solo le testimonianze dei critici.

Ho cercato notizie di Arkeon in altri ambiti, in ambienti universitari e centri di studio, ma nessuno sapeva dire nulla in proposito, se non quello che avevano detto i media.

Preso atto di questa situazione ho ritenuto giusto ascoltare anche l’altra parte in causa, non solo perchè si trattava di una richiesta di aiuto da parte di una persona veramente sofferente (io attribuisco un valore identico alla sofferenza, sia che essa sia sperimentata da una vittima delle “sette” sia che sia sperimentata da una vittima degli “antisette”) ma anche e soprattutto perchè credo che lo studio di un fenomeno sia valido e accurato solo se si ascoltano tutte le parti in causa.

Dopo qualche tempo ha preso contatto con me il fondatore di ARKEON, Vito Carlo Moccia, il quale mi ha messo a disposizione i risultati di una ricerca (peraltro ancora da completare) fatta su ARKEON da un ente istituzionale riconosciuto a livello internazionale e mi ha detto di aver parlato con alcuni dirigenti del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa) chiedendo anche a loro che il percorso di ARKEON fosse studiato per verificare tutto ciò che di sbagliato c’era stato e c’era ancora e quanto di positivo vi si potesse ritrovare.

Dopo aver visionato il rapporto del centro di cui ho parlato sopra e aver verificato che il desiderio di autocritica c’era e che il fondatore e gli altri membri più vicini a lui erano disponibili a farsi conoscere, ho accettato l’invito a partecipare ad un incontro informativo con allievi e maestri di ARKEON.

La motivazione di questo incontro era quella di presentarmi e di farmi conoscere (naturalmente erano sospettosi e non si fidavano più degli “studiosi” o dei giornalisti), e di chiedere la loro collaborazione per portare avanti uno studio su ARKEON. L’incontro sarebbe stato anche il momento adatto per fare alcune interviste e per riflettere su quanto stava avvenendo (campagna mediatica compresa).

Questo incontro si è svolto il 9 febbraio 2008 a Roma. Erano presenti allievi, coppie, famiglie con figli, genitori di allievi, in totale quasi un centinaio di partecipanti. C’erano professionisti, casalinghe, psicologi, medici ecc. ecc.

La sala era stata preparata con le sedie in cerchio. Dopo esserci seduti una persona ha messo al centro della sala una bella candela piuttosto grande, che è stata accesa. So che per i membri di Arkeon il fuoco ha un significato simbolico. Per questo motivo non mi sono stupita che quel simbolo fosse presente. Inoltre, mi ricordava le serate estive di diversi anni fa, quando sulla spiaggia, di sera, insieme ad altri giovani ci divertivamo ad accendere il fuoco e a sederci tutti intorno per raccontarci le nostre storie.

Subito dopo esserci seduti Vito Carlo Moccia mi ha brevemente presentato e mi ha dato la parola. Ho colto l’occasione per risalire agli inizi dei miei studi sul fenomeno settario, per spiegare le ragioni per cui ancora oggi, dopo circa 15 anni, continuo a impegnarmi in questo ambito di studio, ricerca e aiuto, e, in particolare, del mio interesse ad approfondire il caso ARKEON.

Ho esposto da una prospettiva molto critica le mie considerazioni su come i vari media-associazioni-comitati hanno condotto la feroce campagna contro di loro e ho indicato quelle che potrebbero essere le chiavi di lettura del fenomeno.

Mentre parlavo osservavo le persone intorno a me: ho visto persone piangere raccontando gli effetti devastanti e le sofferenze che la campagna mediatica ha avuto sulla loro famiglia, sui loro figli, sul loro lavoro. Ho visto persone spaventate e timorose di parlare non perchè avessero fatto qualcosa di male ma perchè traumatizzate da quanto stava loro accadendo.

Tutte quelle persone non avevano mai, in tanti anni, assistito alle scene descritte nei forum e non sapevano nulla degli abusi di cui parlavano le persone che raccontavano le loro esperienze in televisione. Cadevano letteralmente dalle nuvole.

Durante la mattinata, mentre ascoltavo e talora intervenivo, osservavo il modo di porsi degli “adepti” di fronte al “guru”. Vito Carlo Moccia è stato, durante l’incontro, salutato da tutti con affetto e gratitudine ma è stato anche criticato con vigore da qualcuno, poi sostenuto da altri, che, pur rinnovandogli stima e gratitudine, non si sono certo mostrati reticenti nel dirgli quello che pensavano di lui, di ARKEON e di quanto stava accadendo, sollecitando l’intero “cerchio” a darsi da fare per chiarire e definire il percorso ARKEON in modo da evitare ulteriori fraintendimenti e, soprattutto, fatti gravi come quelli di cui qualcuno è accusato.

Mentre avveniva questo osservavo le reazioni: si vedeva chiaramente che in quel “cerchio” e in quel contesto Moccia non era il capo indiscusso. Nessuno gli ha chiesto: cosa dobbiamo fare? Chi voleva prendeva la parola facendo riflessioni personali su quello che sta accadendo ad Arkeon, nessuno è stato censurato e nessuno ha offerto soluzioni preconfezionate.

Vito Carlo Moccia non ha cercato di rispondere, ma sembrava, piuttosto, ascoltare e riflettere.

Un altro elemento che, a mio avviso, è significativo è questo: nonostante lo sbigottimento e la sofferenza che si potevano percepire nei presenti, non ho sentito NESSUNO, denigrare, offendere o rivelare segreti di coloro che sono fuoriusciti da ARKEON e che oggi diffondono le loro esperienze e testimonianze sui media.

La maldicenza verso i fuoriusciti e la rivelazione di segreti per metterli in cattiva luce sono un altro aspetto tipico delle “sette”.

Parlando dei loro “nemici” i presenti mostravano piuttosto profondo dispiacere per la possibilità che qualcuno avesse subito abusi nei seminari e incredulità di fronte alla ferocia di alcuni di questi fuoriusciti.

A proposito di questo ho sentito raccontare perfino di violenze fisiche e ho visto con i miei occhi lettere di minaccia, intimidazioni ecc.

Negli ultimi due anni chiunque è entrato in contatto con Arkeon, ha ospitato (prima della loro sospensione, nell’ottobre 2007) le persone che partecipavano ai seminari, ha intrapreso studi su Arkeon (non finalizzati alla sua denigrazione), ha parlato pubblicamente in termini positivi del percorso ecc. ecc. ha dovuto subire intimidazioni e minacce di vario genere.

Si è costituto anche un comitato che si firma “I familiari delle tante vittime del demonio Vito Carlo Moccia” il quale dice di essere costretto all’anonimato “per tutelare i loro famigliari dalla ripercussioni negative che verrebbero perpetrate nei loro confronti da parte del Moccia per rappresaglia” e che ha inviato a decine di persone lunghi fax nei quali afferma che “ospitare i seminari di arkeon, equivale ad essere complici delle malefatte del Moccia e probabilmente anche perseguibile sia penalmente sia civilmente”.

Nella campagna diffamatoria della stampa e della televisione sono finiti anche due sacerdoti attirati con l’inganno da certi giornalisti esperti in questa modalità di fare ”informazione” e ripresi dalle telecamere nonostante le proteste e prima che potessero riprendersi dall’ amara sorpresa.

Non è necessario sottolineare come questi metodi di pressione vadano a svantaggio di tutti e contribuiscano a fare altre vittime, oltre a quelle che ci sono state.

Credo che la modalità più correta di affrontare questi conflitti sia quella di lasciar fare a ciascuno il suo “mestiere”.

Le procure, gli avvocati e le forze dell’ordine hanno dei compiti precisi che stanno già svolgendo da tempo. Le persone indagate dovranno difendersi dalle accuse e, se non ci riusciranno, dovranno pagare per i reati commessi, chi è convinto di essere stato danneggiato ha fatto il suo dovere, che era quello di denunciare.

Perchè accanirsi, allora?

Ma torniamo al 9 febbraio e alla mia osservazione.

Un altro aspetto che mi ha colpito, sapendo che ARKEON nasce all’interno di un percorso REIKI (che oggi è del tutto abbandonato) è che un certo numero di persone presenti, nel momento di condividere la loro esperienza in ARKEON,mi hanno raccontato di essere tornati o di essersi convertiti alla fede cattolica.

Ho parlato con persone separate da molti anni che si sono sposate in chiesa, con persone che hanno fatto una vita dissoluta e si sono battezzati in età adulta, ho parlato con alcoolisti e tossicodipendenti che hanno superato la loro dipendenza e oggi svolgono un’attività rispettabile, sono sposati secondo il rito cattolico e hanno bambini che hanno scelto di battezzare a loro volta.

Altre persone, invece, mi hanno detto di essere agnostiche o atee, ma di rispettare la fede degli altri.

Lo scambio di informazioni, riflessioni e suggerimenti è andato avanti fino alle 15 circa quando si è deciso di fare una pausa per pranzare.

A quel punto la mia impressione-sensazione non era quella di chi si trova dentro un gruppo settario, non mi sembrava che ne avesse le caratteristiche.

Certo, si trattava solo di una prima impressione, non era una esperienza di ARKEON durante un seminario o un intensivo, era solo un primo contatto. Anche questo, comunque è un inizio da cui partire, un tassello da cui cominciare a costruire un mosaico suscettibile di approfondimenti, aggiustamenti e verifiche.

Mi trovavo di fronte a due realtà decisamente opposte l’una all’altra: quella descritta dai media e in Internet, e quella che vedevo con i miei occhi.

Che la verità come al solito stesse nel mezzo?

Forse i membri di Arkeon presenti non erano tutti sotto influenza del lavaggio del cervello?

Oppure fingevano tutti quanti con me in una rappresentazione teatrale ben orchestrata per ingannarmi?

Se qualcuno è appassionato di complottismo potrebbe abbracciare anche questa ipotesi. Allo stesso modo si potrebbe immaginare un complotto colossale ai danni di Arkeon da parte di qualcuno, ma anche questo è complottismo puro e personalmente non ho interesse a interpretare la realtà in termini di ipotesi e complotti.

Torno dunque ai fatti e al 9 febbraio scorso.

Durante la pausa pranzo, abbiamo visto entrare alcune persone che abbiamo subito identificato come agenti della DIGOS. Siamo stati invitati a consegnare i nostri documenti, gli agenti hanno sequestrato la candela, il manifestino di Arkeon appeso fuori dalla porta della sala, un computer, delle videocassette e anche alcuni manifesti del mio sito che avevo portato quella mattina (non c’è problema, sono lieta di farne omaggio alla Digos di Roma).

Subito dopo ci è stato detto che, poichè eravamo persone informate dei fatti, ad alcuni di noi sarebbe stato chiesto di rispondere ad alcune domande.

Non so esattamente quante deposizioni siano state firmate, ma tra le altre c’era anche la mia.

Dopo circa tre ore di formalità ci sono stati restituiti i documenti e ci è stato consentito di ritornare nella sala e riprendere la riunione. Nessuno era andato via, a parte chi doveva partire, e in molti hanno condiviso la loro esperienza. Ho avuto modo di ascoltare alcune testimonianze che mi saranno utili per lo studio che ho intrapreso. L’incontro si è concluso intorno alle ore 20.

Per quanto mi riguarda vorrei cercare di rimanere fuori dalla baraonda, di avvicinarmi il più possibile alla verità, di osservare un fenomeno sociale per descriverlo.

ARKEON, come molti altri movimenti e gruppi presenti in Italia e nel mondo, è un percorso nel quale si sono ritrovate persone che, come molte altre che frequentano altri gruppi, cercano risposte su se stessi, sulla vita, sulla morte, il dolore, la sofferenza. E’ un piccolo sistema sociale con tutte le dinamiche tipiche dei sistemi sociali, all’interno dei quali c’è sempre una certa dose di “manipolazione”.

Tutto sta a comprendere se questa manipolazione supera o no un certo livello di intensità, se le persone vengono rispettate nella loro libertà, nei loro sentimenti, nella loro sensibilità oppure no.

Per quanto riguarda me ho imparato dai miei errori a non affrettare troppo le conclusioni e a non formulare giudizi sull’onda dell’emotività, del rancore, dell’ indignazione.

Procedo, dunque, con la mia ricerca su Arkeon e sono disponibile ad accogliere le testimonianze di persone che si sentono danneggiate da questo percorso, che hanno sofferto a causa di ARKEON così come accolgo le testimonianze degli altri.

Il giorno 17 febbraio 2008 un utente di questo portale ha postato per la prima volta nei Forum invitando a fare qualche riflessione su ARKEON. Chi fosse interessato può leggere i vari interventi che ritengo utili per comprendere le dinamiche interne al gruppo e anche le critiche che provengono dall’esterno. [NDR: Dal 30 Aprile 2008 tutti i Forum di SRS sono stati temporaneamente disattivati]

Fino ad oggi, oltre alle esperienze ascoltate durante l’incontro (una quindicina), ho ricevuto la disponibilità di altre 30 persone che hanno frequentato seminari e che hanno avuto benefici all’interno di ARKEON e di 3 persone che criticano il percorso e si dichiarano danneggiate da esso.

Le 30 persone di ARKEON mi hanno fornito il loro nome e cognome, delle tre persone “scontente”, due sono fuoriuscite (di loro conosco nome e cognome), la terza si presenta come madre di una persona che frequenta ARKEON, ma di lei non conosco le generalità.

Ringrazio tutte queste persone per la loro disponibilità e rimango in attesa di ulteriori contributi, da qualunque “fronte” provengano.

tratto da http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRISOctober 31, 2008 7:05 am

Autore: Pietro Bono
Data: 9 Ottobre 2008
Post originale

Cassetta PostalePresidente F.E.C.R.I.S.
Vice Presidente F.E.C.R.I.S.
Consiglio Direttivo F.E.C.R.I.S.

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Centro Studi Psichiatria e Territorio

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G.R.I.S.
ICSA
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Martini – Allarme Scientology
Raffaella Di Marzio
S.I.P.R.

Roma, 7 ottobre 2008

Gentili Signore e Signori,
il mio nome è Pietro Bono, e sono stato per diversi anni in Italia un insegnante del percorso “arkeon, la via del padre”. Vi scrivo a titolo personale per portare alla Vostra attenzione una situazione che riguarda il CeSAP, associazione vostra corrispondente.

La vicenda del percorso arkeon è ben sinteticamente trattata dalla Dott.ssa Raffaella Di Marzio nel suo articolo del 22 febbraio 2008: “Essere o non essere setta: QUESTO è il problema. Quando l’informazione diventa dogma, i comitati diventano tribunali, gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime”. http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=121

Immagino Voi conosciate già il seguito di questa vicenda: l’avviso di garanzia della Procura di Bari alla Dott.ssa Di Marzio del 26-3-2008 con le imputazioni di associazione a delinquere, abuso di professione, con l’oscuramento immediato del suo sito Sette, Religioni, Spiritualità - www.dimarzio.it/srs/ -
La Procura di Bari sostenne allora che: “la dott.sa Raffaella di Marzio sarebbe il "guru in pectore" dei seguaci arkeoniani "orfani" di Moccia (il fondatore), come segue: Promotore di tale riorganizzazione [di Arkeon] è Raffaella Di Marzio che non solo ha organizzato e partecipato alla riunione di Roma con 80 persone [seguaci di Arkeon] ma ha dato voce al gruppo di Moccia sul suo sito, con ciò vanificando il sequestro dei siti di Arkeon.
Attraverso il suo sito la Di Marzio sta ricompattando il gruppo, esaltando il metodo, convincendo le persone che avevano testimoniato contro Arkeon a fare marcia indietro. Con tale condotta la Di Marzio si è inserita all’interno del gruppo Moccia divenendone riferimento principale e con ciò condividendone le finalità illecite… “

Ora naturalmente io sono di parte, ed anche ignorante in questa materia. Desidero comunque fare semplicemente alcune considerazioni, tenendo conto che arkeon, che non è un movimento religioso, ma piuttosto forse una forma di pedagogia per persone, famiglie e comunità, ha sviluppato nel tempo un percorso formativo originale e sta’ per questo cercando da anni di dialogare con soggetti terzi che possano valutarne l’identità, i contenuti, le metodologie e le criticità.

1) A fronte di ciò, si configura una situazione paradossale: da un lato abbiamo un gruppo che invece di nascondersi, si propone spontaneamente sia agli studiosi di formazione, che agli studiosi di sette e culti chiedendo loro di valutarla. Dall’altro lato abbiamo gli studiosi che, invece di approfondire per conoscere direttamente il gruppo, complessivamente invitano a non studiare il gruppo adducendo, fino a questi ultimi giorni, le indagini in corso. Motivo che invece renderebbe quanto mai opportune e necessarie le loro analisi.

2) La situazione è talmente paradossale che gli allievi di arkeon non hanno neanche potuto riunirsi per deliberare la chiusura della loro Associazione (avvenuta via e-mail nel giugno 2008), in quanto questo avrebbe certamente dato luogo ad ulteriori fraintendimenti da parte della Polizia Digos di Bari, come già accaduto per l’incontro di Roma del 9 febbraio con la Dott.ssa Di Marzio, dove erano intervenuti in forze.
La chiusura dell’Associazione studenti arkeon era d’altronde improrogabile in quanto era ormai evidente, dopo le sanzioni alla Dott.ssa Di Marzio, non solo che alle persone aderenti ad arkeon, di fatto, non era più consentito di riunirsi, ma anche che sotto inchiesta non erano soltanto delle persone ma invece complessivamente il metodo formativo e le famiglie di arkeon che non avessero intenzione di rinnegare il metodo stesso.

3) A tutto questo và aggiunto che le famiglie di arkeon sono ormai da circa tre anni perseguitate.
Prima da lettere a firma della Dott.ssa Tinelli del Cesap, poi, dopo nostre querele, da lettere anonime di minaccia, telefonate anonime minatorie, atti di vandalismo ad auto, pesanti e gravi minacce dirette a persone, pressioni anonime sui posti di lavoro, nelle università, nelle scuole dei figli. Senza che nessuno vergognosamente, neanche le forze dell’ordine che ne hanno conoscenza, abbia mosso un solo dito o speso una sola parola, eccezion fatta per la Dott.ssa Di Marzio.

4) Per non parlare della scandalistica campagna mediatica televisiva, palesemente veicolata dalla Dr. Tinelli. (Tutte le mattine, di Maurizio Costanzo - Canale 5 20-23-27 gennaio 2006
Mi manda Rai 3 - 13/10/2006 http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E0%5E12789,00.html

Terra - Canale 5 - “Cervelli lavati” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5 )
Tale campagna mediatica ha investito sin dall’inizio, con titoli di sensazione le famiglie e il lavoro di arkeon, accusati di aver partecipato ad una truffa, abusi sessuali e su minori.
( La grande truffa della setta: … sesso e soldi dalle vittime soggiogate.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6 - 10 anni di psicosetta a Bari, un’organizzazione dedita alla truffa e agli abusi sessuali.
http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=6794 - Truffati in 10.000 dalla setta arkeon. http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30742&sez=HOME_INITALIA ).
Il tutto senza alcuna possibilità di chiarimento e difesa. Demonizzati nel forum del Cesap, così come anche stigmatizzati da vari movimenti, come quello omosessuale, che da anni avversano senza motivo questo lavoro.
Desidero solo far notare come il “lavoro sporco”, cioè di cercare di rendere torbida la vicenda (e naturalmente anche appetibile per il grande pubblico) cercando di coinvolgere sacerdoti stimati, è stato delegato, forse per non compromettere i rapporti in quel contesto, agli “esperti colleghi” dell’Assotutor, i quali poi si sono vantati, all’indomani delle due obbrobriose trasmissioni televisive su “Striscia la Notizia” (share di 9 milioni di telespettatori, forse non per lo spessore delle notizie, ma piuttosto forse per le due ballerine svestite che ballano sul tavolo) di essere stati proprio loro a segnalare il caso.
Preti nella Psico-setta arkeon? http://www.assotutor.it/news/2007/07-16.html

Posso sbagliarmi, ma ciò mi pare più una guerra ideologica che una ricerca di verità e giustizia.
Anche la simbologia utilizzata esplicitamente sul sito del Cesap, a mio modesto giudizio, richiama certo più alla guerra, allo scontro e al sangue, che al dialogo (vedere spot: “Cesap want you!” - “Scendi con noi nell’arena!”).
Sistemi e metodi poi applicati anche contro collaboratori e colleghi.

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

Il dolore mio e quello di molte altre famiglie è legato soprattutto al sentimento di impotenza.

- Conosco una giovane famiglia che ha vissuto questi ultimi anni nel terrore, minacciata violentemente e con il ricatto dalla loro famiglia di origine, convinta ed esasperata dalle cose lette nel forum del Cesap, da giornali e trasmissioni televisive sul caso arkeon, che i propri figli fossero finiti in una setta pericolosa.
- Conosco, tramite la mia frequentazione di seminari di arkeon, casi di preesistenti e delicate situazioni familiari (intendo casi di separazioni complesse e dolorose tra coniugi, questioni di figli nati fuori da contesti matrimoniali ecc.), che sono state, a mio avviso, pesantemente strumentalizzate dalla Dott.ssa Tinelli, con lo scopo di dimostrare che il metodo arkeon avrebbe lacerato famiglie, separato i figli dai genitori e i nipoti dai propri nonni.
- Conosco bene giovani famiglie che in questi ultimi due anni, in seguito al linciaggio spregiudicato alle famiglie e al metodo arkeon, si sono talmente convinte di essere state manipolate negli anni di percorso in arkeon, tanto da vacillare e in qualche caso drammatico, in modo definitivo con conseguenze devastanti su coniugi e figli.
- Conosco bravi professionisti e bravi padri e madri di famiglia che nei giorni scorsi sono venuti a sapere direttamente dai giornali di essere indagati per reati gravissimi in relazione alla loro partecipazione ad arkeon. Una di queste persone addirittura, è venuta a conoscenza di essere indagata dalla Polizia, e che il suo nome era stato riportato, insieme agli altri, su un giornale nazionale (naturalmente anche in internet), solo tramite una mia telefonata di solidarietà.
- So’ di molte persone colpite da un dolore cosi grande nel vedere frainteso, demonizzato e perseguitato in modo così palese le famiglie e un percorso che li ha accompagnati prima a ritrovare il calore delle proprie radici, dei propri genitori, e poi a costruirsi una propria famiglia, che hanno pensato in qualche momento di disperazione, di porre fine alla propria vita.

Oltre al dolore, mi pongo continuamente alcune domande e mi permetto di porle anche a Voi.

- Come è possibile che la Dott.ssa Tinelli, a lungo accreditata e consulente della Polizia di Bari, abbia scritto il 25 febbraio 2008, a tre giorni dalla pubblicazione dell’articolo della Di Marzo, quella lettera che certo molti di Voi già conoscono, in cui denigra in quel modo così spregiudicato la figura e l’operato della Dott.ssa Di Marzio?

- Come è possibile che la Polizia di Bari, nell’ottobre 2007, in occasione dell’emissione dei primi sei avvisi di garanzia a carico degli insegnanti di arkeon, abbia ritenuto il caso di indire una conferenza stampa, con tanto di reti televisive nazionali, come se l’attività di arkeon fosse un’attività semi-sconosciuta che agiva nel sommerso? Quando invece, tanto per fare un esempio, la Guardia di Finanza ed i NAS avevano sotto attento controllo le attività di arkeon almeno da dieci anni, senza che si fossero, credo, manifestate segnalazioni significative.

- Come è possibile che un alto funzionario della Digos di Bari, in una trasmissione televisiva su rete nazionale, andata in onda immediatamente dopo i primi avvisi di garanzia agli insegnanti di arkeon, su esplicita domanda della giornalista che lo intervistava in merito, riferì candidamente che alla polizia non era stato possibile infiltrare nei seminari di arkeon nessuno dei loro agenti perché “…sono gruppi molto chiusi, ristretti” ? Ora è risaputo che la Polizia ha i mezzi e l’esperienza per infiltrare persone addestrate, nelle realtà più equivoche e disumane, come la malavita o il terrorismo. I seminari di arkeon, per la mia esperienza, comune all’esperienza di alcune migliaia di persone, sono sempre stati aperti come un porto di mare. Gente che entrava, gente che usciva. Nessuno degli insegnanti, che io sappia, ha mai richiesto un documento d’identità. Chiunque poteva partecipare alle presentazione il venerdì sera come partecipare o meno al seminario il sabato e la domenica. Così o questo funzionario semplicemente non sapeva di cosa stava parlando oppure ha detto una bugia. In entrambe i casi, l’impatto di una informazione così distorta si è rivelato devastante in molte relazioni con le famiglie di origine.
Terra – Canale 5 - “Accadde a Bari” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5

- Come è possibile che Polizia e Magistratura di Bari (che certo sono in buona fede) abbiano fatto chiudere il sito di una studiosa del settore, indagandola per mesi senza neanche ascoltarla, per il fatto che la Di Marzio avesse accolto un disperato appello di centinaia e centinaia di famiglie straziate dall’essere stati dati in pasto come mostri criminali all’opinione pubblica nazionale, alle proprie famiglie di provenienza, ai colleghi di studio e di lavoro, privati di qualunque voce e in balia di telefonate anonime volte a rovinare l’esistenza e la serenità?

- Come è possibile che persone che hanno cercato fin da subito di dialogare su arkeon, firmandosi con nome e cognome siano stati sistematicamente aggrediti e trattati nel forum del Cesap in un modo così indecente dalla moderatrice, Dott.ssa Tinelli? La Dott.ssa scrive tra l’altro nel febbraio 2006 : “…sono stata testimone indiretta di suicidi e di peggioramenti di alcune patologie a seguito dell’adesione a questo gruppo…”
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=0
Accuse molto gravi. Che in realtà non risultano però, se non sbaglio, tra le accuse definitive mosse dalla polizia alla chiusura delle indagini. Ma soprattutto la Dott.ssa Tinelli non è intervenuta sul forum per oltre due anni per filtrare ogni tipo di distorsioni della verità, illazioni, forti pressioni, pesanti allusioni su persone di arkeon, o su qualunque suo collega che non fosse con lei compiacente. Non è intervenuta neanche quando “acquamarina”, senza il minimo scrupolo, rendeva di pubblico dominio le intime scelte personali di gravidanza di una coppia che firmandosi aveva portato una propria pacata testimonianza positiva di arkeon.
Tutto questo trattamento è proseguito per quasi tre anni! Tre anni di massacro gratuito.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=12
E non è che le cose siano cambiate ora. Basti vedere come viene accolta, anche dal moderatore, la nuova iscritta “modugno” nel forum del Cesap, che mi pare porti un suo contributo in modo, credo, del tutto civile.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=6981&catid=26&limit=6&limitstart=30

E’ vero d’altronde che una sentenza del Giudice Michele Salvatore ha consentito al forum del Cesap di proseguire nel suo “meritorio operato” verso il metodo e le persone di arkeon. Desidero però solo accennare al fatto che, come si evince con chiarezza nella sentenza, quel Giudice abbia lodato l’operato del Cesap pur non conoscendo, per sua ammissione, in alcun modo il soggetto in questione.
Mi permetto anche di far presente che quel Giudice, non solo era stato precedentemente accusato e poi condannato in primo grado di giudizio a quattro anni di carcere nel 2007 per tentata concussione per fatti del 2003. Inoltre non è stato sospeso dal suo ufficio neanche dopo la condanna.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=185587&IDCategoria=1
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

- Come è possibile pensare che una persona che ha dedicato gli ultimi 20 anni a riportare i figli tra le braccia dei padri e delle madri, dentro e fuori i seminari di arkeon, che già nei primi anni novanta accompagnava giovani venti-trentenni in ogni angolo d’Italia, per realizzare il loro sogno più antico e più struggente, quello di incontrare un padre, il proprio padre carnale che per tanti casi della vita non avevano ancora avuto modo di conoscere e di abbracciare? Come è possibile che quella persona desideri e abbia interesse a dividere le famiglie e separare i figli dai genitori e viceversa? E soprattutto che lo vada insegnando come sistema?

Gentili Signore e Signori, so’ che per Voi forse questa è la voce di un povero plagiato, così desidero solo aggiungere un’ultima cosa importante.
Ritengo possibile che qualche insegnante si sia approfittato della propria autorità per scopi personali, trascurando gli impegni di rispetto che si era assunto verso i propri allievi e verso il metodo arkeon.
Se questo fosse accaduto mi auguro che la Giustizia Italiana possa fare presto chiarezza, e soprattutto ritengo importante che le persone danneggiate sappiano quale dispiacere, quale straziante dolore e smarrimento tutto ciò ha procurato in tante persone all’interno del percorso di arkeon.
Sul mio onore posso garantire che, laddove ciò fosse accaduto, certo si è trattato di episodi isolati.

Mi chiedo anche se realmente queste persone sono state sostenute dal Cesap in modo avveduto e non invece utilizzate per montare un caso nazionale.
Mi chiedo anche se le persone non siano forse state strumentalizzate, magari per fini di prestigio, visibilità, di esigenza di accreditamento, che mi pare purtroppo non siano estranei anche in questo ambito.

Quali sono le persone e le famiglie che sono state danneggiate realmente dal metodo arkeon? E quali sono invece le persone e le famiglie che sono state successivamente danneggiate e devastate con la campagna mediatica irresponsabile mossa contro arkeon? Era questo il miglior modo di fare chiarezza e avere giustizia?
Mi auguro soltanto che la “testa” di arkeon, la testa di molte centinaia di famiglie, non diventi il lasciapassare per l’affiliazione della Dott.ssa Tinelli e del Cesap alla Vostra Federazione, perché se così fosse che Dio Vi perdoni.

Ringrazio di cuore tutti Voi per la Vostra pazienza e sono a Vostra più completa disposizione per ogni chiarimento e, se per Voi possibile, per un incontro.
Conosco quale reazione mi aspetta per aver avuto il coraggio di parlaVi, e mi sento sereno perché sono certo di aver fatto la cosa giusta.
Ho ritenuto di mettere questa mia comunicazione anche in copia a coloro che possono essere interessati a queste informazioni.
Grazie e buon lavoro.

Pietro Bono

 

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRISOctober 11, 2008 11:13 am

Autore: Pietro Bono
Data: 9 Ottobre 2008
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Centro Studi Psichiatria & Territorio
C.I.S.F.
FA.VI.S.
Francesco Bretone - Procura Repubblica Bari
G.R.I.S.
ICSA
Inform-UK
Martini – Allarme Scientology
Raffaella Di Marzio
S.I.P.R.

Rome, 7th October 2008

Dear Madams and Sirs,

My name is Pietro Bono and I have been for several years in Italy a teacher of the method named “Arkeon, the way of the father”. I write to You as a personal initiative to bring to Your attention a situation regarding CESAP, one of yours corresponding associations.

The case of the Arkeon method is well synthesized by Dr. Raffaella Di Marzio in her article of 22nd of February 2008 “To be or not to be a cult: THIS is the question. When information becomes a dogma, the committees become courts, the experts become “guru” and people remain, anyway, victim”.
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=121

I think You already know the following of this story: the notice of investigations from the Attorney of Bari to Dr. Di Marzio on 26th march 2008 with the charges of criminal association and abuse of profession and with the sudden obscuration of her website “Cults, Religions, Spirituality” - www.dimarzio.it/srs/ .
The Attorney of Bari in that occasion maintained that “Dr. Di Marzio would be the guru “in pectore” of the followers of Arkeon orphans of Moccia (the founder) as follows: Promoter of such reorganization [of Arkeon] is Raffaella Di Marzio who not only organized and participated to the meeting in Rome with 80 persons [followers of Arkeon] but gave voice to the group of Moccia on her website, so thwarting the sequestration of the websites of Arkeon. Through her website, Di Marzio is recompacting the group, exalting the method, convincing those who had testified against Arkeon to take a step back. With this behaviour Di Marzio has entered the group of Moccia becoming its main reference and sharing its illegal aims…”

Obviously I’m partisan and also incompetent in this field. Anyway I want to draw some simple considerations, taking into account that Arkeon, which certainly is not a religious movement but maybe rather a form of pedagogy for people families and communities, developed along the years an original educational path and for this reason since many years is trying to dialogue with third parties which can evaluate its identity, its contents, its methods and the critical issues.

1) Despite this, we face a real paradox: on the one hand we have a presumed “cult” which, instead of hiding, spontaneously searches for educational and cult specialist asking to evaluate it. On the other hand there are specialists who, instead of studying the group to know it directly, suggest not to study it, due to (until these last days) the ongoing investigation. A reason which would make more needed then ever their opinion.

2) The situation is such a paradox that the students of Arkeon couldn’t either meet to deliberate the closing of their Association (realized by email on June 2008), as this could have determined new misunderstandings by the Police Digos of Bari, as already happened for the Rome meeting of the 9th February when the police rushed in. The closing of the Association of Arkeon students on the other hand couldn’t be postponed as it was clear, after the sanctions to Dr Di Marzio, that the people of Arkeon were not allowed anymore to meet, but also that under investigation were not simply the persons but the whole method of Arkeon and the families not inclined to repudiate the method.

3) It must be added that the families of Arkeon are persecuted since near three years. Initially with letters signed by Dr. Tinelli of Cesap, then – after our action for libel - with anonymous threats by letters or phone calls, cut of tyres of the cars, heavy physical threats, pressures on the job, at the universities, at the schools of their children. With no one, shamefully, neither the police informed of the facts, doing or saying nothing except for Dr. Di Marzio.

4) Finally it must be reminded the media scandalistic campaign, clearly moved from Dr. Lorita Tinelli.
( Tutte le mattine, di Maurizio Costanzo - Canale 5 20-23-27 gennaio 2006
Mi manda Rai 3 - 2006/10/13 http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E0%5E12789,00.html
Terra - Canale 5 – “Cervelli lavati” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5 ).
This media campaign involved since the beginning, with sensational titles, the families and the method of Arkeon, accused of having taken part to swindle, sexual violence and children abuse.
(The great swindle of the cult:…sex and money from the subdued victims, http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6 - 10 years of psycho-cult in Bari, an organization devoted to swindle and sexual abuse, http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=6794. - 10.000 swindled from Arkeon cult, http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30742&sez=HOME_INITALIA ).
This, with no chance of explanation or defence. Demonized in the forum of Cesap and stigmatized from different movements like the homosexual one, which since many years oppose the work of Arkeon with no reason.
I only want to be noticed that “the dirty work”, to make the story gloomy (and obviously attractive for the great audience) trying to involve esteemed priests, has been delegated - maybe not to compromise the relationships in the catholic context - to the “expert colleagues” of Assotutor - www.assotutor.it - who boasted the day after the two horrible TV programmes of “Slite the information” (9 million people share, not perhaps for the depth of the news but rather perhaps for the two undressed dancers on the table) of being the one to signal the case.
Priests in the Psycho-cult Arkeon? http://www.assotutor.it/news/2007/07-16.html

I may be wrong, but this seems to me more an ideological war than a search for truth and justice. Also the symbology explicitly used on Cesap website, in my honest opinion, reminds more war, conflict and blood, than dialogue (see the spot: “Cesap want you!”, “Enters with us the arena!”). Systems and methods applied also against collaborators and colleagues.

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

My pain and that of many other families comes mainly from the feeling of impotence.

- I know a young family who lived these last years in terror, threatened violently and under blackmail from their parents, convinced and exasperated from the things read in the Cesap forum, in newspapers and TV programmes on Arkeon, that their sons have been kept in a dangerous cult.
- I know, due to my participation to Arkeon seminars, cases of previously existing critical familiar situations (I mean cases of complex and painful divorces, problems of sons born outside marriage, etc) which have been in my opinion heavily manipulated by Dr. Lorita Tinelli, with the aim of showing that the method Arkeon would have destroyed families, separated sons from parents and nephews from grandparents.
- I well know young families that, in the last two years, following the unscrupulous lynching of the families and method of Arkeon, convinced themselves so much of having been manipulated in the years of path with Arkeon to waver, sometimes definitively with devastating consequences on partner and sons.
- I know good professionals and good fathers and mothers that in the last days knew directly from the newspapers to be alleged for really heavy crimes due to their participation to Arkeon. One of these persons realized to be alleged from the Police and that his name has been published with others on one national newspaper (and obviously also in internet) only in the occasion of one my phone call for solidarity.
- I know of many people hit by a pain so deep in seeing misunderstood, demonized and persecuted in a way so clear the families and the method that helped them to recover the warm of their roots, of their parents and to build their own family, that thought in some moments of desperation to suicide.

Beside the pain, I continuously ask myself some questions and I dare ask them also to You.

- How was it possible that Dr. Tinelli, longly accredited and consultant of the Police of Bari, wrote on 25th February 2008, after three days from the publication of the article of Dr. Di Marzio, that letter that surely many of You already know, in which she disparaged in that way so unscrupulous the figure and work of Dr. Di Marzio?

- How was it possible that the Police of Bari, in October 2007, in occasion of the emission of the first six notices of investigation to the teachers of Arkeon, thought appropriate to organize a press conference with national TVs as if the activity of Arkeon was unknown and acting underwater? While instead, just to make an example, the Revenue Guard Corps had monitored the activities of Arkeon since at least ten years without sensitive conclusions.

- How was it possible that a high officer of the Digos Police of Bari, during one national TV programme broadcasted immediately after the first notices of investigation to the teachers of Arkeon, answering the explicit question of the journalist interviewing him, naivley said that the police couldn’t infiltrate their men in the seminars of Arkeon because “these are groups very closed, restricted”? It’s well known that the Police has the means and expertise to infiltrate trained personnel in the contexts the more questionable and inhuman, like organized crime and terrorism. The seminars of Arkeon, in my experience and in that of many thousands persons, have always been open like a seaport. People coming in and out. No teacher, as I know, ever asked for a document of identity. Everybody could participate to the presentation of the Friday evening or to the seminar of Saturday and Sunday. So either this officer simply didn’t know what he was talking about or he lied. In both cases, the impact of a so distorted information revealed devastating in many relationships with the original families.
Terra - Canale 5 – “Accadde a Bari” 2007/10/14 http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5

- How was it possible that the Police and Magistrates of Bari (who surely are in good faith) closed the website of a researcher of the matter, investigating on her for months without even listening to her, only because Dr. Di Marzio replied to a desperate call from hundreds of families grieved for being broadcasted as criminal monsters to the national public opinion, their original families, their colleagues, deprived of any voice and subject to anonymous phone calls aimed to destroy their existence and serenity?

- How was it possible that the ones who tried from the beginning to dialogue about Arkeon in the forum of Cesap, signing with name and surname, has been systematically attached and treated so indecently from the moderator, Dr. Lorita Tinelli? Dr. Lorita Tinelli in February 2006 wrotes: “…I’ve been indirect witness of suicides and worsening of some pathologies after the entry in this group…”
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=0
Really serious accuses. Which however don’t appear, if I’m not wrong, among the final accuses lifted from the police at the end of the investigations. But mostly Dr. Lorita Tinelli didn’t intervened in the forum for more than two years to filter any kind of distortions of the truth, illations, strong pressures, heavy allusions on people of Arkeon or on any of her colleagues not pleasing her. She didn’t intervene even when the poster named “acquamarina”, with no scruple, made public the intimate choices of pregnancy of a couple who, signing with their name, brought their mild and positive testimony about Arkeon.
All such treatment lasted near three years! Three years of uncalled for massacre.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=12
And things are not changed now. It’s enough to see how is welcomed, even from the moderator, the new subscribed called “modugno” in the forum of Cesap, who bring her contribution in a very civil way, I think.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=6981&catid=26&limit=6&limitstart=30
On the other side it’s true that a sentence of the Judge Michele Salvatore permitted to the forum of Cesap to continue their “praiseworthy operate” towards the method and the persons of Arkeon. However I want only to hint that, as you can see clearly from the sentence, that Judge praised the work of Cesap without knowing in any way, for its own admission, the subject in question. I also dare to make evident that that Judge not only had been previously accused and then condemned in first instance of judgement to four years of prison in 2007 for tried concussion about facts of 2003, but he’s not been suspended from its role even after the sentence. http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=185587&IDCategoria=1
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

- How is it possible to think that someone who dedicated the last 20 years to bring back the sons in the arms of their fathers and mothers, inside and outside the seminars of Arkeon, who already in the first 90’s accompanied young 20-30 years men in any corner of Italy to realize their most ancient and longing dream of meeting that father that for many cases of life they couldn’t have known and embraced yet…how is it possible that such man wants and is interested in dividing families and separating the sons from the parents and vice versa? And what’s worst that he goes teaching it as a system?

Dear Madams and Sirs, I know that for You maybe this is the voice of a poor morally subjugated, so I only want to add one last important thing.
I think it possible that some teacher used its role for personal aims, forgetting the commitment of respect he took with his students and with the method Arkeon. If that happened I wish that Italian Justice can soon make it clear and I believe it important that damaged people know which pain, grieve and confusion this has created in many persons in Arkeon. On my honour I can assure that, if that happened, surely they were isolated cases.

I also ask myself if really these persons have been sustained from Cesap in a cautious way, and not instead used to create a national case.
I also ask myself if such persons have been used, maybe for reasons of prestige, visibility, need of credibility, which unfortunately seem present also in this context.

Which are the persons and families really damaged from the method Arkeon? And which instead are the persons and families subsequently damaged and devastated with the irresponsible media campaign moved against Arkeon? Was it this the best way to make clarity and have justice?
I hope that the “head” of Arkeon, the head of many hundreds families won’t be the safe conduct for the affiliation of Dr. Lorita Tinelli and of Cesap to Your Federation, because in that case God forgive you!
I thank by heart all of You for Your patience and I’m at Your complete disposal for any explanation and, if possible, for a meeting.
I know which reaction I will get for having the courage of talking to You and I feel quiet because I’m sure I did the right thing.
I decided to send my letter also in copy to those who can be interested in these informations.
Thank You and good work.

Pietro Bono

 

padre, anti-sette, Arkeon, figli, CesapJune 30, 2008 10:58 pm

Autore: Personali Risposte su Arkeon
Data: 25 ottobre 2007
Post originale

 

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"qual’è la lingua sacra dei padri e quello che intendete per benedizione del padre?".

La paternità, come l’essere figli, madri, donne, bambini, giovani, anziani, ecc., non è, per come ho vissuto io il percorso di Arkeon, solo un’esperienza individuale unica.

Quasi istintivamente si risveglia anche in occasioni importanti un modo di parlare, delle parole che sono comuni e sono sacre perché, dalla paternità come dalla maternità, scaturisce la continuità del genere umano (poi il significato religioso c’è anche quello).

Anche se non è un gesto religioso, può valere quanto dicono i catechisti che essa è il segno visibile di un bene invisibile.

Addirittura il CESAP, se ho capito,teorizza che questi momenti debbano essere vietati, almeno se collettivi

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