Frammenti su Arkeon

cerchio, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoNovember 30, 2011 11:10 pm

Post originale

 

"…I seminari erano frequentati innanzitutto da tanta gente, dalle più diverse categorie sociali: c’era
l’operaio e c’era l’industriale, c’era il professionista, l’avvocato, il medico c’erano diversi psicologi.
Diverse persone, ma erano persone che a un certo punto della propria ricerca hanno voluto provare
anche questa… molte erano soddisfattissime del lavoro fatto con Arkeon, quelle che non erano
soddisfatte se ne andavano via, frequentavano un seminario, ma nessuno le ha richiamate per dire,
vieni… e, infatti, c’era gente che frequentava uno o due seminari poi scompariva per 5 anni e
ricompariva, poi se ne faceva un altro, e poi ricompariva da capo…"

anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoNovember 26, 2011 3:32 pm

Post originale

 

BENVENUTI

Dopo anni di attacchi, calunnie e accuse, sopportati in silenzio e nell’attesa che la verità su Arkeon si facesse strada da sola, ho finalmente deciso di uscire allo scoperto.

Ho commissionato la realizzazione di questo sito – basato su documenti esistenti e testimonianze tratte da inchieste giornalistiche attualmente in corso – per ripristinare, finalmente, la verità su Arkeon: cos’è veramente, da dove proviene e come si è tristemente interrotta questa esperienza.

La mia intenzione non è quella di “rifondare” l’associazione: questo sito vuole essere un contributo per affermare la verità e la completezza di informazione, ma anche uno spazio, un “luogo sicuro” dove chi ha qualcosa da dire o precisare, può farlo senza temere di essere tacciato – come spesso è accaduto in passato – di essere vittima di una psicosetta, o peggio ancora un “carnefice” che ne ha fatto parte.

Ho messo in conto il possibile sequestro di questi materiali: l’intero percorso giudiziario della vicenda Arkeon – a detta di professionisti ben più preparati di me – è costellato di abusi, forzature e iniziative poco limpide e vessatorie. Non ho paura dei rischi ulteriori che potrei correre: questa iniziativa è per me il modo di onorare il debito morale verso tutti coloro che hanno patito sofferenze per il solo fatto di aver partecipato ad un percorso di crescita personale.

A voi quindi il mio personale benvenuto, e il mio invito a contribuire al ripristino della verità, per chiunque avesse desiderio di farlo.

Con affetto,

Vito Carlo Moccia

anti-sette, Arkeon, Fede, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 26, 2010 12:41 pm

Lettera su Arkeon 

Tempo fa, appresi navigando su internet ciò che stava accadendo a Vito Carlo Moccia e al movimento spirituale Arkeon, da lui fondato.

La mia reazione fu di sconcerto nel vedere tante notizie negative riportate da molti siti, dai giornali e da varie trasmissioni televisive,attraverso quei mezzi di piatti e bidimensionali tra l’altro, di cui noi siamo spettatori passivi, che sempre più spesso offrono, purtroppo, un contatto fasullo di quanto sia una REALTA’, di quanto sia un CONFRONTO, poiché la mia esperienza personale era stata tutto, fuorchè quello che ho appreso dai media.

Comunque, posso comprendere l’ira che si è scatenata attorno ad Arkeon essendo un percorso di sacralità.

Non vorrei parlare di Dio, è ben difficile parlare di qualcosa che non appartiene alla nostra dimensione, ma di SACRALITA’ dell’uomo credo si possa parlare, andando semplicemente a esplorare l’ordine della propria natura, scoprendo in sè stessi almeno ciò che è falso e liberarsene, facendo dunque a meno dei travestimenti, dei tanti atti esteriori richiesti da una società che barcolla appresso alla “verità dell’immagine”.

Questa mi era sembrata La Possibilità di Arkeon, un modo per fare emergere tutti quegli aspetti della propria persona e a percepire quella parole stampata di cui tutti abusiamo che chiamiamo Consapevolezza o Verità e che, voglio sperare, almeno qualche Santo sia riuscito a gustare appieno.

Tornando all’ira scatenatasi, posso immaginare cosa ha potuto rappresentare per intere famiglie-clan sepolte nell’ignoranza il propagandarsi di scelte di libertà personale da parte di alcuni appartenenti di queste cosiddette famiglie.

Pensiamo solo al nostro provincialismo nazionale, che viene ben rappresentato nella sua apoteosi dalla mentalità meridionale… non ci si può togliere dai “vincoli della suocera”, della mentalità piccina del pettegolezzo facile e della menzogna pur di salvaguardare quella facciata tanto gradita agli sguardi poco lucidi di chi è condizionato da tale ristrettezza mentale.

Vito, decisamente politicamente scorretto, forse in questo si era sopravvalutato, o almeno aveva sottovalutato la ferocia di tale mentalità ritenuta dai più come cosa buona, certa e talmente giusta da non dover esser messa in alcun modo in discussione, la mentalità dei “bravi di fuori” anche se spesso brutti, quasi a suggerire agli scettici l’esistenza di Dio, in quanto la teoria circa “la verità dell’anima” a dispetto di ciò che si vorrebbe nascondere si impone, e, dal nostro interiore trapela nello sguardo o attraverso la difformità corporale.

E allora, non è forse venuto il momento di gettare alle ortiche anche il concetto di “stima pubblica” data la moltitudine di cyborg di cui sovrabbonda il nostro paese?

Forse non è venuto ancora il momento.

Anzi, per dirla tutta, siamo molto spaventati.

Non tanto dal bisogno di stima dell’italiano-medio, ma dalla troppa cattiveria di giornalisti, varie istituzioni e presunti esperti che attraverso comunicati dal proprio sito, E NON SOLO, hanno utilizzato metodi non troppo velatamente intimidatori, nei confronti di chi offriva un contraddittorio.

Siamo molto spaventati anche da certi furbacchioni travestiti da “templari dal Signor vocati” che a mio parere in malafede condizionano un popolazione già penalizzata da tanta ignoranza a una malaintesa idea di cristianità.

Ecco perchè non ho nessuna fiducia in certi “affiancamenti di istituzioni per vincere”, che che corrono appresso al “sogno di fregare Vito Carlo Moccia”. Non ho nessuna fiducia in chi usa questo “metodo”… perchè questo “metodo” non è assolutamente un Metodo.

E decisamente penso non sia ancora giunto il momento di cercare di far capire che cosa sia un Percorso Sacro a un popolo come il nostro perché…come diceva a ragione Lella Romano, “…si ritorna sempre al punto da cui non siamo mai partiti!”

Forse però è venuto il momento di scuotere tutti coloro che COMPIONO SOLTANTO TANTE, TROPPE ESCLAMAZIONI DALLA LORO CUCCIA, di scuotere chi esprime giudizi senza ASCOLTARE le altre parti, o di scuotere chi vuole creare un CLIMA DI TERRORE, sulla base dei propri condizionamenti negativi o interessi personali.

Perchè questo, vorrei manifestarlo soprattutto a quelle istituzioni che hanno preso parte a questo scempio, a mio avviso E’ MOLTO INGIUSTO.

Io sono solo una persona che ha conseguito un primo livello Reiki con Vito anni fa e ha partecipato ad un seminario Arkeon, dunque dovrei essere classificata, secondo gli “esperti”, un’adepta…figuriamoci!

Dopo appena un primo livello anni fa, lo ammetto, mi è stato difficile rapportarmi con le dinamiche “del mondo”, a maggior ragione perché lavoravo nel suo ambiente signor Leone.

Ma la colpa, è ovvio, non può essere di Vito, lo capisce anche un bambino.

Perché dunque, certi presunti esperti della picologia e criminologia, ma certamente veri esperti di roghi, non ardono coerentemente assieme a “settaroli” e maestri anche i quattro vangeli della chiesa universale?

Forse le parole dei Testi Sacri sono meno impegnative da seguire?

Possono essere messe in pratica davvero senza dolore?

Non creerebbero uno sfasamento all””uomo di oggi”, data la distanza enorme fra ciò che viene indicato dal “pazzo di Nazareth” attraverso gli evangelisti, e ciò che nostro malgrado ci troviamo costretti a vivere facendo di tutte le balle che raccontiamo e ci raccontiamo le uniche pietre di costruzione di questo edificio occidentale zeppo di crepe?

PATRIZIA SOLEO

Arkeon, Raffaella Di MarzioMarch 23, 2010 12:20 pm

 

Autore: Baraka

Data: 22 marzo 2010

Post originale

26 marzo 2008

due anni fa il PM barese Francesco Bretone disponeva il sequestro e l’oscuramento del  portale  di Raffaella Di Marzio,
studiosa di fama internazionale

Un atto di questa gravità veniva deciso per presupposta “situazione d’urgenza”. 

Il sequestro avveniva per questo su provvedimento del PM titolare delle indagini sul caso Arkeon senza la necessità di una preventiva decisione
del Giudice per le indagini preliminari.

 Circa un mese dopo il sito veniva dissequestrato ma a condizione di non fare più riferimenti ad Arkeon. Erano gli effetti del sequestro come fatto ormai compiuto.

 L’atto censorio si fondava su accuse tanto clamorose da essere subito rese pubbliche e discusse in quanto tali, non senza disappunto degli inquirenti.

 

Quelle accuse saranno però accantonate nei successivi atti del PM.

Già nel luglio 2008 il pm Bretone disponeva infatti lo stralcio della  posizione di Raffaella Di Marzio rispetto
agli altri indagati sul caso Arkeon.

Il presunto <promotore della riorganizzazione> di Arkeon (sic!) prendeva così la via
dell’archiviazione anzichè
quella del processo!

Quelle accuse avevano però in precedenza giustificato la gravità e l’urgenza dell’atto di sequestro con la conseguenza che una voce tanto autorevole quanto scomoda per l’accusa era stata intanto e comunque delegittimata.

 

Dopo due-anni-due non si hanno ancora notizie del suo proscioglimento formale che pare essere ostaggio del processo Arkeon, ormai a tempo indefinito.

padre, famiglia, cerchio, Arkeon, figli, Vita, Fede, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoNovember 7, 2009 11:55 pm

 

Autore: Sertan

Data: 17 maggio 2009

Post originale

Arkeon 

Sono passati 4 anni dal mio primo seminario in Arkeon e ricordo ancora chiaramente quello che pensai la domenica sera, sul finire dell’incontro: “questo è il posto che cercavo” dissi a mia moglie.


A convincermi che fosse il posto giusto per me, in quel preciso periodo della mia vita, fu un rispettoso silenzio e capacità di ascolto mostrata da ognuno dei partecipanti nei confronti dell’altro. E un’intimità così profonda che prima di allora avevo ritrovato solamente nei miei pensieri più reconditi. Quelli che nemmeno tu stesso dici ad alta voce, per paura che possano essere ascoltati.   


Ciò che mi colpì maggiormente, in quei giorni, fu proprio quel senso di solidarietà creato dall’incontro di più voci che raccontavano lo stesso sentimento: la nostalgia. Forse di un posto (interiore) che non si conosce, o di un qualcosa che ancora non è accaduto. Qualche volta la nostalgia di se stessi, per quella distanza invalicabile che separa il come ci si sente dentro e il come si appare fuori. Altre volte la nostalgia di qualcuno che possa ascoltarci sul serio: un amore, un amico, un fratello, un padre. Qualcuno che ci possa aiutare, con una spinta nell’anima, a compiere quel salto che separa l’esistere dall’essere. Attraversando la paura di non piacere agli altri, di essere deriso, di deluderli o di spaventarli. Mostrando quella parte di sé che troppo spesso viene data per scontata, perché così ovvia nella sua semplicità, e poco credibile per il mancato riscontro che ha nella vita di tutti i giorni: quella parte che è il cuore. Che sogna il bello per sé e per chi ama, che ama la semplicità di un gesto spontaneo e la bellezza delle piccole cose, che non si arrende all’evidenza delle apparenze e impara a progettare l’impossibile, che crede in un suo domani splendente e non si fida di chi si piange troppo addosso. Il cuore, così spesso abusato dalla bocca di tutti, ma mai sconfitto dalle esperienze di vita, perché continua a palpitare, a dispetto di ogni cosa, nonostante tutto.

Quel giorno, fra tutta quella gente seduta in cerchio attorno ad un fuoco, ho incontrato la voglia di rivendicare questa parte sacra che appartiene ad ognuno di noi. Quella che un disilluso chiama buonismo, quella che un miscredente chiama idiozie, quella che un bugiardo chiama ipocrisia , quella che un paranoico chiama plagio.  

 

E invece esiste” – pensai. Quando vidi un uomo grande sembrare piccolo, in ginocchio, dinanzi a suo padre; o quando ascoltai il pianto a dirotto di una piccola madre che tornava, riconoscente, fra le braccia di sua madre grande. E ad ogni nuovo nato, sollevato da un padre nuovo, con le braccia tremanti di orgoglio, sopra le nostre teste. Le cose importanti, quelle che più contano… a detta di tanti, ma in cui pochi credono fermamente.

In Arkeon ho conosciuto questa possibilità di vivere …pericolosamente! A cuore aperto. Affinché tutte le cose possono insegnarti un senso o negartelo. E affinché ognuno possa venire da te per incontrarti o per ferirti. Dove quella linea sottile che separa l’ingenuità dall’incoscienza, si chiama FEDE.


Sei cresciuto” mi dicono spesso. E a lungo mi sono chiesto quanti sensi potesse avere una frase semplice come questa. Poi mi sono voltato indietro. Ho ripercorso la distanza e la disistima che c’era fra me e mio padre, o le liti ed i silenzi dispettosi che interponevo fra me e mia madre. Il gelo, mai spezzato da un abbraccio, con i miei fratelli, e la bruciante sofferenza che avvertivo nello stare fra i miei colleghi - mai amici ma sempre conoscenti.


Si, penso di essere cresciuto, e il senso di questo crescere l’ho trovato nell’esperienza paternità. E’ affiorato alla mia mente poche settimane fa, nel giardino della mia casa d’infanzia: mio nonno, mio padre, io e mio figlio a giocare insieme con un pallone, come se fossimo tutti bambini, o tutti quanti uguali. Lo stesso sangue, la stessa carne. La vita che va avanti e che trova un senso proprio nell’essere vita. Con quella sensazione – dalle antiche radici - che ci sia un Padre per ognuno di noi che abbia voglia di (ri)abbracciarlo. Da qualche parte, nel profondo…

 

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, figli, Cesap, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoJune 25, 2009 10:46 pm

Autore: Piero

Data: 16 giugno 2009

Post originale

 Arkeon, sono passati tre anni

 […]

Sono un ex Arkeon, nonchè l’11° di quegli indagati da te citati, ahimè l’unico senza un’accusa (forse serviva un numero dispari per scaramanzia) e sono anche uno di quelli additati, come i miei figli alle scuole elementari, da chi ovviamente ha dato credito alle parole altisonanti inneggianti ad un moderno rogo inquisitorio dei giorni nostri.

 Sono uno di quelli che ha perso il lavoro e si adatta oggi a fare qualsiasi lavoretto (mi manca solo la pulizia dei vetri ai semafori e poi ho fatto di tutto) per campare e far campare 2 figli piccoli e sono anche uno di quelli che deve trovare mensilmente una cifra da “buttare” in avvocati che non possono nemmeno provare la mia innocenza o estraneità a qualsiasi fatto proprio pwerchè privo di qualsiasi accusa se non di aver partecipato, come altre centinaia di persone a corsi eruditivi a come sbrogliare matasse esistenziali.

Sono passati 3 anni ormai e a volte mi si chiede di rivoltarmi contro, di costituirmi contro, forse proprio per essere “depennato” dalla lista degli accusati, mi si invita a “parlare”, ma io mi domando: “a parlare di che?”. quanti volantini troviamo nelle erboristerie, nei bar, nei supermercati che inneggiano a miracolose cure, trasformazioni, benesseri e quant’altro.

Sinceramente credo di avere difficoltà a reinserirmi nel mondo dei “normali” perchè non sono capace di incolpare altri delle mie scelte responsabili: se vado in un ristorante e spendo molto o mangio male, semplicemente non ci vado più, a differenza di chi invece taglia le gomme del ristoratore o fa di peggio. Molta gente in Arkeon credeva nelle persone e forse questa è stata la più grande illusione!

[…]

famiglia, anti-sette, maestri, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 29, 2009 10:11 am

Autore: Klee
Data: 28 maggio 2009
Post originale

Arkeon, il mio nuovo maestro 

Accetto anzi, secondo la regola che ho conosciuto e accolto nel lavoro di Arkeon come regola dell’anima e della vita, che quello che è accaduto sia la naturale prosecuzione del lavoro su di me e sulla mia vita. Il mio maestro non è più Vito ma la Tinelli…e come diceva Vito a ragione, i maestri migliori sono sempre i più stronzi (in senso archetipico, intendo). Non ci sono “intensivi e sedie” che valgano le mattine che uscivo dicendo a mia moglie di stare calma se arrivavano i carabinieri senza sapere perchè; o i giorni che arrivavo in ufficio dopo una trasmissione di Striscia e una chiamata dell’Amministratore Delegato mi faceva temere di aver perso il lavoro senza sapere perché; o le sere che mi chiamavano degli amici per dirmi che uno aveva perso il lavoro, che uno aveva tentato il suicidio, che uno non era riuscito a tenere unita la famiglia e per tutto questo non c’era un perché.

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMay 18, 2009 11:45 pm

Autore: Il Caso Arkeon
Data: 24 aprile 2009
Post originale

“Arkeon è una psicosetta i cui vertici sono stati condannati e incarcerati per truffa, associazione a delinquere e violenze”.

Per chi non sappia cos’è stato Arkeon, questa è la verità su Arkeon. O quantomeno questa è la sola verità reperibile in rete, sulla stampa o dalla televisione.

Tuttavia questa verità è falsa.

Contiuna a leggere…

 

anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Vito Carlo Moccia, Caccia alle stregheApril 17, 2009 9:37 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

Tiresia in azione contro Arkeon 

[inizio citazione]
(Lettore, puoi immaginare come ci si può sentire in quella situazione? Amico psicologo, è lecito sottoporre le persone a questo tipo di violenze psicologiche senza prima, come minimo, avvertirle?
Avvocato, cosa può denunciare e a chi la persona che si trova in una situazione come questa? Caro Ministro di Grazia e Giustizia, non le sembra che sia ora di rivedere la legge sul reato di plagio? E sulle violenze psicologiche all’interno di questi gruppi di "consapevolezza"?).
[fine citazione]

Questa frase mi fa quasi esclamare "Alla faccia dell’obiettività e di aver solo raccontato quello che Tiresia ha visto (in quale film non l’ho ancora capito)!"

Questa invocazione retorica di Tiresia rivela ancora più chiaramente le tesi che Tiresia vuole confermare:

1. dimostrare sofferenza psicologica nei partecipanti
2. mancanza di consenso
3. equiparare a violenze psicologiche gli esercizi
4. preparare denunce
5. raccogliere informazioni
6. muovere anche a livello politico tutto il possibile contro il
metodo Arkeon ("Caro Ministro di Grazia e Giustizia, non le sembra che
sia ora di rivedere la legge sul reato di plagio?")
7. attivare psicologi e avvocati contro Arkeon

Come mi sono sentito io la prima volta che ho fatto le sedie? Emozionato, sì. Sarei tornato indietro: mai - perché era quello che avevo chiesto: non panicelli riscaldati, ma un percorso non psicologico, ma di reale, severa introspezione. Ero avvertito? Sì, perché, anche senza sapere i dettagli, ne avevo parlato con Vito, con altri e sapevo che non stavo per fare un corso di intellettualismo in poltrona.

C’era violenza psicologica? A parte che non conosco il termine da un punto di vista tecnico, ho avvertito, io personalmente, sì violenza in questi attacchi da me percepiti come ciechi, maliziosi e sarcastici di Tiresia.

anti-sette, Arkeon, Margaret Singer, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRIS, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 8, 2009 7:22 pm

Autore: Pietro Bono
Data: 21 marzo 2009
Post originale

Sito di Raffaella Di Marzio oscurato 

Raffaella ha pagato, come credo sempre abbia fatto, e continua a pagare in prima persona, per il coraggio di non entrare nel coro. E di farsi, di volta in volta, una sua personale opinione e una sua personale ricerca sul campo.
Per non aver voluto anche lei mangiare la “zuppa” precotta della Dott.ssa Tinelli, dispensata a piene mani alla Digos ed alla Procura di Bari, alla SAS, al GRIS, all’Ordine Psicologi Puglia, ai Codacons Puglia, ai media, a tutte le associazioni anti-cult italiane ed europee e Dio solo sa’ a chi altri.
In fondo, entrare in quella squadra, poteva dare anche a lei dei risultati, come del resto è stato intanto per taluni.
http://www.altrapsicologia.it/elezioni-enpap/cig-sud-lorita-tinelli.asp
http://www.osservatoriopsicologia.it/chi_siamo/

Raffaella no, non ha chinato il capo. E prontamente è stata punita, con i sistemi che ben abbiamo imparato a conoscere.

Raffaella, prima di essere brutalmente censurata, con l’oscuramento del suo sito http://www.dimarzio.it/srs/ , e con un Avviso di Garanzia, il cui testo stranamente quasi coincide con la lettera della Dott.ssa Tinelli http://covilt.myblog.it/archive/2009/01/13/chi-diffama-chi.html , aveva raccolto molte testimonianze.
E certo Raffaella è anche al corrente delle tante soverchierie messe in atto contro le famiglie di arkeon.
E sono certo che, appena le sarà consentito dalla Procura di Bari, riprenderà la sua ricerca sul caso arkeon. Immagino con un occhio ancora più attento, se possibile.

Raffaella sa’ delle minacce, delle persecuzioni, delle distorsioni, delle prevaricazioni, anche delle vere e proprie induzioni a gesti estremi di auto-lesionismo.
E certo, a suo tempo saprà cosa fare, nell’ambito scientifico, di queste informazioni.

Così Raffaella desidero ringraziarti pubblicamente: Grazie di cuore.
Anche tu, e certo ne sei cosciente, hai salvato solo con la tua presenza silenziosa di questi mesi, tante famiglie dalla frantumazione.
Soprattutto hai accolto, finché ti è stato possibile, lo smarrimento e in qualche caso, il grido di dolore di tante famiglie, con estrema umanità e con estremo rispetto, così come immagino hai sempre accolto il grido di aiuto dei fuoriusciti dai culti e delle loro famiglie.
Grazie per averci trattati come “persone”, e non come “appestati”.

Reiki, Arkeon, Vito Carlo MocciaApril 7, 2009 8:22 am
Autore: Baraka
Data: 27 marzo 2009
Post originale

hs

Il Sistema Usui di Guarigione Naturale è stato per me un onorabile compagno di viaggio.

E’ una disciplina antica, divenuta ormai una scheggia impazzita della baraonda new age.

Come tale  si è prestata con facilità al gioco delle tre carte  impiegato per la delegittimazione di Arkeon  (è  sempre e solo roba da ciarlatani, in sè è cosa buona solo lì è cattiva, è una eresia). Penso che il significato di una pratica dipenda in primo luogo dal rispetto che si ha per se stessi, per gli altri e per l’evoluzione della propria storia e della propria ricerca.


Oggi voglio rendere un mio grazie a questa disciplina così silenziosa e semplice.


E ricordare il significato migliore che  di questo simbolo conservo, ossia che “l’origine dell’Uomo riflette, sulla via dell’amore, il nome di Dio”.

anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Margaret Singer, Vito Carlo Moccia, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoApril 6, 2009 1:48 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

Arkeon, il ki training non era obbligatorio

"Fare il ki-training era assolutamente obbligatorio e chi arrivava in ritardo o non si presentava, veniva ripreso in modo diretto o indiretto dal maestro che sottolineava la sua "mancanza di impegno" o simili facendogli fare una figuraccia davanti al gruppo."

Questa poi. La maggior parte dei maestri non faceva il ki-training alzandosi tardi, compreso Tiresia (sbagliando secondo me, ma fatti loro). Ricordo persone che non lo facevano o arrivavano tardi o ne saltavano una buona parte per fumare (sigarette non salvia) e chiacchierare e mi sembra che non siano state riprese particolarmente.

Poi c’è l’aspetto caratteriale, indubbiamente: io sono permaloso, ma se qualcuno mi dice sorridendo "ti piace dormire, eh?", la prendo bene. Anche se qualcuno si sente figo per essere perfetto nell’orario rispetto a me, sorrido anche io. C’è chi lo prende come un’offesa imperdonabile o una figuraccia davanti al gruppo - ma sarebbe lo stesso a scuola o al lavoro (anzi peggio).

Che descrizione dell’atmosfera soggettiva dà Tiresia, comunque!

Poi c’è un’altra considerazione cioè chi partecipava ad un intensivo formava un gruppo che arrivava con la testa piena dei propri problemi contingenti e, per sua scelta, voleva passare del tempo ad esplorare, insieme agli altri, le cose importanti della vita.

Avete mai partecipato ad un gruppo di lavoro (non di ricerca personale, ma professionale)?

Provate a vedere come funzionano quelli che vengono a una riunione sì e tre no. Non sanno di cosa si parla, hanno altro per la testa, rallentano il progresso. Per cui, alla fine, come accadeva, chi saltava qualche attività lo faceva poche volte. Insomma se un gruppo fa un corso di sci insieme per una settimana, non è che si può saltare una lezione su due. Perché poi sulla pista nera si fa perdere del tempo a tutti. Da cui l’incoraggiamento a partecipare - sempre fatto con cortesia e lasciando la libertà di esserci o no.

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Claudio RiséMarch 29, 2009 5:16 pm

Autore: la redazione del blog di Claudio Risé

Data: 12 marzo 2009

Anonimi contro Arkeon

[…]

Il resto non ci riguarda.

Siamo solidali con tutti coloro che in questa vicenda hanno, a vario titolo, sofferto.

E siamo contro ogni linciaggio, ogni auto-da fé, ogni testimonianza resa di fronte alle telecamere con una coperta in testa; che ci farebbe ridere, se non ci preoccupasse.

Il processo lo faccia chi, per legge, è titolato a farlo: la magistratura.

Noi non ci faremo portatori di minacce, né di invettive.

Di richiesta di giustizia, e di libertà, sì.

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments 

anti-sette, Arkeon, Cesap, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, Caccia alle stregheMarch 27, 2009 4:57 pm

Il sito SRS

Titolo originale del post: Tasselli di esperienza - Ottavo Tassello
Autore: Raffaella Di Marzio
Data: 26 marzo 2009
Post originale

 
Tendo la mano e voi ci siete … Grazie

Un anno fa, il 26 marzo 2008, il mio Portale, SRS (Sette, Religioni e Spiritualtà www.dimarzio.it) veniva oscurato.

Quella mattina, per una coincidenza fortuita, ero in casa e non a lavoro. Il computer è ancora spento quando ricevo la prima telefonata.

Un amico mi dice di accendere il computer perchè il mio sito non c’era più. Accendo e vedo, al posto della homepage, l’avviso di sequestro da parte della polizia giudiziaria di Bari.

Faccio un paio di telefonate per chiedere consiglio ad amici e, mentre sono al telefono arriva la DIGOS con un avviso di garanzia che, a leggerlo, fa accapponare la pelle.

Effettivamente, quella fu una giornata sui generis. Per il resto della mattinata non ho fatto altro che rispondere al telefono e cercare un avvocato.

Ma poi: perchè dovevo trovarmi un avvocato?

Dopo i primi momenti di attonita sorpresa, lentamente cominciano a riaffiorare i ricordi delle settimane precedenti, quelle successive al 9 febbraio 2008, quando avevo partecipato, per motivi di studio, a una riunione informativa con alcuni membri di Arkeon e altre persone interessate alle tematiche riguardanti sette, lavaggio del cervello ecc. ecc.

Dopo quell’incontro avevo scritto un articolo: Essere o non essere setta: QUESTO è il problema nel quale esprimevo la mia opinione in proposito e dichiaravo di voler approfondire lo studio di Arkeon, cosa che peraltro già avevo inziato a fare qualche mese prima.

Come faccio ormai da oltre 15 anni, dovendo verificare quali fossero le pratiche e credenze del movimento, oltre a leggere e visionare il materiale messo a disposizione dai membri del gruppo, avevo la necessità di sentire i pareri di persone diverse su Arkeon, persone sia soddisfatte che critiche. Per questo motivo, dopo aver pubblicato l’articolo, scrissi a Lorita Tinelli per chiedere la sua collaborazione visto che lei se ne stava occupando già da tempo.

E’ una prassi degli studiosi quella di chiedere informazioni, documenti e testimonianze a tutti i colleghi che ne sono in possesso e possono collaborare. Si tratta di uno scambio che avviene normalmente come in molti altri campi.

Ecco l’email che inviai a Lorita il giorno 22 febbraio 2008:

——————————————————————————————-

—– Original Message —–
From: "Raffaella Di Marzio" <rdm@dimarzio.it>
To: <cesap@libero.it>
Sent: Friday, February 22, 2008 12:41 PM
Subject: ALL’ATTENZIONE DELLA DOTT.SSA TINELLI
> Cara Lorita,
> come già saprai ho scritto un articolo sul caso Arkeon e su un incontro
> che ho avuto con alcuni di loro a Roma. > L’articolo è a questo indirizzo: > > http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
> Ti scrivo per chiederti, se lo riterrai opportuno, un parere su quanto
> ho scritto, sia in generale che nei singoli aspetti. > Inoltre vorrei chiederti anche aiuto perchè sto cercando persone che > lamentano di aver subito abusi in Arkeon e, se tu potessi invitare
> qualcuno di loro a raccontarmi la loro esperienza, te ne sarei molto grata. > Naturalmente non è importante il nome e il cognome di queste persone, mi
> basta la loro descrizione dei fatti.
> Sarebbe, questo, un contributo importante al mio studio.

> Grazie ancora > Raffaella

—————————————————————————————-

Il 23 febbraio alle 19.04 Lorita mi risponde negativamente.

Intanto un utente del mio portale apre un Forum su Arkeon ma lo posta in una categoria sbagliata. Come amministratore è compito mio spostare il nuovo forum su una categoria specifica con quel nome e, da qual momento, comincia una discussione molto vivace sul Forum di SRS tra arkeoniani soddisfatti ed ex arkeoniani, inframezzata da alcuni post di provocatori che provvedo immediatamente a mettere a tacere.

Nel frattempo mi viene segnalato che sul forum del cesap gli utenti fanno attacchi e illazioni su di me e ci sono anche minacce di denuncia all’autorità giudiziaria.

Leggo io stessa sul forum del cesap accuse di abusare della professione, di intimidire i testimoni, di difendere arkeon ecc.

Farò solo qualche esempio:

1) l’utente lella il 19 /2 2008:

La polizia, in virtù delle indagini in corso, forse dovrebbe avere anche questi elementi da vagliare. .. Andiamo avanti, che il cerchio della giustizia si stringe sempre di più e a qualcuno comincerà presto a dare un po’ prurito.

2) L’utente alice il 19/02/2008 :

Ciao Lella, condivido appieno quanto scrivi. Ho letto credo lo stesso sito e penso di segnalarlo alla magistrtratura. Del resto non credo sia lecito che qualcuno si manifesti come ’studioso’ non considerando una indagine penale in corso.

3) L’utente animacandida il 22/02/2008 dice:

Quello che leggo altrtove è abovinevole e degno di denuncia. e anche: Carissimi, non ho ben compreso cosa stia accadendo, ma non mi meraviglia più nulla oramai. Le intimidazioni sembrano essere un ottimo strrumento per tenere a freno la lingua delle vittime.

4) lorita il 20 febraio 2008 :

Mi permetto di intervenire in questa discussione per chiedere a tutti di essere più sereni e tranquilli. Molti forum possono essere aperti sull’argomento e ognuno è libero di dire quello che vuole, o di trasferire proprie interpretazione sui fatti che gli accadono. E dico questo senza alcuna intenzione di polemizzare contro alcuno. Chiunque intervenga nell’ambito di una indagine penale, automaticamente ne assume una responsabilità civica alla quale difficilmente potrà sottrarsi. Voglio ribadire il mio invito alla serenità e alla fiducia nel puntuale lavoro della Polizia e del PM che sta conducendo le indagini. Del resto, il blitz avvenuto a Roma, assieme alla notizia di sequestro di materiale è uno dei tanti indicatori che le attività di indagine sono in corso e sono per l’appunto ‘attive’.

Questi ricordi, nel corso di quella mattinata, riaffioravano e, lentamente, prendevo coscienza di una realtà che facevo fatica ad accettare, e cioè che quelle che avevo letto nelle settimane precedenti non erano solo parole. Ma, mi dicevo, non può essere, non può essere …

Tuttavia, quando cominciai a leggere i commenti dei frequentatori del forum del cesap che brindavano per l’oscuramento del mio sito, la mia residua fiducia sulla buona fede delle povere vittime si frantumò in mille pezzi.

Ecco qualche esempio di post di un thread che era stato creato subito dopo l’oscuramento. Il titolo era: srs chiuso!!!!! accompagnato da simboli festosi di brindisi e festeggiamenti:

L’ Utente pillo il 2008/03/26 Re:srs chiuso!!!!! :

è con sommo ed immenso piacere che vi dò una notizia : provate a cliccare qui : www.dimarzio.it forse qualcuno avrà intralciato le indagini??

L’ Utente Talon il 2008/03/27 Re:srs chiuso!!!!! :

Grazie, Pillo, per il GAUDIUM MAGNUM che ci hai fatto provare: HABEMUS PAPAM…

L’ Utente alice: 2008/03/27 Re:srs chiuso!!!!!:

Che non si grida ad un presunto complotto …. Se chiusura cè stata è perchè ricercata … credo.

Potrei continuare ancora ma credo che gli esempi siano sufficienti.

Nei giorni seguenti mi fu chiaro fino in fondo il quadro della situazione. Un quadro che ha oggi dei riscontri documentati dal dossier di fine indagine dal quale emergono nomi e cognomi dei responsabili di quanto accaduto.

Ma torniamo al 26 marzo 2008.

Quella mattina e nei giorni seguenti venni a sapere da diverse persone che mi telefonavano per manifestarmi la loro solidarietà che Lorita, oltre a rispondere negativamente alla sottoscritta in merito alla mia richiesta di collaborazione, aveva anche inviato nello stesso giorno o in quello successivo (23 o 24 febbraio 2008) a un certo numero di persone, una email che qualcuno, alcuni mesi dopo, ha postato su un newsgroup.

Quella email, mi fu riferito, era stata riinviata dai diversi destinatari ad altre persone ed era ormai di dominio pubblico. Per tutti, ovviamente, ma non per me che ne venni a conoscenza solo dopo l’oscuramento del mio sito e la lessi solo ad ottobre quando mi fu segnalato che si trovava su un newsgroup.

Che l’autrice di quella email sia Lorita Tinelli lo ha confermato lei stessa a Simonetta Po durante un convegno. Nella email la stessa lorita, tra le altre cose, scrive:

"Anche la magistratura ne è stata informata e il Presidente dell’Ordine degli Psicologi dichiara che questa signora stia facendo abuso della professione."

A proposito di questo particolare vorrei fare un’ultima annotazione: il 31 marzo 2008, cioè sei giorni dopo l’oscuramento del mio sito e poco più di un mese dopo aver inviato questa email alla sua lista di corrispondenti, lorita scrive nel suo forum una frase che è a mio avviso un capolavoro:

"Nel caso della Dimarzio, personalmente non l’ ho mai attaccata, nè in privato nè in pubblico, nè ho foraggiato gli attacchi".

Oggi, a distanza di un anno e a mente fredda, penso che il 26 marzo 2008 sia stato un giorno che avrebbe potuto cambiare la mia vita, ma non per l’avviso di garanzia o per l’oscuramento del mio sito.

Quel giorno, aldilà dello shock, della preoccupazione per un futuro incerto, dei problemi concreti legati a dover far fronte anche alle spese legali , della sensazione di tradimento, del senso di colpa per aver coinvolto la mia famiglia, anche se involontariamente, in una vicenda oscura, aldilà di tutto questo c’era in me, per la prima volta, la fortissima tentazione di mettere fine a questa attività che mi vede impegnata da oltre 15 anni come volontaria.

Ne avevo viste e sentite tante, avevo superato momenti veramente difficili, ma quel 26 marzo 2008 è stato l’unico giorno in cui ho veramente pensato di mettere una pietra sopra a tutto e per sempre.

Perchè non l’ho fatto?

Non lo so, ricordo solo le voci degli amici al telefono, le email di conforto che leggevo, l’affetto e la vicinanza della mia famiglia, le manifestazioni pubbliche di solidarietà … era come se ogni voce, ogni parola, ogni riga che leggevo fungessero da medicina e più ne ricevevo più l’effetto aumentava.

Al senso di tradimento si sostituiva lentamente il calore dell’amicizia e della fiducia che tutte quelle persone, nonostante tutto, continuavano a riporre in me…

… NONOSTANTE TUTTO

Una fiducia che non è stata scalfita in loro minimamente, nè dall’oscuramento del sito nè dall’avviso di garanzia con le gravissime accuse in esso contenute.

L’amicizia, la fiducia e la gratitudine che tante persone mi hanno manifestato non mi hanno permesso di prendere quella decisione e oggi ne sono felice.

Questo post vuole essere soprattutto un ringraziamento a tutti voi, voi che siete la linfa vitale, quella parte di umanità che è capace di andare oltre le miserie e gli odi, oltre la vendetta e lo scoraggiamento.
anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Margaret Singer, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 24, 2009 9:37 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

 

Aikido

Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

"Il ki-training dura circa 2 ore e si tratta di una serie di esercizi, prettamente fisici, che dovrebbero aiutare ad acquisire il "potere personale"."

Mi piace l’uso sapiente dei modi dei verbi (condizionale qui, indicativo là). Comunque, gli esercizi sono simili a quelli dell’Aikido. Il che può piacere o meno. Basta documentarsi sull’Aikido per vedere la straordinaria efficacia. Era parte dell’approccio che poteva piacere o meno, ma è comune.

 

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediatico 6:10 am

Autore: Redazione del blog di Claudio Risé

Data: 12 marzo 2009

Contro Arkeon o contro la libertà?

La redazione di questo blog non è interessata, e non ha gli strumenti, per dire chi ha torto o ragione nel dibattito pro e contro Arkeon.

Lo dirà la sentenza della magistratura, che anche Risé s’è augurato sia rapida, a tutela della libertà e dignità delle persone.

Dato che sembra si parli di plagio, concetto giuridicamente fragile ed usato più volte nella storia per conculcare libertà personali (anche contro gli omosessuali, come nel famoso processo contro il prof. Aldo Braibanti, negli anni 60), non è escluso che tocchi comunque aspettare prima di arrivare ad una sentenza definitiva.

Fino ad allora, non c’è nessun colpevole, bensì un’inchiesta giudiziaria, si spera avviata a conclusione.

[…]

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments 

cerchio, anti-sette, Arkeon, Tiresia, Teorie e tecniche di Arkeon, Cesap, Vito Carlo MocciaMarch 22, 2009 9:18 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Articolo21
Data: 10 aprile 2008
Post originale

[…]

Bambino che canta Prendo a caso un post di Tiresia (Ndr, gli scritti di Tiresia sono considerati una delle principali descrizioni uffciali critiche di Arkeon, scritte peraltro solamente da una persona che si definisce ex e mai verificati da esterni):

"Le persone, a turno, dovevano cantare il proprio nome e subito dopo, ad un cenno del maestro, tutto il gruppo doveva ripetere il nome di quella persona così come essa lo aveva cantato, accentuando i tratti che potevano risultare imbarazzanti, tipo la voce un po’ tremolante, o flebile, o stonata o quant’altro, creando, quindi, un sicuro imbarazzo in chiunque, come ben spiega … motivandone chiaramente il fine."

Io dico, a titolo personale: nella sala, era chiesto alle persone, per presentarsi, di cantare il proprio nome, invece di dirlo.

Si è trattato di un momento, che ci ho messo anni a considerare piacevole. Non mi è venuto mai in mente di non farlo perchè, se avevo scelto di andare ad un intensivo, era per fare le attività proposte (anche se quando non me la sentivo proprio, mi sono tirato indietro).

In tanti contesti mi sono sentito imbarazzato ad espormi.

In Arkeon no, perché ho trovato che anche la "lieve presa in giro" se c’era era proprio benevola e con il sorriso sulle labbra.

Il sicuro imbarazzo di chiunque? Io, timido e stonato, mi sono sempre sentito accolto. Ma molti non sono timidi. In più, più persone cantavano, più ci si rilassava: e quindi da un nome monotonico si passava ad un gorgheggio ripetuto. Quando poi sono capitate cantanti liriche l’imbarazzo era più per il gruppo che ripeteva che per loro che cantavano. Ma, poi, queste cose non le fanno pure i boyscout e gli oratori?

Tutto dipende da quanto è accogliente chi conduce e in questa fase io ho trovato totale accoglienza.

Qui si tocca un punto importante del lavoro di Vito Carlo Moccia.

Potete chiedere ad un bambino di cantarvi una canzone (superando spesso un po’di vergogna) e poi prenderlo in giro: è terribile, rompete un’innocenza.

Di solito, infatti, impariamo a non esporci più nella vita. Ad Arkeon, il tentativo (riuscito) di Vito era di fare proprio il contrario: invitare il bambino a cantare la sua canzone e fargli i complimenti per aprire il suo cuore alla fiducia. Pian piano anche ad insegnarli, e torno all’esercizio, che una presa in giro bonaria, una piccola critica, non è una ferita, ma una cosa su cui si può ridere insieme.

E che forse è anche bene non prendere troppo sul serio se stessi.

[…]

anti-sette, Arkeon, Raffaella Di Marzio, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediatico 4:12 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 10 marzo 2009

Rogo mediatico su Arkeon 

Ancora piena solidarietà contro ogni rogo mediatico, autentica peste, fisica e morale, del nostro tempo. Cerchiamo di difendere le libertà residue!

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

 

anti-sette, Arkeon, Caccia alle streghe, Rogo mediaticoMarch 18, 2009 5:51 pm

Autore: Pietro

Data: 16 marzo 2009

 Chi è contro Arkeon ha sempre ragione!

[…]

Da quando una persona che frequenta un seminario di due giorni, diviene per definizione un “adepto” ? Ma adepto de che’?

Tornerò in seguito su questo delicato tema. Ora ciò che mi interessa è il modello proposto da questa “filosofia”.

Si tratta di un modello che non saprei definire in altro modo che “manicheo”. Schema per cui chi definisce qualcun altro “setta”, è per definizione il “buono” e qualunque cosa “l’altro” provi a dire o provi a fare, rientra inevitabilmente nei comportamenti appunto della “setta”.

Tutto ciò è esattamente il corollario di ogni “delegittimazione perfetta” , secondo la quale, ogni tentativo di chiarimento o di difesa, viene interpretato immancabilmente come una prova “a carico” appunto del “reo”.

E’ in fondo lo stesso modello della “caccia alle streghe”.

Dove “tu sei la STREGA e IO sono quello ILLUMINATODADIO. Qualunque cosa tu dica, è certo solo per farla franca e perché sei posseduta dal male; per cui sei libera (naturalmente dopo adeguata tortura) di scegliere: o ammetti la tua colpa, o il rogo”.

E non è certo di consolazione il fatto che questi abusi avvengano anche in altri contesti.

 […]

Post originale: http://pietrobono.blogspot.com/2009/03/articoli-sulla-vicenda-arkeon-16-3-2009.html

anti-sette, Arkeon, Caccia alle streghe 5:48 pm

Autore: sudorepioggia

Data: 12 marzo 2009

Arkeon: contro una montagna di nonsenso 

[…]

La più grande tristezza è che la montagna di cose senza senso, di cose non vere, di mistificazioni, di insulti e manipolazioni che è stata riversata nell’etere, sulla carta stampata e su Internet ha seppellito (non parlo dell’aspetto giudiziario che conosco poco) ogni possibilità di capire se veramente in Arkeon c’è stato qualche abuso e qualche errore.

E di questo, nonostante l’abilità nel fare le vittime e le connessioni mediatiche, se ne stanno accorgendo in tanti.

 […]

 Post originale: http://sudorepioggia.wordpress.com/2009/03/12/io-dico-basta/

padre, anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Povia, Claudio Risé, Caccia alle streghe, Rogo mediatico 4:03 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 9 marzo 2009

Una bella caccia alle streghe ad Arkeon[…]

Conosco il gruppo Arkeon perché molti pazienti me ne hanno parlato.

Più che una setta mi pare uno dei tanti “franchising” similpsicologici di successo presenti nella “terra di nessuno” degli incontri di gruppo.

Il suo fondatore aveva ben intuto che gran parte dei malesseri attuali nascono dall’assenza del padre, e su quello ha fatto crescere la sua iniziativa.

Personalmente, non mi risulta che fossero particolamente fissati sull’omosessualità, né che abusassero di minori. Comunque, se Luca voleva uscire dalla situazione in cui era, e Arkeon l’ha aiutato, meglio così.

Speriamo piuttosto che arrivi presto il processo, perché non si può mettere in galera, le persone per anni, e linciarle a colpi di scoop con testimoni che parlano incappucciati: fa venire i brividi, è roba da Ku Klux Klan, altro che libertà d’informazione. In tutta questa storia, ed anche nel suo messaggio, circola una spiacevole aria di caccia alle streghe.

Che il movimento degli omosessuali, persone cacciate per secoli, si riduca a questo, mi dispiace. Molto. Auguro a tutti di ritrovare il gusto per la libertà, e il rispetto per le scelte delle persone.

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Povia, Claudio Risé, Caccia alle streghe 3:38 pm

Autore: Claudio Risé

Data: 10 marzo 2009

Buone intenzioni in Arkeon 

[…]

confermando che Arkeon tutto era fuorché una setta, non tutti i gruppi che vi appartenevano erano di alto livello, e non mi pare che i criteri formativi fossero proprio trasparenti. Peccato perché le intuizioni di partenza (che oltretutto hanno fatto ampio riferimento ai miei libri), erano molto efficaci. Spero comunque che la cosa si risolva positivamente per chi vi ha messo forze ed energie….

Claudio Risé

Post originale: http://claudiorise.blogsome.com/2009/03/10/sanremo-e-gli-ex-gay/#comments

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRIS, PoviaMarch 11, 2009 5:41 pm

Autore: Pietro
Data: 11 marzo 2009
Post originale

Father and prodigal SON

Lungo il mio cammino in arkeon ho avuto il piacere di conoscere molte persone e molte esperienze.

Quando nella primavera del 1999, invitai mio padre Domenico ad un seminario, lui si dimostrò assai restio. Infine, per amor mio, venne.

Nel corso del seminario, sentii l’irrefrenabile bisogno di chiedergli scusa. E in un pianto dirotto, gli aprii il mio cuore e gli raccontai di tutte le volte che avevo pensato male di lui e l’avevo rinnegato, separandomi nel mio cuore, sempre più da lui.

Durante quel seminario ricevetti anche io, le sue mani sul mio capo, e mi benedisse tra le lacrime di commozione nostre e di tutti i presenti.

Questa cerimonia della benedizione, che in arkeon si era affacciata spontaneamente qualche anno prima, l’ho vista ripetuta in molti seminari.

In alcuni casi ha riguardato naturalmente anche persone omosessuali. Alcune di queste persone, hanno nel tempo esplorato autonomamente la possibilità di includere nel proprio orizzonte un affetto e un legame di tipo eterosessuale. Altri sono rimasti, altrettanto legittimamente, sulle proprie scelte di tipo omosessuale, ma credo, con altrettanta pace interiore di chi aveva mutato orientamento.

Perché ritengo che quella benedizione, e il cammino per accoglierla, ci abbia segnati tutti in egual modo.

E se mi è permessa una vena polemica, rispetto alla caccia alle streghe scatenata contro arkeon, e di cui ho scritto una lettera pubblica anche in italiano alla Fecris nell’Ottobre 2008 http://pietrobono.blogspot.com/ , non credo sia casuale il fatto che la promotrice di tale caccia sia anche tra i firmatari di questo documento: “Chiediamo scusa ai gay e alle loro famiglie. La canzone di Povia “Luca era gay” riletta da psicologi”. http://www.osservatoriopsicologia.it/2009/03/04/chiediamo-scusa-ai-gay-e-alle-loro-famiglie-la-canzone-di-povia-luca-era-gay-riletta-da-psicologi/

Grazie e buon lavoro a tutti.
Pietro Bono

anti-sette, Arkeon, Vito Carlo Moccia, PoviaFebruary 27, 2009 1:14 am

Autore: Cosimo
Data: 26 febbraio 2009
Post originale

Sciacallo contro Arkeon 

[…] continuo a non capire, se anche povia avesse fatto arkeon  o se il luca della canzone fosse anche quel luca del servizio, che cosa proverebbe, che scandalo ci sarebbe, che cosa significherebbe.

Qual’è il pezzo di carne sanguinolenta su cui questi sciacalli si credono di avventarsi.

E questo mi rimanda alla cosa per me più grave, e desolante.

Che sempre più viene esercitata una pressione spaventosa su chi - facendosi gli affari propri e senza far niente a nessuno - vive la propria vita in un modo che non piace "agli altri". Dove gli altri sono ovviamente piccoli gruppi di pressione ben addentrati nei meccanismi della comunicazione e della politica che riescono ad imporre le proprie paturnie al genere umano.

[…]

famiglia, anti-sette, Arkeon, figliJanuary 29, 2009 9:15 pm

Autore: Pietro
Data: 13 gennaio 2009
Post originale

Discriminazione contro Arkeon

[…]

Ho letto che Lei ha ricevuto minacce, che Le hanno tagliato le gomme dell’auto. Mi dispiace molto, mi creda.


Mi aiuti a capire però, se lo ritiene, perchè anche Lei continua a fregarsene delle gomme tagliate alle persone di arkeon, alle lettere anonime di minaccia, alle telefonate anonime di morte. Ai posti di lavoro persi, per telefonate anonime. Famiglie rovinate. Le pare normale che qualcuno Le punti un’arma in strada minacciandola?

Ma mi aiuti a capire, quelli di arkeon, sono i figli della serva, che non gliene fotte niente a nessuno?

[…]

anti-sette, Arkeon, Cesap, Lorita Tinelli 8:57 pm

Autore: Cosimo
Data: 8 gennaio 2009
Post originale

Alcuni antisette e la ricerca

[…]

Perchè da quel che vedo, il mondo antisette è un mondo di ex (ex scientology, ex tdg, ex ….), che si fanno da sé, a volte con titoli a volte senza, ma che operano in un mondo delicatissimo al di fuori di “una scuola”.

E in questo tipo di mondo, chi non ha un forte percorso personale alle spalle rischia facilmente di far danni.

Tanti hanno detto di Arkeon che “a occuparsi dei vissuti personali si rischia di far danno”. Perché a occuparsi di sette no?

Ma voi di Akeon non eravate psicoterapeuti. Perché gli antisette di solito lo sono?

Se guardo al mondo antisette nel suo complesso, non posso non notare come l’intransigenza, la ricerca della lotta e l’apriorismo intellettuale che manifesta all’esterno verso i “gruppi strani” sono gli stessi che manifesta all’interno verso i propri membri.

[…]

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, figli, CesapJanuary 28, 2009 9:40 pm

Autore: Pietro
Data: 13 gennaio 2009
Post originale

[…]

Arkeon cerca giustiziaio che sono stremato, che sto lottando per vedere riconosciuta la libertà di pensiero, la libertà di vivere senza essere insultati, additati, minacciati;

che sto chiedendo a chi è preposto di essere almeno ascoltato prima di essere trattato come un lebbroso;

che sto chiedendo giustizia per famiglie perseguitate nel lavoro, nelle scuole dei figli, nelle comunità parrocchiali;

secondo Lei, io avrei voglia di scherzare?

Lei al posto mio, cosa sarebbe disposto a mettere in gioco?

[…] 

famiglia, cerchio, anti-sette, Reiki, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Raffaella Di MarzioJanuary 27, 2009 6:12 am

Essere o non essere setta?

Quando l’informazione diventa dogma,i comitati diventano tribunali,gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime.

Articolo di Raffaella Di Marzio
Aggiornato al 1 Novembre 2008


Post originale

Esperto di NMR incontra settaroli

Articolo tratto da La Gazzetta del Mezzogiorno,

15 Febbraio 2008, p.2.

Caso setta, blitz romano della polizia

Ottanta adepti di “The sacred path” sorpresi in un albergo della capitale: anche un prete L’attività della presunte setta “the Sacred Path”continuerebbe, almeno apparentemente. Lo dimostrerebbe il blitz, compiuto dalla polizia di Roma, in un albergo della capitale. Gli agenti hanno trovato il presunto santone, Vito Carlo Moccia, 55 anni, barese, insieme con un’ottantina di persone, impegnate a partecipare a una riunione più o meno rituale, con tanto di candele. Fra loro, anche un sacerdote e uno psicologo.

Gli agenti hanno interrotto l’incontro, hanno generalizzato i partecipanti e sequestrato alcuni documenti e le stesse candele utilizzate. L’incartamento investigativo è stato poi trasmesso al pubblico ministero inquirente, il sostituto barese Francesco Bretone. Stando alle indagini sfociate nella notifica di alcune informazioni di garanzia a ottobre scorso, il “gruppo dirigente” della presunta setta avrebbe diffuso - con un certo consenso e una popolarità anche televisiva - il metodo psicologico innovativo “ Arkeon”. La sede di “The Sacred Path” è a Bari.

Prendendo spunto da questa notizia, vorrei fare alcune riflessioni in merito a quattro questioni che, in questo articolo, vengono affrontate simultaneamente poichè sono strettamente collegate tra loro:

1) il modo approssimativo e/o aggressivo di fare informazione (di cui l’articolo della Gazzetta del Mezzogiorno è solo un pallido e sbiadito esempio)

2) il modo in cui alcune agenzie mediatiche, gruppi di professionisti esperti e di cittadini si sono impadroniti e stanno attualmente gestendo il caso ARKEON, nome attribuito ad un percorso sperimentato e ideato da Vito Carlo Moccia

3) le conseguenze generate da una gestione dei conflitti tra sistemi sociali che mira non alla risoluzione e composizione dei conflitti stessi ma ad una loro estremizzazione, allo scontro tra le diverse parti, che in alcuni casi può arrivare alla organizzazione di gruppi di pressione che si attivano per mettere in atto minacce, intimidazioni, e alimentare, comunque, un clima di tensione sociale

4) il modo di affrontare lo studio e la ricerca sulle nuove forme di religione, spiritualità e le nuove forme di aggregazione che mirano a potenziare le capacità umane e dare una risposta (religiosa, filosofica, antropologica) alle domande dell’uomo su se stesso, sul senso della vita e della morte. In questo ambito la difficoltà dello studioso sta nel comporre e verificare le diverse narrazioni, quelle di chi è entusiasta e di chi è scontento, di chi ha avuto benefici e di chi si è sentito o è stato realmente abusato

Per quanto mi riguarda mi trovo coinvolta nel caso Arkeon mio malgrado, poichè, fino a qualche mese fa, non ero a conoscenza neanche dell’esistenza di questo gruppo.

Qualche tempo fa ho ricevuto una strana email da uno dei maestri di ARKEON, i cui seminari sono stati sospesi dall’ottobre del 2007, dopo circa un anno e mezzo di indagini iniziate il 20 Giugno 2006 e la consegna di alcuni avvisi di garanzia. Erano e sono indagate dalla Procura della Repubblica di Bari sei persone, tra le quali Vito Carlo Moccia.

Pietro Bono, che si è subito identificato con nome e cognome, mi chiedeva aiuto perchè lui, la sua famiglia e le famiglie di altri aderenti allo stesso gruppo erano state oggetto di alcune trasmissioni televisive, articoli giornalistici e discussioni in Internet nelle quali ARKEON veniva definito “psicosetta” o “psicosetta satanica”, il loro fondatore “guru” o “caposetta” e loro, tutti in blocco, o poveri plagiati oppure (peggio) complici delle malefatte del “capo-setta”.

Pietro Bono mi ha segnalato alcuni link dai quali si accedeva alle registrazioni delle trasmissioni, ad articoli di giornali e forum di discussione nei quali un certo numero di persone (non si sa mai quante persone dal momento che si usano gli pseudonimi) denunciavano gli abusi subiti nella “psicosetta” ARKEON. Mi aveva, inoltre, chiesto dei chiarimenti su cosa fosse il lavaggio del cervello e il plagio (voleva sapere come funzionasse il processo per cercare di capire se c’era qualcosa in lui che non andava) e io l’ ho invitato a leggere alcuni miei articoli pubblicati su questo portale.

La cosa che mi lasciò perplessa fu la motivazione con la quale Pietro Bono mi aveva scritto: chiedeva aiuto in quanto, come membro della “setta”, era stato travolto, insieme a decine di altre persone, e intere famiglie, da una ondata mediatica di fronte alla quale si sentiva “indifeso”, “confuso”, “sbigottito”, “smarrito” e "impotente", poichè, essendo definito membro di una setta, risultava anche, di conseguenza, “plagiato” e quindi qualsiasi cosa dicesse o facesse non sarebbe stata presa in considerazione da nessuno. Chi ascolterebbe un plagiato?

Non mi era mai capitato di ricevere una richiesta di aiuto simile a questa.

Le richieste di aiuto che ricevo sono quelle di famigliari di persone che sono entrate a far parte di qualche gruppo e che chiedono aiuto per ritrovare il loro congiunto. Oppure mi scrivono persone che sono uscite da una setta e chiedono come fare per ritornare alla loro vita di prima, recuperando la serenità perduta. Ricevo anche semplici richieste di informazioni su gruppi di vario genere da parte di enti o di privati.

Mi colpirono due cose: la prima fu che la persona in questione mi diceva che all’interno di ARKEON era iniziato da tempo un processo di riflessione e di autocritica, provocato anche dall’ondata mediatica e dalle accuse a loro carico. Mi diceva anche che probabilmente c’erano stati dei casi di abuso in qualche seminario e che l’aver appreso questa cosa li aveva profondamente segnati e li aveva spinti ad autoesaminarsi e a sottoporsi all’esame di enti esterni a loro. Il loro tentativo era quello di capire dove avevano sbagliato e cosa potevano fare per correggere e, se possibile, migliorare, il percorso ideato dal loro fondatore.

Il fatto che una “psicosetta” si dimostrasse disponibile a fare autocritica mi colpì perchè, anche quando sono attaccate, le "sette" si difendono chiudendosi e attaccando i critici con le stesse modalità o con maggiore ferocia.

L’autocritica è l’ultima cosa che fanno i gruppi settari.

La seconda cosa che mi colpì fu che Pietro Bono, maestro di ARKEON, mi disse di avermi contattato a titolo personale e che il fondatore, il “capo-setta”, non ne sapeva nulla.

Nelle sette non succede mai che un adepto prenda iniziative del genere (specie durante un attacco proveniente dall’esterno) senza autorizzazione del “ capo”.

Poichè non si trattava di un fuoriuscito ma di un maestro, vicino e solidale con il fondatore, la cosa mi stupì e cominciai a chiedermi: mi trovo veramente davanti a una setta?

Era indubbio che all’interno di ARKEON qualcuno aveva sbagliato abusando di alcune persone e c’erano alcune cose poco chiare, ma l’intera organizzazione poteva essere tacciata di essere una “psicosetta”?

Al di là delle finte e ridicole precisazioni di chi afferma che “setta” non è un termine dispregiativo, sappiamo tutti che, quando si taccia un gruppo di essere una “setta” si intende un sistema pericoloso, dove vengono perpetrati abusi sistematici sulle persone e dove i più deboli vengono indotti a pensare e a compiere azioni che, altrimenti, non avrebbero mai compiuto. La “setta” tende a fagocitare i suoi membri nel sistema separandoli dagli altri sistemi di appartenenza (famiglia, amici ecc.), la setta prosciuga i beni materiali e le risorse mentali delle persone che ne fanno parte, molte delle quali vi entrano con l’inganno, senza rendersi conto di cosa sia veramente il gruppo a cui aderiscono.

Potrei continuare ancora per molto sulla descrizione di cosa è una “setta”, ma rimando alla lettura di autori come S.Hassan e M. Singer e, per una visione critica della loro teoria, M. Introvigne, M. Aletti e altri. Per ulteriori approfondimenti, anche in questo portale si trovano una serie di articoli sull’argomento.

Mentre iniziavo a raccogliere informazioni sul caso ARKEON cercavo anche di riflettere e di non lasciarmi influenzare troppo dai media e dalle testimonianze lette, tutte molto critiche.

Le trasmissioni che avevo visto erano organizzate come dei processi in cui si sa già chi è colpevole. Ai “cattivi” veniva, di fatto, impedito di parlare, tranne che in un caso: una trasmissione di Maurizio Costanzo, in cui due membri di ARKEON sono stati invitati e hanno parlato senza essere interrotti.

Ho letto anche i messaggi delle persone che in un forum raccontano la loro esperienza “devastante” in ARKEON e, sullo stesso forum, ho letto anche i messaggi dei membri di ARKEON che cercavano di dire la loro e rispondere alle critiche: venivano di volta in volta ridicolizzati, o peggio, tanto che, alla fine, hanno rinunciato.

In ogni caso, le testimonianze dei critici erano molto pesanti:segnalavano episodi, azioni e pratiche discutibili, riprovevoli e anche penalmente rilevanti.

Dopo questa prima ricognizione delle informazioni che circolavano sulla rete e di quelle diffuse dalle varie trasmissioni, ho cercato il Sito Web di ARKEON per leggere la loro versione dei fatti o almeno il loro modo di presentarsi, ma i loro siti erano stati oscurati e quindi in rete rimanevano solo le testimonianze dei critici.

Ho cercato notizie di Arkeon in altri ambiti, in ambienti universitari e centri di studio, ma nessuno sapeva dire nulla in proposito, se non quello che avevano detto i media.

Preso atto di questa situazione ho ritenuto giusto ascoltare anche l’altra parte in causa, non solo perchè si trattava di una richiesta di aiuto da parte di una persona veramente sofferente (io attribuisco un valore identico alla sofferenza, sia che essa sia sperimentata da una vittima delle “sette” sia che sia sperimentata da una vittima degli “antisette”) ma anche e soprattutto perchè credo che lo studio di un fenomeno sia valido e accurato solo se si ascoltano tutte le parti in causa.

Dopo qualche tempo ha preso contatto con me il fondatore di ARKEON, Vito Carlo Moccia, il quale mi ha messo a disposizione i risultati di una ricerca (peraltro ancora da completare) fatta su ARKEON da un ente istituzionale riconosciuto a livello internazionale e mi ha detto di aver parlato con alcuni dirigenti del GRIS (Gruppo di Ricerca e Informazione Socioreligiosa) chiedendo anche a loro che il percorso di ARKEON fosse studiato per verificare tutto ciò che di sbagliato c’era stato e c’era ancora e quanto di positivo vi si potesse ritrovare.

Dopo aver visionato il rapporto del centro di cui ho parlato sopra e aver verificato che il desiderio di autocritica c’era e che il fondatore e gli altri membri più vicini a lui erano disponibili a farsi conoscere, ho accettato l’invito a partecipare ad un incontro informativo con allievi e maestri di ARKEON.

La motivazione di questo incontro era quella di presentarmi e di farmi conoscere (naturalmente erano sospettosi e non si fidavano più degli “studiosi” o dei giornalisti), e di chiedere la loro collaborazione per portare avanti uno studio su ARKEON. L’incontro sarebbe stato anche il momento adatto per fare alcune interviste e per riflettere su quanto stava avvenendo (campagna mediatica compresa).

Questo incontro si è svolto il 9 febbraio 2008 a Roma. Erano presenti allievi, coppie, famiglie con figli, genitori di allievi, in totale quasi un centinaio di partecipanti. C’erano professionisti, casalinghe, psicologi, medici ecc. ecc.

La sala era stata preparata con le sedie in cerchio. Dopo esserci seduti una persona ha messo al centro della sala una bella candela piuttosto grande, che è stata accesa. So che per i membri di Arkeon il fuoco ha un significato simbolico. Per questo motivo non mi sono stupita che quel simbolo fosse presente. Inoltre, mi ricordava le serate estive di diversi anni fa, quando sulla spiaggia, di sera, insieme ad altri giovani ci divertivamo ad accendere il fuoco e a sederci tutti intorno per raccontarci le nostre storie.

Subito dopo esserci seduti Vito Carlo Moccia mi ha brevemente presentato e mi ha dato la parola. Ho colto l’occasione per risalire agli inizi dei miei studi sul fenomeno settario, per spiegare le ragioni per cui ancora oggi, dopo circa 15 anni, continuo a impegnarmi in questo ambito di studio, ricerca e aiuto, e, in particolare, del mio interesse ad approfondire il caso ARKEON.

Ho esposto da una prospettiva molto critica le mie considerazioni su come i vari media-associazioni-comitati hanno condotto la feroce campagna contro di loro e ho indicato quelle che potrebbero essere le chiavi di lettura del fenomeno.

Mentre parlavo osservavo le persone intorno a me: ho visto persone piangere raccontando gli effetti devastanti e le sofferenze che la campagna mediatica ha avuto sulla loro famiglia, sui loro figli, sul loro lavoro. Ho visto persone spaventate e timorose di parlare non perchè avessero fatto qualcosa di male ma perchè traumatizzate da quanto stava loro accadendo.

Tutte quelle persone non avevano mai, in tanti anni, assistito alle scene descritte nei forum e non sapevano nulla degli abusi di cui parlavano le persone che raccontavano le loro esperienze in televisione. Cadevano letteralmente dalle nuvole.

Durante la mattinata, mentre ascoltavo e talora intervenivo, osservavo il modo di porsi degli “adepti” di fronte al “guru”. Vito Carlo Moccia è stato, durante l’incontro, salutato da tutti con affetto e gratitudine ma è stato anche criticato con vigore da qualcuno, poi sostenuto da altri, che, pur rinnovandogli stima e gratitudine, non si sono certo mostrati reticenti nel dirgli quello che pensavano di lui, di ARKEON e di quanto stava accadendo, sollecitando l’intero “cerchio” a darsi da fare per chiarire e definire il percorso ARKEON in modo da evitare ulteriori fraintendimenti e, soprattutto, fatti gravi come quelli di cui qualcuno è accusato.

Mentre avveniva questo osservavo le reazioni: si vedeva chiaramente che in quel “cerchio” e in quel contesto Moccia non era il capo indiscusso. Nessuno gli ha chiesto: cosa dobbiamo fare? Chi voleva prendeva la parola facendo riflessioni personali su quello che sta accadendo ad Arkeon, nessuno è stato censurato e nessuno ha offerto soluzioni preconfezionate.

Vito Carlo Moccia non ha cercato di rispondere, ma sembrava, piuttosto, ascoltare e riflettere.

Un altro elemento che, a mio avviso, è significativo è questo: nonostante lo sbigottimento e la sofferenza che si potevano percepire nei presenti, non ho sentito NESSUNO, denigrare, offendere o rivelare segreti di coloro che sono fuoriusciti da ARKEON e che oggi diffondono le loro esperienze e testimonianze sui media.

La maldicenza verso i fuoriusciti e la rivelazione di segreti per metterli in cattiva luce sono un altro aspetto tipico delle “sette”.

Parlando dei loro “nemici” i presenti mostravano piuttosto profondo dispiacere per la possibilità che qualcuno avesse subito abusi nei seminari e incredulità di fronte alla ferocia di alcuni di questi fuoriusciti.

A proposito di questo ho sentito raccontare perfino di violenze fisiche e ho visto con i miei occhi lettere di minaccia, intimidazioni ecc.

Negli ultimi due anni chiunque è entrato in contatto con Arkeon, ha ospitato (prima della loro sospensione, nell’ottobre 2007) le persone che partecipavano ai seminari, ha intrapreso studi su Arkeon (non finalizzati alla sua denigrazione), ha parlato pubblicamente in termini positivi del percorso ecc. ecc. ha dovuto subire intimidazioni e minacce di vario genere.

Si è costituto anche un comitato che si firma “I familiari delle tante vittime del demonio Vito Carlo Moccia” il quale dice di essere costretto all’anonimato “per tutelare i loro famigliari dalla ripercussioni negative che verrebbero perpetrate nei loro confronti da parte del Moccia per rappresaglia” e che ha inviato a decine di persone lunghi fax nei quali afferma che “ospitare i seminari di arkeon, equivale ad essere complici delle malefatte del Moccia e probabilmente anche perseguibile sia penalmente sia civilmente”.

Nella campagna diffamatoria della stampa e della televisione sono finiti anche due sacerdoti attirati con l’inganno da certi giornalisti esperti in questa modalità di fare ”informazione” e ripresi dalle telecamere nonostante le proteste e prima che potessero riprendersi dall’ amara sorpresa.

Non è necessario sottolineare come questi metodi di pressione vadano a svantaggio di tutti e contribuiscano a fare altre vittime, oltre a quelle che ci sono state.

Credo che la modalità più correta di affrontare questi conflitti sia quella di lasciar fare a ciascuno il suo “mestiere”.

Le procure, gli avvocati e le forze dell’ordine hanno dei compiti precisi che stanno già svolgendo da tempo. Le persone indagate dovranno difendersi dalle accuse e, se non ci riusciranno, dovranno pagare per i reati commessi, chi è convinto di essere stato danneggiato ha fatto il suo dovere, che era quello di denunciare.

Perchè accanirsi, allora?

Ma torniamo al 9 febbraio e alla mia osservazione.

Un altro aspetto che mi ha colpito, sapendo che ARKEON nasce all’interno di un percorso REIKI (che oggi è del tutto abbandonato) è che un certo numero di persone presenti, nel momento di condividere la loro esperienza in ARKEON,mi hanno raccontato di essere tornati o di essersi convertiti alla fede cattolica.

Ho parlato con persone separate da molti anni che si sono sposate in chiesa, con persone che hanno fatto una vita dissoluta e si sono battezzati in età adulta, ho parlato con alcoolisti e tossicodipendenti che hanno superato la loro dipendenza e oggi svolgono un’attività rispettabile, sono sposati secondo il rito cattolico e hanno bambini che hanno scelto di battezzare a loro volta.

Altre persone, invece, mi hanno detto di essere agnostiche o atee, ma di rispettare la fede degli altri.

Lo scambio di informazioni, riflessioni e suggerimenti è andato avanti fino alle 15 circa quando si è deciso di fare una pausa per pranzare.

A quel punto la mia impressione-sensazione non era quella di chi si trova dentro un gruppo settario, non mi sembrava che ne avesse le caratteristiche.

Certo, si trattava solo di una prima impressione, non era una esperienza di ARKEON durante un seminario o un intensivo, era solo un primo contatto. Anche questo, comunque è un inizio da cui partire, un tassello da cui cominciare a costruire un mosaico suscettibile di approfondimenti, aggiustamenti e verifiche.

Mi trovavo di fronte a due realtà decisamente opposte l’una all’altra: quella descritta dai media e in Internet, e quella che vedevo con i miei occhi.

Che la verità come al solito stesse nel mezzo?

Forse i membri di Arkeon presenti non erano tutti sotto influenza del lavaggio del cervello?

Oppure fingevano tutti quanti con me in una rappresentazione teatrale ben orchestrata per ingannarmi?

Se qualcuno è appassionato di complottismo potrebbe abbracciare anche questa ipotesi. Allo stesso modo si potrebbe immaginare un complotto colossale ai danni di Arkeon da parte di qualcuno, ma anche questo è complottismo puro e personalmente non ho interesse a interpretare la realtà in termini di ipotesi e complotti.

Torno dunque ai fatti e al 9 febbraio scorso.

Durante la pausa pranzo, abbiamo visto entrare alcune persone che abbiamo subito identificato come agenti della DIGOS. Siamo stati invitati a consegnare i nostri documenti, gli agenti hanno sequestrato la candela, il manifestino di Arkeon appeso fuori dalla porta della sala, un computer, delle videocassette e anche alcuni manifesti del mio sito che avevo portato quella mattina (non c’è problema, sono lieta di farne omaggio alla Digos di Roma).

Subito dopo ci è stato detto che, poichè eravamo persone informate dei fatti, ad alcuni di noi sarebbe stato chiesto di rispondere ad alcune domande.

Non so esattamente quante deposizioni siano state firmate, ma tra le altre c’era anche la mia.

Dopo circa tre ore di formalità ci sono stati restituiti i documenti e ci è stato consentito di ritornare nella sala e riprendere la riunione. Nessuno era andato via, a parte chi doveva partire, e in molti hanno condiviso la loro esperienza. Ho avuto modo di ascoltare alcune testimonianze che mi saranno utili per lo studio che ho intrapreso. L’incontro si è concluso intorno alle ore 20.

Per quanto mi riguarda vorrei cercare di rimanere fuori dalla baraonda, di avvicinarmi il più possibile alla verità, di osservare un fenomeno sociale per descriverlo.

ARKEON, come molti altri movimenti e gruppi presenti in Italia e nel mondo, è un percorso nel quale si sono ritrovate persone che, come molte altre che frequentano altri gruppi, cercano risposte su se stessi, sulla vita, sulla morte, il dolore, la sofferenza. E’ un piccolo sistema sociale con tutte le dinamiche tipiche dei sistemi sociali, all’interno dei quali c’è sempre una certa dose di “manipolazione”.

Tutto sta a comprendere se questa manipolazione supera o no un certo livello di intensità, se le persone vengono rispettate nella loro libertà, nei loro sentimenti, nella loro sensibilità oppure no.

Per quanto riguarda me ho imparato dai miei errori a non affrettare troppo le conclusioni e a non formulare giudizi sull’onda dell’emotività, del rancore, dell’ indignazione.

Procedo, dunque, con la mia ricerca su Arkeon e sono disponibile ad accogliere le testimonianze di persone che si sentono danneggiate da questo percorso, che hanno sofferto a causa di ARKEON così come accolgo le testimonianze degli altri.

Il giorno 17 febbraio 2008 un utente di questo portale ha postato per la prima volta nei Forum invitando a fare qualche riflessione su ARKEON. Chi fosse interessato può leggere i vari interventi che ritengo utili per comprendere le dinamiche interne al gruppo e anche le critiche che provengono dall’esterno. [NDR: Dal 30 Aprile 2008 tutti i Forum di SRS sono stati temporaneamente disattivati]

Fino ad oggi, oltre alle esperienze ascoltate durante l’incontro (una quindicina), ho ricevuto la disponibilità di altre 30 persone che hanno frequentato seminari e che hanno avuto benefici all’interno di ARKEON e di 3 persone che criticano il percorso e si dichiarano danneggiate da esso.

Le 30 persone di ARKEON mi hanno fornito il loro nome e cognome, delle tre persone “scontente”, due sono fuoriuscite (di loro conosco nome e cognome), la terza si presenta come madre di una persona che frequenta ARKEON, ma di lei non conosco le generalità.

Ringrazio tutte queste persone per la loro disponibilità e rimango in attesa di ulteriori contributi, da qualunque “fronte” provengano.

tratto da http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148

famiglia, amore, cerchio, Arkeon, Fede, Vito Carlo MocciaDecember 5, 2008 8:24 am

Autore: Cosimo
Data: 28 aprile 2008
Post originale

[…] 

se mi soffermo a pensare, riconosco che ciascuna di queste persone  rappresenta un pezzo della mia esistenza.

Là dove ho avuto successo, là dove ancora non ho trovato il bandolo della matassa, là dove mi sento ancora fragile e smarrito.

Per questo che, a differenza di molti dei quali leggo, ho deciso da tanto ormai di non avere giudizi, e neanche convinzioni.

Fondo le mie certezze sulla Fede in Dio, sulle mie Radici, sull’Amore mia Moglie e sull’integrità della nostra Famiglia. Il resto cambia, intorno, e spesso se lo porta il vento.

Presto avrò piacere di raccontare, anzi di condividere, la mia
esperienza, il percorso sul sentiero dalla Rabbia all’Amore.

padre, famiglia, amore, Arkeon, figli, Vito Carlo MocciaNovember 1, 2008 1:44 pm

Data: 9 Ottobre 2008

Post Originale

Van 

 Come è possibile pensare che una persona che ha dedicato gli ultimi 20 anni a riportare i figli tra le braccia dei padri e delle madri, dentro e fuori i seminari di arkeon, che già nei primi anni novanta accompagnava giovani venti-trentenni in ogni angolo d’Italia, per realizzare il loro sogno più antico e più struggente, quello di incontrare un padre, il proprio padre carnale che per tanti casi della vita non avevano ancora avuto modo di conoscere e di abbracciare?

Come è possibile che quella persona desideri e abbia interesse a dividere le famiglie e separare i figli dai genitori e viceversa?

E soprattutto che lo vada insegnando come sistema?

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRISOctober 31, 2008 7:05 am

Autore: Pietro Bono
Data: 9 Ottobre 2008
Post originale

Cassetta PostalePresidente F.E.C.R.I.S.
Vice Presidente F.E.C.R.I.S.
Consiglio Direttivo F.E.C.R.I.S.

e p.c.

A.R.I.S. Toscana
A.R.I.S. Veneto
A.S.A.A.P.
C.E.S.A.P. Bari
C.E.S.A.P Friuli
CESNUR
Centro Studi Psichiatria e Territorio

C.I.S.F.
FA.VI.S.
Francesco Bretone - Procura Repubblica Bari
G.R.I.S.
ICSA
Inform-UK
Martini – Allarme Scientology
Raffaella Di Marzio
S.I.P.R.

Roma, 7 ottobre 2008

Gentili Signore e Signori,
il mio nome è Pietro Bono, e sono stato per diversi anni in Italia un insegnante del percorso “arkeon, la via del padre”. Vi scrivo a titolo personale per portare alla Vostra attenzione una situazione che riguarda il CeSAP, associazione vostra corrispondente.

La vicenda del percorso arkeon è ben sinteticamente trattata dalla Dott.ssa Raffaella Di Marzio nel suo articolo del 22 febbraio 2008: “Essere o non essere setta: QUESTO è il problema. Quando l’informazione diventa dogma, i comitati diventano tribunali, gli esperti diventano guru e le persone rimangono, comunque, vittime”. http://www.dimarzio.it/srs/modules/news/article.php?storyid=148
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=121

Immagino Voi conosciate già il seguito di questa vicenda: l’avviso di garanzia della Procura di Bari alla Dott.ssa Di Marzio del 26-3-2008 con le imputazioni di associazione a delinquere, abuso di professione, con l’oscuramento immediato del suo sito Sette, Religioni, Spiritualità - www.dimarzio.it/srs/ -
La Procura di Bari sostenne allora che: “la dott.sa Raffaella di Marzio sarebbe il "guru in pectore" dei seguaci arkeoniani "orfani" di Moccia (il fondatore), come segue: Promotore di tale riorganizzazione [di Arkeon] è Raffaella Di Marzio che non solo ha organizzato e partecipato alla riunione di Roma con 80 persone [seguaci di Arkeon] ma ha dato voce al gruppo di Moccia sul suo sito, con ciò vanificando il sequestro dei siti di Arkeon.
Attraverso il suo sito la Di Marzio sta ricompattando il gruppo, esaltando il metodo, convincendo le persone che avevano testimoniato contro Arkeon a fare marcia indietro. Con tale condotta la Di Marzio si è inserita all’interno del gruppo Moccia divenendone riferimento principale e con ciò condividendone le finalità illecite… “

Ora naturalmente io sono di parte, ed anche ignorante in questa materia. Desidero comunque fare semplicemente alcune considerazioni, tenendo conto che arkeon, che non è un movimento religioso, ma piuttosto forse una forma di pedagogia per persone, famiglie e comunità, ha sviluppato nel tempo un percorso formativo originale e sta’ per questo cercando da anni di dialogare con soggetti terzi che possano valutarne l’identità, i contenuti, le metodologie e le criticità.

1) A fronte di ciò, si configura una situazione paradossale: da un lato abbiamo un gruppo che invece di nascondersi, si propone spontaneamente sia agli studiosi di formazione, che agli studiosi di sette e culti chiedendo loro di valutarla. Dall’altro lato abbiamo gli studiosi che, invece di approfondire per conoscere direttamente il gruppo, complessivamente invitano a non studiare il gruppo adducendo, fino a questi ultimi giorni, le indagini in corso. Motivo che invece renderebbe quanto mai opportune e necessarie le loro analisi.

2) La situazione è talmente paradossale che gli allievi di arkeon non hanno neanche potuto riunirsi per deliberare la chiusura della loro Associazione (avvenuta via e-mail nel giugno 2008), in quanto questo avrebbe certamente dato luogo ad ulteriori fraintendimenti da parte della Polizia Digos di Bari, come già accaduto per l’incontro di Roma del 9 febbraio con la Dott.ssa Di Marzio, dove erano intervenuti in forze.
La chiusura dell’Associazione studenti arkeon era d’altronde improrogabile in quanto era ormai evidente, dopo le sanzioni alla Dott.ssa Di Marzio, non solo che alle persone aderenti ad arkeon, di fatto, non era più consentito di riunirsi, ma anche che sotto inchiesta non erano soltanto delle persone ma invece complessivamente il metodo formativo e le famiglie di arkeon che non avessero intenzione di rinnegare il metodo stesso.

3) A tutto questo và aggiunto che le famiglie di arkeon sono ormai da circa tre anni perseguitate.
Prima da lettere a firma della Dott.ssa Tinelli del Cesap, poi, dopo nostre querele, da lettere anonime di minaccia, telefonate anonime minatorie, atti di vandalismo ad auto, pesanti e gravi minacce dirette a persone, pressioni anonime sui posti di lavoro, nelle università, nelle scuole dei figli. Senza che nessuno vergognosamente, neanche le forze dell’ordine che ne hanno conoscenza, abbia mosso un solo dito o speso una sola parola, eccezion fatta per la Dott.ssa Di Marzio.

4) Per non parlare della scandalistica campagna mediatica televisiva, palesemente veicolata dalla Dr. Tinelli. (Tutte le mattine, di Maurizio Costanzo - Canale 5 20-23-27 gennaio 2006
Mi manda Rai 3 - 13/10/2006 http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E0%5E12789,00.html

Terra - Canale 5 - “Cervelli lavati” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5 )
Tale campagna mediatica ha investito sin dall’inizio, con titoli di sensazione le famiglie e il lavoro di arkeon, accusati di aver partecipato ad una truffa, abusi sessuali e su minori.
( La grande truffa della setta: … sesso e soldi dalle vittime soggiogate.
http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6 - 10 anni di psicosetta a Bari, un’organizzazione dedita alla truffa e agli abusi sessuali.
http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=6794 - Truffati in 10.000 dalla setta arkeon. http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30742&sez=HOME_INITALIA ).
Il tutto senza alcuna possibilità di chiarimento e difesa. Demonizzati nel forum del Cesap, così come anche stigmatizzati da vari movimenti, come quello omosessuale, che da anni avversano senza motivo questo lavoro.
Desidero solo far notare come il “lavoro sporco”, cioè di cercare di rendere torbida la vicenda (e naturalmente anche appetibile per il grande pubblico) cercando di coinvolgere sacerdoti stimati, è stato delegato, forse per non compromettere i rapporti in quel contesto, agli “esperti colleghi” dell’Assotutor, i quali poi si sono vantati, all’indomani delle due obbrobriose trasmissioni televisive su “Striscia la Notizia” (share di 9 milioni di telespettatori, forse non per lo spessore delle notizie, ma piuttosto forse per le due ballerine svestite che ballano sul tavolo) di essere stati proprio loro a segnalare il caso.
Preti nella Psico-setta arkeon? http://www.assotutor.it/news/2007/07-16.html

Posso sbagliarmi, ma ciò mi pare più una guerra ideologica che una ricerca di verità e giustizia.
Anche la simbologia utilizzata esplicitamente sul sito del Cesap, a mio modesto giudizio, richiama certo più alla guerra, allo scontro e al sangue, che al dialogo (vedere spot: “Cesap want you!” - “Scendi con noi nell’arena!”).
Sistemi e metodi poi applicati anche contro collaboratori e colleghi.

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

Il dolore mio e quello di molte altre famiglie è legato soprattutto al sentimento di impotenza.

- Conosco una giovane famiglia che ha vissuto questi ultimi anni nel terrore, minacciata violentemente e con il ricatto dalla loro famiglia di origine, convinta ed esasperata dalle cose lette nel forum del Cesap, da giornali e trasmissioni televisive sul caso arkeon, che i propri figli fossero finiti in una setta pericolosa.
- Conosco, tramite la mia frequentazione di seminari di arkeon, casi di preesistenti e delicate situazioni familiari (intendo casi di separazioni complesse e dolorose tra coniugi, questioni di figli nati fuori da contesti matrimoniali ecc.), che sono state, a mio avviso, pesantemente strumentalizzate dalla Dott.ssa Tinelli, con lo scopo di dimostrare che il metodo arkeon avrebbe lacerato famiglie, separato i figli dai genitori e i nipoti dai propri nonni.
- Conosco bene giovani famiglie che in questi ultimi due anni, in seguito al linciaggio spregiudicato alle famiglie e al metodo arkeon, si sono talmente convinte di essere state manipolate negli anni di percorso in arkeon, tanto da vacillare e in qualche caso drammatico, in modo definitivo con conseguenze devastanti su coniugi e figli.
- Conosco bravi professionisti e bravi padri e madri di famiglia che nei giorni scorsi sono venuti a sapere direttamente dai giornali di essere indagati per reati gravissimi in relazione alla loro partecipazione ad arkeon. Una di queste persone addirittura, è venuta a conoscenza di essere indagata dalla Polizia, e che il suo nome era stato riportato, insieme agli altri, su un giornale nazionale (naturalmente anche in internet), solo tramite una mia telefonata di solidarietà.
- So’ di molte persone colpite da un dolore cosi grande nel vedere frainteso, demonizzato e perseguitato in modo così palese le famiglie e un percorso che li ha accompagnati prima a ritrovare il calore delle proprie radici, dei propri genitori, e poi a costruirsi una propria famiglia, che hanno pensato in qualche momento di disperazione, di porre fine alla propria vita.

Oltre al dolore, mi pongo continuamente alcune domande e mi permetto di porle anche a Voi.

- Come è possibile che la Dott.ssa Tinelli, a lungo accreditata e consulente della Polizia di Bari, abbia scritto il 25 febbraio 2008, a tre giorni dalla pubblicazione dell’articolo della Di Marzo, quella lettera che certo molti di Voi già conoscono, in cui denigra in quel modo così spregiudicato la figura e l’operato della Dott.ssa Di Marzio?

- Come è possibile che la Polizia di Bari, nell’ottobre 2007, in occasione dell’emissione dei primi sei avvisi di garanzia a carico degli insegnanti di arkeon, abbia ritenuto il caso di indire una conferenza stampa, con tanto di reti televisive nazionali, come se l’attività di arkeon fosse un’attività semi-sconosciuta che agiva nel sommerso? Quando invece, tanto per fare un esempio, la Guardia di Finanza ed i NAS avevano sotto attento controllo le attività di arkeon almeno da dieci anni, senza che si fossero, credo, manifestate segnalazioni significative.

- Come è possibile che un alto funzionario della Digos di Bari, in una trasmissione televisiva su rete nazionale, andata in onda immediatamente dopo i primi avvisi di garanzia agli insegnanti di arkeon, su esplicita domanda della giornalista che lo intervistava in merito, riferì candidamente che alla polizia non era stato possibile infiltrare nei seminari di arkeon nessuno dei loro agenti perché “…sono gruppi molto chiusi, ristretti” ? Ora è risaputo che la Polizia ha i mezzi e l’esperienza per infiltrare persone addestrate, nelle realtà più equivoche e disumane, come la malavita o il terrorismo. I seminari di arkeon, per la mia esperienza, comune all’esperienza di alcune migliaia di persone, sono sempre stati aperti come un porto di mare. Gente che entrava, gente che usciva. Nessuno degli insegnanti, che io sappia, ha mai richiesto un documento d’identità. Chiunque poteva partecipare alle presentazione il venerdì sera come partecipare o meno al seminario il sabato e la domenica. Così o questo funzionario semplicemente non sapeva di cosa stava parlando oppure ha detto una bugia. In entrambe i casi, l’impatto di una informazione così distorta si è rivelato devastante in molte relazioni con le famiglie di origine.
Terra – Canale 5 - “Accadde a Bari” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5

- Come è possibile che Polizia e Magistratura di Bari (che certo sono in buona fede) abbiano fatto chiudere il sito di una studiosa del settore, indagandola per mesi senza neanche ascoltarla, per il fatto che la Di Marzio avesse accolto un disperato appello di centinaia e centinaia di famiglie straziate dall’essere stati dati in pasto come mostri criminali all’opinione pubblica nazionale, alle proprie famiglie di provenienza, ai colleghi di studio e di lavoro, privati di qualunque voce e in balia di telefonate anonime volte a rovinare l’esistenza e la serenità?

- Come è possibile che persone che hanno cercato fin da subito di dialogare su arkeon, firmandosi con nome e cognome siano stati sistematicamente aggrediti e trattati nel forum del Cesap in un modo così indecente dalla moderatrice, Dott.ssa Tinelli? La Dott.ssa scrive tra l’altro nel febbraio 2006 : “…sono stata testimone indiretta di suicidi e di peggioramenti di alcune patologie a seguito dell’adesione a questo gruppo…”
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=0
Accuse molto gravi. Che in realtà non risultano però, se non sbaglio, tra le accuse definitive mosse dalla polizia alla chiusura delle indagini. Ma soprattutto la Dott.ssa Tinelli non è intervenuta sul forum per oltre due anni per filtrare ogni tipo di distorsioni della verità, illazioni, forti pressioni, pesanti allusioni su persone di arkeon, o su qualunque suo collega che non fosse con lei compiacente. Non è intervenuta neanche quando “acquamarina”, senza il minimo scrupolo, rendeva di pubblico dominio le intime scelte personali di gravidanza di una coppia che firmandosi aveva portato una propria pacata testimonianza positiva di arkeon.
Tutto questo trattamento è proseguito per quasi tre anni! Tre anni di massacro gratuito.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=12
E non è che le cose siano cambiate ora. Basti vedere come viene accolta, anche dal moderatore, la nuova iscritta “modugno” nel forum del Cesap, che mi pare porti un suo contributo in modo, credo, del tutto civile.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=6981&catid=26&limit=6&limitstart=30

E’ vero d’altronde che una sentenza del Giudice Michele Salvatore ha consentito al forum del Cesap di proseguire nel suo “meritorio operato” verso il metodo e le persone di arkeon. Desidero però solo accennare al fatto che, come si evince con chiarezza nella sentenza, quel Giudice abbia lodato l’operato del Cesap pur non conoscendo, per sua ammissione, in alcun modo il soggetto in questione.
Mi permetto anche di far presente che quel Giudice, non solo era stato precedentemente accusato e poi condannato in primo grado di giudizio a quattro anni di carcere nel 2007 per tentata concussione per fatti del 2003. Inoltre non è stato sospeso dal suo ufficio neanche dopo la condanna.
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=185587&IDCategoria=1
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

- Come è possibile pensare che una persona che ha dedicato gli ultimi 20 anni a riportare i figli tra le braccia dei padri e delle madri, dentro e fuori i seminari di arkeon, che già nei primi anni novanta accompagnava giovani venti-trentenni in ogni angolo d’Italia, per realizzare il loro sogno più antico e più struggente, quello di incontrare un padre, il proprio padre carnale che per tanti casi della vita non avevano ancora avuto modo di conoscere e di abbracciare? Come è possibile che quella persona desideri e abbia interesse a dividere le famiglie e separare i figli dai genitori e viceversa? E soprattutto che lo vada insegnando come sistema?

Gentili Signore e Signori, so’ che per Voi forse questa è la voce di un povero plagiato, così desidero solo aggiungere un’ultima cosa importante.
Ritengo possibile che qualche insegnante si sia approfittato della propria autorità per scopi personali, trascurando gli impegni di rispetto che si era assunto verso i propri allievi e verso il metodo arkeon.
Se questo fosse accaduto mi auguro che la Giustizia Italiana possa fare presto chiarezza, e soprattutto ritengo importante che le persone danneggiate sappiano quale dispiacere, quale straziante dolore e smarrimento tutto ciò ha procurato in tante persone all’interno del percorso di arkeon.
Sul mio onore posso garantire che, laddove ciò fosse accaduto, certo si è trattato di episodi isolati.

Mi chiedo anche se realmente queste persone sono state sostenute dal Cesap in modo avveduto e non invece utilizzate per montare un caso nazionale.
Mi chiedo anche se le persone non siano forse state strumentalizzate, magari per fini di prestigio, visibilità, di esigenza di accreditamento, che mi pare purtroppo non siano estranei anche in questo ambito.

Quali sono le persone e le famiglie che sono state danneggiate realmente dal metodo arkeon? E quali sono invece le persone e le famiglie che sono state successivamente danneggiate e devastate con la campagna mediatica irresponsabile mossa contro arkeon? Era questo il miglior modo di fare chiarezza e avere giustizia?
Mi auguro soltanto che la “testa” di arkeon, la testa di molte centinaia di famiglie, non diventi il lasciapassare per l’affiliazione della Dott.ssa Tinelli e del Cesap alla Vostra Federazione, perché se così fosse che Dio Vi perdoni.

Ringrazio di cuore tutti Voi per la Vostra pazienza e sono a Vostra più completa disposizione per ogni chiarimento e, se per Voi possibile, per un incontro.
Conosco quale reazione mi aspetta per aver avuto il coraggio di parlaVi, e mi sento sereno perché sono certo di aver fatto la cosa giusta.
Ho ritenuto di mettere questa mia comunicazione anche in copia a coloro che possono essere interessati a queste informazioni.
Grazie e buon lavoro.

Pietro Bono

 

padre, famiglia, anti-sette, Arkeon, Cesap, Vito Carlo Moccia, Lorita Tinelli, Raffaella Di Marzio, FECRISOctober 11, 2008 11:13 am

Autore: Pietro Bono
Data: 9 Ottobre 2008
Post originale

President F.E.C.R.I.S.Cassetta postale
Vice President F.E.C.R.I.S.
Board F.E.C.R.I.S.

And for knowledge:

A.R.I.S. Toscana
A.R.I.S. Veneto
A.S.A.A.P.
C.E.S.A.P. Bari
C.E.S.A.P Friuli
CESNUR
Centro Studi Psichiatria & Territorio
C.I.S.F.
FA.VI.S.
Francesco Bretone - Procura Repubblica Bari
G.R.I.S.
ICSA
Inform-UK
Martini – Allarme Scientology
Raffaella Di Marzio
S.I.P.R.

Rome, 7th October 2008

Dear Madams and Sirs,

My name is Pietro Bono and I have been for several years in Italy a teacher of the method named “Arkeon, the way of the father”. I write to You as a personal initiative to bring to Your attention a situation regarding CESAP, one of yours corresponding associations.

The case of the Arkeon method is well synthesized by Dr. Raffaella Di Marzio in her article of 22nd of February 2008 “To be or not to be a cult: THIS is the question. When information becomes a dogma, the committees become courts, the experts become “guru” and people remain, anyway, victim”.
http://www.dimarzio.it/srs/modules/mydownloads/singlefile.php?lid=121

I think You already know the following of this story: the notice of investigations from the Attorney of Bari to Dr. Di Marzio on 26th march 2008 with the charges of criminal association and abuse of profession and with the sudden obscuration of her website “Cults, Religions, Spirituality” - www.dimarzio.it/srs/ .
The Attorney of Bari in that occasion maintained that “Dr. Di Marzio would be the guru “in pectore” of the followers of Arkeon orphans of Moccia (the founder) as follows: Promoter of such reorganization [of Arkeon] is Raffaella Di Marzio who not only organized and participated to the meeting in Rome with 80 persons [followers of Arkeon] but gave voice to the group of Moccia on her website, so thwarting the sequestration of the websites of Arkeon. Through her website, Di Marzio is recompacting the group, exalting the method, convincing those who had testified against Arkeon to take a step back. With this behaviour Di Marzio has entered the group of Moccia becoming its main reference and sharing its illegal aims…”

Obviously I’m partisan and also incompetent in this field. Anyway I want to draw some simple considerations, taking into account that Arkeon, which certainly is not a religious movement but maybe rather a form of pedagogy for people families and communities, developed along the years an original educational path and for this reason since many years is trying to dialogue with third parties which can evaluate its identity, its contents, its methods and the critical issues.

1) Despite this, we face a real paradox: on the one hand we have a presumed “cult” which, instead of hiding, spontaneously searches for educational and cult specialist asking to evaluate it. On the other hand there are specialists who, instead of studying the group to know it directly, suggest not to study it, due to (until these last days) the ongoing investigation. A reason which would make more needed then ever their opinion.

2) The situation is such a paradox that the students of Arkeon couldn’t either meet to deliberate the closing of their Association (realized by email on June 2008), as this could have determined new misunderstandings by the Police Digos of Bari, as already happened for the Rome meeting of the 9th February when the police rushed in. The closing of the Association of Arkeon students on the other hand couldn’t be postponed as it was clear, after the sanctions to Dr Di Marzio, that the people of Arkeon were not allowed anymore to meet, but also that under investigation were not simply the persons but the whole method of Arkeon and the families not inclined to repudiate the method.

3) It must be added that the families of Arkeon are persecuted since near three years. Initially with letters signed by Dr. Tinelli of Cesap, then – after our action for libel - with anonymous threats by letters or phone calls, cut of tyres of the cars, heavy physical threats, pressures on the job, at the universities, at the schools of their children. With no one, shamefully, neither the police informed of the facts, doing or saying nothing except for Dr. Di Marzio.

4) Finally it must be reminded the media scandalistic campaign, clearly moved from Dr. Lorita Tinelli.
( Tutte le mattine, di Maurizio Costanzo - Canale 5 20-23-27 gennaio 2006
Mi manda Rai 3 - 2006/10/13 http://www.rai.tv/mpplaymedia/0,,RaiTre-Mimandaraitre%5E0%5E12789,00.html
Terra - Canale 5 – “Cervelli lavati” 2007/10/14
http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5 ).
This media campaign involved since the beginning, with sensational titles, the families and the method of Arkeon, accused of having taken part to swindle, sexual violence and children abuse.
(The great swindle of the cult:…sex and money from the subdued victims, http://espresso.repubblica.it/dettaglio-local/La-grande-truffa-della-setta/1823317/6 - 10 years of psycho-cult in Bari, an organization devoted to swindle and sexual abuse, http://www.barilive.it/News/news.aspx?idnews=6794. - 10.000 swindled from Arkeon cult, http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=30742&sez=HOME_INITALIA ).
This, with no chance of explanation or defence. Demonized in the forum of Cesap and stigmatized from different movements like the homosexual one, which since many years oppose the work of Arkeon with no reason.
I only want to be noticed that “the dirty work”, to make the story gloomy (and obviously attractive for the great audience) trying to involve esteemed priests, has been delegated - maybe not to compromise the relationships in the catholic context - to the “expert colleagues” of Assotutor - www.assotutor.it - who boasted the day after the two horrible TV programmes of “Slite the information” (9 million people share, not perhaps for the depth of the news but rather perhaps for the two undressed dancers on the table) of being the one to signal the case.
Priests in the Psycho-cult Arkeon? http://www.assotutor.it/news/2007/07-16.html

I may be wrong, but this seems to me more an ideological war than a search for truth and justice. Also the symbology explicitly used on Cesap website, in my honest opinion, reminds more war, conflict and blood, than dialogue (see the spot: “Cesap want you!”, “Enters with us the arena!”). Systems and methods applied also against collaborators and colleagues.

http://www.asaap.org/documenti/cesap.pdf

My pain and that of many other families comes mainly from the feeling of impotence.

- I know a young family who lived these last years in terror, threatened violently and under blackmail from their parents, convinced and exasperated from the things read in the Cesap forum, in newspapers and TV programmes on Arkeon, that their sons have been kept in a dangerous cult.
- I know, due to my participation to Arkeon seminars, cases of previously existing critical familiar situations (I mean cases of complex and painful divorces, problems of sons born outside marriage, etc) which have been in my opinion heavily manipulated by Dr. Lorita Tinelli, with the aim of showing that the method Arkeon would have destroyed families, separated sons from parents and nephews from grandparents.
- I well know young families that, in the last two years, following the unscrupulous lynching of the families and method of Arkeon, convinced themselves so much of having been manipulated in the years of path with Arkeon to waver, sometimes definitively with devastating consequences on partner and sons.
- I know good professionals and good fathers and mothers that in the last days knew directly from the newspapers to be alleged for really heavy crimes due to their participation to Arkeon. One of these persons realized to be alleged from the Police and that his name has been published with others on one national newspaper (and obviously also in internet) only in the occasion of one my phone call for solidarity.
- I know of many people hit by a pain so deep in seeing misunderstood, demonized and persecuted in a way so clear the families and the method that helped them to recover the warm of their roots, of their parents and to build their own family, that thought in some moments of desperation to suicide.

Beside the pain, I continuously ask myself some questions and I dare ask them also to You.

- How was it possible that Dr. Tinelli, longly accredited and consultant of the Police of Bari, wrote on 25th February 2008, after three days from the publication of the article of Dr. Di Marzio, that letter that surely many of You already know, in which she disparaged in that way so unscrupulous the figure and work of Dr. Di Marzio?

- How was it possible that the Police of Bari, in October 2007, in occasion of the emission of the first six notices of investigation to the teachers of Arkeon, thought appropriate to organize a press conference with national TVs as if the activity of Arkeon was unknown and acting underwater? While instead, just to make an example, the Revenue Guard Corps had monitored the activities of Arkeon since at least ten years without sensitive conclusions.

- How was it possible that a high officer of the Digos Police of Bari, during one national TV programme broadcasted immediately after the first notices of investigation to the teachers of Arkeon, answering the explicit question of the journalist interviewing him, naivley said that the police couldn’t infiltrate their men in the seminars of Arkeon because “these are groups very closed, restricted”? It’s well known that the Police has the means and expertise to infiltrate trained personnel in the contexts the more questionable and inhuman, like organized crime and terrorism. The seminars of Arkeon, in my experience and in that of many thousands persons, have always been open like a seaport. People coming in and out. No teacher, as I know, ever asked for a document of identity. Everybody could participate to the presentation of the Friday evening or to the seminar of Saturday and Sunday. So either this officer simply didn’t know what he was talking about or he lied. In both cases, the impact of a so distorted information revealed devastating in many relationships with the original families.
Terra - Canale 5 – “Accadde a Bari” 2007/10/14 http://www.video.mediaset.it/video.html?sito=tg5&data=2007/10/14&id=20380&categoria=terra&from=tg5

- How was it possible that the Police and Magistrates of Bari (who surely are in good faith) closed the website of a researcher of the matter, investigating on her for months without even listening to her, only because Dr. Di Marzio replied to a desperate call from hundreds of families grieved for being broadcasted as criminal monsters to the national public opinion, their original families, their colleagues, deprived of any voice and subject to anonymous phone calls aimed to destroy their existence and serenity?

- How was it possible that the ones who tried from the beginning to dialogue about Arkeon in the forum of Cesap, signing with name and surname, has been systematically attached and treated so indecently from the moderator, Dr. Lorita Tinelli? Dr. Lorita Tinelli in February 2006 wrotes: “…I’ve been indirect witness of suicides and worsening of some pathologies after the entry in this group…”
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=0
Really serious accuses. Which however don’t appear, if I’m not wrong, among the final accuses lifted from the police at the end of the investigations. But mostly Dr. Lorita Tinelli didn’t intervened in the forum for more than two years to filter any kind of distortions of the truth, illations, strong pressures, heavy allusions on people of Arkeon or on any of her colleagues not pleasing her. She didn’t intervene even when the poster named “acquamarina”, with no scruple, made public the intimate choices of pregnancy of a couple who, signing with their name, brought their mild and positive testimony about Arkeon.
All such treatment lasted near three years! Three years of uncalled for massacre.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=53&catid=26&limit=6&limitstart=12
And things are not changed now. It’s enough to see how is welcomed, even from the moderator, the new subscribed called “modugno” in the forum of Cesap, who bring her contribution in a very civil way, I think.
http://www.cesap.net/index.php?option=com_joomlaboard&Itemid=34&func=view&id=6981&catid=26&limit=6&limitstart=30
On the other side it’s true that a sentence of the Judge Michele Salvatore permitted to the forum of Cesap to continue their “praiseworthy operate” towards the method and the persons of Arkeon. However I want only to hint that, as you can see clearly from the sentence, that Judge praised the work of Cesap without knowing in any way, for its own admission, the subject in question. I also dare to make evident that that Judge not only had been previously accused and then condemned in first instance of judgement to four years of prison in 2007 for tried concussion about facts of 2003, but he’s not been suspended from its role even after the sentence. http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_dallapuglia_NOTIZIA_PROV_01.asp?IDNotizia=185587&IDCategoria=1
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/02/20/savino-troppe-connivenze-bisogna-subito-fare-pulizia.html

- How is it possible to think that someone who dedicated the last 20 years to bring back the sons in the arms of their fathers and mothers, inside and outside the seminars of Arkeon, who already in the first 90’s accompanied young 20-30 years men in any corner of Italy to realize their most ancient and longing dream of meeting that father that for many cases of life they couldn’t have known and embraced yet…how is it possible that such man wants and is interested in dividing families and separating the sons from the parents and vice versa? And what’s worst that he goes teaching it as a system?

Dear Madams and Sirs, I know that for You maybe this is the voice of a poor morally subjugated, so I only want to add one last important thing.
I think it possible that some teacher used its role for personal aims, forgetting the commitment of respect he took with his students and with the method Arkeon. If that happened I wish that Italian Justice can soon make it clear and I believe it important that damaged people know which pain, grieve and confusion this has created in many persons in Arkeon. On my honour I can assure that, if that happened, surely they were isolated cases.

I also ask myself if really these persons have been sustained from Cesap in a cautious way, and not instead used to create a national case.
I also ask myself if such persons have been used, maybe for reasons of prestige, visibility, need of credibility, which unfortunately seem present also in this context.

Which are the persons and families really damaged from the method Arkeon? And which instead are the persons and families subsequently damaged and devastated with the irresponsible media campaign moved against Arkeon? Was it this the best way to make clarity and have justice?
I hope that the “head” of Arkeon, the head of many hundreds families won’t be the safe conduct for the affiliation of Dr. Lorita Tinelli and of Cesap to Your Federation, because in that case God forgive you!
I thank by heart all of You for Your patience and I’m at Your complete disposal for any explanation and, if possible, for a meeting.
I know which reaction I will get for having the courage of talking to You and I feel quiet because I’m sure I did the right thing.
I decided to send my letter also in copy to those who can be interested in these informations.
Thank You and good work.

Pietro Bono

 

cerchio, maestri, Arkeon, Vito Carlo MocciaOctober 10, 2008 8:24 am

Autore: Cosimo
Data: 28 aprile 2008
Post originale

[…] 

Rafiki 

Non ho scelto Arkeon per Vito, per l’aria un po’ new age che allora ancora c’era, ma perché sentivo le persone capaci di entrare nel proprio dolore o nella propria gioia ed era quello che desideravo anche per me: riuscire finalmente non a parlare di me ma ad ascoltare cosa c’era dentro di me, condividendolo.

Solo col tempo ho scoperto Vito, il suo ascolto, il suo spessore umano, tanto più grande per chi ha visto anche i suoi limiti e le sue  debolezze.

 

[…]

famiglia, Arkeon, FedeSeptember 12, 2008 9:29 am

Autore: Barbara
Data: 19 ottobre 2007
Post originale

[…]

Coro di bambine

Mia madre talvolta, soprattutto nell’ultimo anno e mezzo, ha sostenuto che è vero che Arkeon plagia, visto che io, da distante quale ero dalla Fede, ho iniziato ad andare a messa, fare la comunione, parlare di Dio.

Vengo da una famiglia in cui, se si esclude una zia suora, la maggior parte non sono cattolici osservanti, oppure sono cattolici solo di nome, o ancora non sono nulla, cioè non sanno come definirsi. Mio fratello si dichiara addirittura ateo (almeno lui è qualcosa di definito J ), Nonostante ciò, i miei mi fecero frequentare il catechismo per la comunione, perché comunque quella è un po’ la prassi quando non si è osservanti ma nemmeno ci si dichiara atei.

Ricordo che in quel periodo mi sentivo profondamente vicina alla religione e a Dio, mi piaceva frequentare il catechismo e andare a messa la domenica. Mi sentivo e mi dichiaravo credente.

Ho seguitato fino ai 14-15 anni ad andare a messa la domenica, poi ho smesso, ho deciso di adeguarmi sia alla mia famiglia sia al “gruppo” inteso come gruppo adolescenziale. Sembrava che tra i giovani talvolta essere credenti e praticanti fosse considerato degradante, debole. E poi c’era mia fratello che andava via via manifestando il suo crescente ateismo.

E allora ho iniziato anche ad allontanarmi da Dio.

E tutt’ora ho un po’ di resistenza quando si tratta di condividere ai miei che ho riscoperto la Fede. Per dirla in gergo arkeoniano questo è un mio pezzo ancora inrisolto.

Arkeon, l’amore per mio marito e i miei figli hanno risvegliato la Fede che giaceva in me.

[…] 

padre, amore, cerchio, ArkeonSeptember 10, 2008 8:45 pm
Titolo originale del post: il ruolo del padre in arkeon
Autore: articolo21
Data: 31 maggio 2008
Link al post originale: http://tinyurl.com/5v35dj
 
> mi piacerebbe, in questo post, che parlassimo del padre (o del
> maschile in generale).

[..]

Per me il padre in Arkeon è fondamentalmente un signore, di solito non tanto giovane, che accetta di sedersi su una sedia, in mezzo al cerchio, davanti a lui, seduti per terra, tanti uomini, come figli. In particolare, suo figlio.

Già questo per me è moltissimo: che ad un padre venga riconosciuto il suo ruolo, con questa sedia sopra i figli.

Onde evitare equivoci, per me non significa che quel padre è perfetto, ma significa che, in quanto padre, è quello il suo posto, che lo abbia onorato o meno nella vita. E’importante per il cuore di ogni figlio sapere che il padre è potenzialmente questo: l’autorità buona. In ogni padre c’è almeno un po’di questo (senza che possa esserci solo questo).

Una scoperta fatta nei cerchi di Arkeon è che, in realtà, molti padri sono, nei fatti, molto meglio di quanto si sia pensato.

Che i padri, con tutti i loro limiti, amano i propri figli proprio come le madri e soffrono disperatamente, ma spesso in silenzio, per questa distanza.

Per me dunque il padre in Arkeon è questo signore, più o meno anziano, che guarda benevolmente, un po’commosso, questi uomini. E in particolare suo figlio. Che spesso è in lacrime (quella che segue è una mia interpretazione) non perchè non ha ubbidito in tutto a suo padre, ma perchè non ha saputo riconoscere la parte buona e saggia del padre (che spesso è la parte dominante), per non aver capito che suo padre lo amava e per non essersi fidato di lui. Questo rifiuto è entrato nel cuore, ha generato una distanza dal padre e da se stessi.

Poi, per me, il padre in Arkeon è questo padre che ascolta il figlio (ma anche la figlia), che magari rivela al padre segreti mai detti perchè troppo vergognosi, chiede perdono. Molti padri sono già in lacrime perchè, quello che viene fuori, è che hanno sempre e comunque amato i loro figli. Poi ci sono le mani del padre sulla testa del figlio e una "benedizione" (la metto tra virgolette perchè non vorrei fosse equivocata, travisata e romanzata dagli specialisti della materia).

PadrePer me questa "benedizione", tra i tanti, ha il significato di proclamare che il figlio viene dal padre. Molti figli si sono sentiti, al di là di ogni giudizio apparente, troppo indegni per essere della stessa stoffa (per dire un eufemismo) del padre.

Ogni volta che ho rivisto questa scena mi si è aperto il cuore, con la sensazione di una gioia più grande di noi.

Questo, al di là di ogni possibile elaborazione, per me è il padre nei cerchi di Arkeon. Un padre, spesso anziano, che accetta di prendere il suo posto di autorità buona, di ascoltare il figlio, di "perdonarlo" come se ce ne fosse bisogno, e di riconoscerlo come suo figlio nella "benedizione".

Quindi si potrebbe fare "Arkeon", per quanto riguarda il padre, con un semplice cerchio (sedie a cerchi) di persone rispettose, uomini e donne, una sedia, un padre e un figlio. In realtà la preparazione pre-cerchio degli uomini serve (non per i fantasiosi motivi letti altrove) ma, come in tutte le cose, l’atmosfera serve (come sa chiunque abbia provato a baciare una ragazza al momento sbagliato; non c’entra quanto ci si piace).

Come si capisce, il momento è molto commovente ed intimo per gli interessati (eppure difficlmente possibile senza il cerchio, direi) e vederne l’utilizzo fattone in TV lascia veramente senza parole.

Per me, aggiungo travalicando Arkeon, il padre è prima di tutto il custode della famiglia.

Capisco che un’autorità possa diventare prevaricazione, ma chi con amore protegge la famiglia, chi garantisce ai bambini di crescere bene, alla moglie e madre di prosperare è il padre.

Di fatto questa protezione è prima di tutto una amorevole presenza.

Questa presenza del padre, aggiungo di nuovo a titolo personale, nei figli dovrebbe essere interiorizzata nel tempo. Nella mia esperienza delle persone, ma soprattutto dei ragazzi e delle ragazze, si sente subito se c’è dietro la forza (morale) di un padre saggio oppure no.

Per i secondi la vita è più difficile.

famiglia, amore, ArkeonSeptember 9, 2008 1:28 pm

Titolo originale del post: (OT) ancora su Arkeon: Arkeon e la famiglia
Autore: Articolo21
Data: 7 giugno 2008
Link: http://tinyurl.com/6h5lqy

[….]
Mi dispiace che tu (ti do del tu solo perchè mi sembra di aver capito che sia l’uso di questi NG, ma se non vuoi torno al lei) abbia riportato solo il passo della lettera agli Efesini e non il commento che avevo fatto.

FamigliaVedi, come dicevo, a me sembra che in quel passo il sacrificio più grande si chieda all’uomo, non alla donna. Tu hai una relazione d’amore? (non rispondermi, non voglio invadere la tua privacy, vorrei solo farti pensare alla tua storia). Sai, io non chiederei mai alla mia compagna di fare qualcosa contro di lei, non le chiederei mai di rinunciare a niente di lei per causa mia.

E, soprattutto, non ci sono rapporti di forza tra noi. Non siamo uno contro l’altro. Non è una guerra in cui vince chi è più forte. L’amore non sta a guardare chi cammina avanti all’altro. Credimi, se ne hai la libertà mentale almeno ipotizzalo, non è questo il senso del percorso di Arkeon. Lei cammina un passo dietro a me per rispetto e amore, per scelta sua, ma io le do la mano e la porto accanto, per rispetto e amore, perchè il suo posto è accanto a me.

Le parole dell’amore non sono la cattiveria, il potere e le umiliazioni. Le parole dell’amore sono la comprensione, la gentilezza, la verità.

Aggiungo anche qualcosina sul lavoro.

Ognuno si organizza la famiglia come vuole.

Ci sono donne, fuori e dentro Arkeon, che lavorano, crescono i figli, fanno volontariato. Altre invece che quando mettono su famiglia decidono di dedicarsi interamente ad essa. Io e la mia compagna crediamo che la vita di coppia e poi la famiglia che cresce sia una meravigliosa e rischiosa avventura. C’è stato un breve periodo in cui lei lavorava più di me, c’è stato un lungo periodo in cui è
stata a casa a fare solo la mamma. Oggi lavora non troppe ore ma duramente e, pur piacendole molto il suo lavoro, le dispiace di avere poco tempo da dedicare all’intimità della casa (lavoro+prole=fine della giornata).

Quando chi vuole si sposa diventa una carne sola con l’altro. Quindi io non capisco, e non lo capisce neanche lei per quale motivo dovrebbe essere così sconvolgente che lo stipendio a casa arrivi da una parte sola (cosa che tra l’altro avviene molto spesso
anche fuori dal percorso di Arkeon).

I soldi che io e lei guadagniamo vanno nello stesso conto in banca, si mischiano e sono le risorse per la famiglia, come chi lava i piatti lo fa per tutti in casa.

Lei non sta mettendo da parte i soldi per andarsene se le cose non vanno bene.I soldi che lei guadagna non sono i suoi, come quelli che io guadagno non sono i miei, sono i NOSTRI. Ci siamo promessi amore eterno e affronteremo insieme le difficoltà della vita.

Capisco le tue obiezioni in un senso, se queste cose accadono quando non c’è amore.

Allora il mio discorso non ha più senso, diventa sì importante chi guadagna più soldi, chi ha più potere, chi sopravvive all’altro. Perchè senza l’amore una relazione di coppia può diventare un inferno se non si stabiliscono regole di convivenza chiare e ognuno non invade lo spazio dell’altro. Questo ha un senso quando avviene per scelta, se deve essere una prigione per l’uno o per l’altro sarebbe
una tragedia. Oltre tutto anche le sacre scritture sono così difficili da comprendere tante volte e non c’entrano niente con il vivere
civile.

Un po’ di tempo fa sono stato al funerale di un parente, che aveva due figlie a loro volta con famiglia. Queste donne erano, come immaginerai, distrutte dal dolore. Ad abbracciarle e a sostenerle erano i figli. I mariti erano in disparte, se li conosco bene per rispetto di un dolore così grande e per timidezza.

Arkeon faceva questo, rimetteva le cose a posto. Ridava a quelle donne la spalla dei loro uomini per piangere il loro dolore e lasciava anche a quei ragazzi la possibilità di piangere la perdita del loro nonno piuttosto che sostenere il dolore delle loro madri. Non intendo dire che le loro madri non dovessero vivere il loro lutto, non l’ho detto e non lo penso, credo solo che sarebbe stato meglio far sì che fossero i mariti a consolarle piuttosto che i figli poco più che adolescenti.

Chiarisco un altro aspetto. Non è che sto cercando di chi è la colpa, nè sto giudicando qualcuno, anzi magari a casa hanno pianto tutti insieme.

Sto solo dicendo che, se queste persone avessero incontrato Arkeon, forse e sottolineo forse e se avessero voluto, avrebbero potuto
rimettere le persone al posto giusto. Ma questa è una mia idea, non sto spingendo nessuno a fare niente e sono certo che non leggeranno questo post.

Questa storia l’ho raccontata perchè la famiglia come si è delineata nei seminari di Arkeon è un "vantaggio" per tutti, per gli uomini, per le donne, per i figli e per gli anziani genitori.

xxx ancora, leggo ora le tue domande e vorrei provare a risponderti.

[…]

>prendiamo il caso in cui al proprio compagno vada benissimo il fatto  che la donna si affermi nel proprio campo
> professionale e ottenga i riconoscimenti che merita (es. prendiamo l’esempio di una studiosa
> internazionale che diventa più famosa del marito … che ne so … mettiamo che questa abbia più righe su
> wikipedia rispetto al marito) … perchè non prendere in considerazione l’idea che suddetta coppia
> non stereotipata secondo quanto previsto nelle lettere di San Paolo di quasi 2000 anni fa sia ugualmente ok e
> felice del suo equilibrio trovato?

Io ne sarei felicissimo perchè la amo. E se non lo sono, mi domando cosa non funziona in me, perché la gioia della mia compagna è la gioia del mio cuore. Come lei, del resto, lo sarebbe per me se accadesse il contrario. La lettera di San Paolo non significa questo, ma capisco che ci siano molti livelli di interpretazione delle scritture. Io credo che l’importante sia che le cose vengano dall’amore e non si
facciano contro l’altro. Poi a tutto si può trovare una soluzione.

 > Chi decide quando c’e’ da intervenire per fare un "lavoro" secondo quanto previsto nel gergo del popolo di Arkeon
> e quando no?

Sono le coppie stesse che lo decidono. Una coppia sta insieme, si amano, sanno che sono fatti l’uno per l’altra, non hanno problemi che
richiedono l’intervento di professionisti, eppure non sono felici. Vedono altre coppie che lo sono. Naturale, credo, che si chiedano:
come si fa? Poi dagli altri ognuno prende quello che gli serve per la propria crescita e i propri cambiamenti e lo rielabora secondo come
gli va meglio. Come ti ho già detto la mia famiglia mi sembra organizzata diversamente da quella di xxx e suo marito, eppure la
fiamma dell’amore che la fa crescere è la stessa.

 > E sulla base di cosa lo si decide?


[…]


> Sulla base di una propria fede religiosa?
> Di una personale credenza?
> Di una teoria scientifica?
>Altro? Specificare grazie!

Sulla base dell’amore. L’amore non ha credenze, religioni, teorie scientifiche. Nessuno è obbligato a vivere così, nè tantomeno ad essere per forza in coppia. Questo mondo ci offre tantissime possibilità, ognuno, nei limiti del rispetto per gli altri, sceglie quella che sente migliore per sè. Io ho scelto che nella mia vita al primo posto non sta il lavoro nè attraversare il sahara a piedi, ma la mia famiglia. E sottolineo io non solo la mia compagna. Non è una scelta neanche troppo originale, seppur unica per ognuno che la vive.

[…]

Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione, è pregato di contattarmi.

padre, famiglia, Reiki, ArkeonJuly 25, 2008 11:26 pm

Autore: Cosimo
Data: 28 aprile 2008
Post originale

padre e figlio

[…] 

Trovai molte cose, oltre alle criticità su cui ero stato avvisato: trovai un contatto forte con la rabbia e la paura che mi portavo dentro, soprattutto con la rabbia che portavo verso la mia famiglia…

quella famiglia che amavo, che tutti gli amici con famiglie scassate mi invidiavano, che era il mio modello. Ancora oggi ringrazio per questo quel maestro così incasinato.

Fatta la scoperta, però, cominciai a sentire che mancava un pezzo. Toccato il non detto, toccata la rabbia repressa verso la mia famiglia e in particolare verso mio padre, mi sembrava di perdere l’altra metà della verità: l’amore che c’era verso di loro…

l’obiettivo non era passare dall’anestesia alla rabbia verso mio padre, ma riuscire a parlare con lui come non ero mai riuscito.

[…] 

famiglia, amore, Arkeon, figli, VitaJuly 17, 2008 9:45 pm

Autore: Barbara
Data: 18 ottobre 2007
Post originale

[…] 

Madre e figlia discutono

Ho un buon rapporto con la mia famiglia di origine, i miei li sento quasi tutti i giorni, pur abitando molto lontani da me.

Certo, ci sono stati dei momenti, come mi ricorda mia madre (che non è mai stata troppo d’accordo con questo lavoro, così come non lo era per i miei 14 anni di psicoanalisi. Tutte pratiche che non servono a nulla, secondo lei) in cui, per dirla con parole sue, l’ho attaccata e sono stata dura con lei.

Ma questa rabbia con lei la sentivo già da prima di iniziare Arkeon, probabilmente tutti i figli hanno dei rancori verso i genitori, sono certa che anche i miei figli ne avranno con me.

Mi sono solo permessa di esprimerla, di non soffocarla.

E il risultato è che oggi riesco a dialogare con lei molto meglio di ieri.

Chiaro che le divergenze di punti di vista rimangono. Mia madre seguita a criticare Arkeon, psicanalisi, aderenze a credi religiosi e quant’altro.

Anche lei, come sicuramente faranno in molti di voi, sostiene che la mia famiglia attuale avrebbe potuto esistere anche senza Arkeon.

Io non sono d’accordo.

[…]

padre, famiglia, amore, maestri, Arkeon, figli, Vita 9:38 pm

Autore: BarbaraUna famiglia unita
Data: 18 ottobre 2007
Post originale

[…]
Ora però sostenere che il lavoro con Vito mi abbia danneggiato… beh! Ci penso e ci ripenso da quasi due anni. Sapete quali sono i danni che mi ha causato?

- un marito che amo e che mi ama

- un figlio stupendo

- una figlia altrettanto stupenda

Grossissimi danni eh? :-D

[…]

famiglia, amore, Arkeon, figli 9:14 pm

Autore: Fabia
Data: 18 giugno 2008
Post originale

Fratellino e sorellina

[…]
Voglio dirvi una cosa, io mi sentivo una fallita a volte come donna (e mai detto nei cerchi) al momento del primo parto, quando avevo paura ,a volte,di fare un figlio down ( per mio passato) e mio padre che mi rimproverava di essere incinta a 42 anni, quando avevo tanto late materno e ho allatato i figli per poco tempo avendo riscontrato un "piccolo" difetto fisico e provato di tutto per risolverlo e quando ho partorito da’ cesareo, quando volevo farlo naturalmente (il primo, dopo ore di lenta dillatazione, si decise di fare un cesareo).

La belleza di tutto quanto svanisce, quando ti conmuovi alla loro nascita e nei anni li vedi crescere(l’uno un "torello" di 4,5 kg e la principessa, di 3,8 kg) e ci sei, e oggi è solo un ricordo di avere creduto per abitudine che eri una buon a nulla, come ti eri spesso convinta nella tua vita……di non farcela e di non meritarti un po’ di felicità e serenita con la tua famiglia, l’amore.
[…]

padre, famiglia, Arkeon, figliJuly 10, 2008 10:28 pm

Autore: Pietro B.
Data: 28 novembre 2007
Post originale

 […]

L’immagine di quest’uomo che, commosso, corre incontro al figlio, è struggente (Luca 15,20).

Ora vorrei fare qualche passo indietro, e guardare quel padre dopo la partenza del figlio.
L’affetto, la nostalgia, l’attesa, gli interrogativi, la trepidazione.
Cosa sarà di suo figlio? Sarà capace di orientarsi, di trovare la sua strada, o verrà travolto dalla vita?
Chissà.

Certo, quando il figlio pretende la sua parte del patrimonio, forse questo padre potrebbe trattenerlo.
Come forse potrebbe impedire al figlio di partire.
Ma non lo fà.
In fondo chi gli garantisce che sarà una storia a lieto fine?
Assolutamente niente. E lo lascia andare, accettando il rischio di perderlo per sempre.
Perché?
E’ forse un padre incosciente, irresponsabile?
Non credo.

Forse lo fa perché anche lui e stato figlio.
Forse lo fà perché lo ama e desidera per lui una vita autentica.
Forse lo fà perchè è in pace con la sua coscienza di padre.
Forse lo fà perché ha fede in suo figlio.

Ma tutto questo non basta a spiegare quel gesto.

In quel gesto si cela un mistero.
“Figlio mio, ora vai, prenditi tu la responsabilità per la tua vita, io ti benedico”.
Provare a trattenerlo, provare a salvarlo equivarrebbe a legarlo a sé ed insieme a generare, nel figlio, uno stato di diritto.
Ci penso da quando sono nati i miei figli. E sò che un giorno dovrò passare anch’io da quella porta.
Lo sò, è terribile. Ma è anche meraviglioso.

 […]

padre, famiglia, Arkeon, figli 10:28 pm

Autore: Pietro B.
Data: 28 novembre 2007
Post originale

 […]

Ora, cara Magi, quello che mi piacerebbe davvero tanto, è che tu potessi incontrare di persona Fabia, Barbara, Alessandro, o chi vuoi tu e stare un po’ insieme. Incontrarsi, prendere un caffè e fare una camminata in questo splendido autunno. Soprattutto conoscersi. In pace.

E forse scoprire, che così come non esistono mamme perverse, anzi, così altrettanto non stai dialogando con dei mostri o delle larve.

Siamo solo persone come tuo figlio, che forse hanno bisogno di fare un lungo giro, prima di accettare l’evidenza: cioè che come figli, siamo stati amati. E soprattutto trovare l’umiltà di accettare quest’amore.


Personalmente non credo che questi argomenti siano monopolio né di psicologia, ne di religione, ne di titoli o albi professionali.
Credo invece che, in questo discorso, ci sia spazio per tutti coloro che con buon senso e buona volontà hanno gratitudine per la storia e rispetto e fiducia nel presente e insieme nel futuro.

Se tuo figlio è risentito con te, soprattutto se ti odia, allora cara Magi, abbi fiducia, è solo questione di tempo perché è già sulla strada di casa. Dietro quell’odio c’è solo una enorme, umana e comprensibile paura: quella di abbandonarsi all’amore. Parola di figlio.
Ti abbraccio.

P. S.
Se vuoi e se puoi, recapita queste povere righe a tuo figlio.
Perché a lui sono dedicate. Grazie di cuore.

padre, famiglia, Arkeon, figli 10:24 pm

Autore: Pietro B.
Data: 28 novembre 2007
Post originale

 […]

Ritorno a casaPersonalmente non trovo triste la storia di Fabia o altri che hai nominato.

Anzi, la trovo meravigliosa. In fondo racchiude forse il senso della vita: una sfida affascinante, antica come il mondo.

La sfida tra la paura e la speranza.

Gli ostacoli, le frustrazioni, le ferite ricevute, quelle che mi sono fatto, il senso di colpa per quelle che ho procurato, mi faranno desistere dal cercare la mia strada?

C’e un canto emblematico, che amo molto, e dice all’incirca: “…Abramo non partire, non lasciare la tua terra, cosa speri di trovar ?” e ancora “…la strada è sempre quella, ma la gente è differente, Abramo dove speri di arrivar?”

Ora, tra gli errori di percorso, esistono anche le illusioni. Ben ne sà appunto il “figliol prodigo”.

Forse però, è proprio grazie all’indugiare in quell’errore, che il figliol prodigo impara una fondamentale lezione: l’umiltà.

E così mi immagino questo figlio, sulla strada verso casa.

Immagino il suo stato d’animo. Il fallimento, la disillusione, la vergogna, il senso di colpa, le paure, le domande.

Poi, la sorpresa.

Suo padre è là, sulla strada di casa. Lo stà aspettando.

L’immagine di quest’uomo che, commosso, corre incontro al figlio, è struggente (Luca 15,20).

 […]

cerchio, ArkeonJuly 9, 2008 9:38 pm

Autore: Articolo21
Data: 3 aprile 2008
Post originale

Persone in cerchio[…] 

in un cerchio, una persona condivideva che si ricordava di come una suora poco sensibile gli avesse  guastato il catechismo e poi il rapporto con la fede. Da qui nascevano tante altre condivisioni simili. Poi magari nel  cerchio c’era una suora che, a nome delle suore, chiedeva alla persona interessata scusa perchè non aveva compreso che quel suo modo di fare verso lei bambina l’aveva ferita. Un momento di commozione. Un abbraccio. Poi magari questo tema veniva ripreso in un altro seminario.

Quindi era una continua evoluzione.

Dieci anni fa pochissimi avevano figli nei cerchi. Negli ultimi anni tanti. Logico che allora si parlasse pochissimo dei bambini, della paternità e della maternità vissuta; negli ultimi anni, tanto. Mettere per iscritto poteva essere quindi utile, ma significa cristallizzare e sclerotizzare un’esperienza che invece muta nel tempo ed anzi tentare di far diventare quasi una terapia, quella che invece è un’esperienza collettiva, il percorso di un "popolo"

[…] 

Arkeon, VitaJuly 2, 2008 11:43 pm

Autore: Fabia
Data: 7 giugno 2008
Post originale

[…] 

A volte certe cose mi ferivano, ho imparato veramente ad andare oltre e smettere di cercare di capire, perciò rendermi libera e vivere serena.
Per come la vedo, ogni cosa che mi causa ferita e rabbia diventa uno  spunto di crescita per me e trovare matteria da’ imparare, per vivere  meglio con questo. E parlo della vita quotidiana!

Per me, avere avuto l’opportunità di un spazio ove mi potevo aprire agli altri senza troppi timori (anche se era la mia grande limite)paura dei pre-giudizzi, portavo con me a casa il risultato e i "compiti" scelti da’ me per veramente e con consapevolezza affrontare il mio quotidiano.

Poi, per chi era convinto di altro, si prenda anche le sue responsabilità ! Forse e credo che sia un punto importante è la presa di responsabilità in generale (di parlare, di agire, di non dire, di manipolare, di mentire, ecc….) questo è il frutto di ogniuno di noi e guardarci con sincerità, senza pretendere di essere perfetti !

[…]

famiglia, amore, ArkeonJuly 1, 2008 11:17 pm

Autore: Fabia
Data: 20 giugno 2008
Post originale 

 […] 

Anzi, che valore le cose che ci diciamo il giorno del matrimonio hanno se poi a casa e tra di noi viviamo con buggie e segreti ? Ametto che non sia facile imparare questo o sceglierlo, c’è sempre una "prima volta",provare per costattare.

 Anelli[…]

Anzi, io una volta mi sono arrabiata con mio marito quando in un momento forte mi "sparò" qualche cosa e li chiese cosa parlasse di me prima con altri e poi usasse questo come reazione a divergenze di opinione.

Riconosco anche, avendo visto, che mio marito forse non era abituato a dire tutto alla donna, visto che era moneta corrente, che le donne di casa sua parlassero di lui ,a me, male quando era fuori e apena ritornato, sorisi e baccini.

Una volta decise di parlarne con tutti i "diretti interessati"…….e ogniuno a il sacrosanto diritto di essere quello che vuole essere, come è chiaro che scelgo chi preferisco avere accanto a me.

 […]

famiglia, ArkeonJune 30, 2008 11:01 pm

Autore: Personali Risposte su Arkeon
Data: 25 ottobre 2007
Post originale

[…]

Per spiegarmi, avete mai capito in un istante che era successo qualcosa? Sentito volare il cuore?

Capito in un secondo di commozione quanto è bella o bello il vostro amato/a?

O aver capito che era vero amore? O invece che una storia era davvero finita?

O cosa voleva dire una cosa che per dieci anni non aveva senso? Sono cose che ci attravesano e chi ci cambiano.

Le persone (noi) cercano questo, non sempre sennò si diventa matti, ma per davvero magari scalano una montagna o attraversano il deserto per vedere il riflesso che il mondo ha nella loro anima…

Arkeon, credo, ci insegna che la parte più profonda esplorata finora, il riflesso che veramente vogliamo vedere, sta negli occhi di nostro padre, di nostra madre, di nostro  figlio o di nostra figlia, dell’uomo o della donna che amiamo, di nostro fratello o di nostra sorella, del nostro amico o della nostra amica o semplicemente di un altro essere umano. […]

padre, anti-sette, Arkeon, figli, Cesap 10:58 pm

Autore: Personali Risposte su Arkeon
Data: 25 ottobre 2007
Post originale

 

[…]

"qual’è la lingua sacra dei padri e quello che intendete per benedizione del padre?".

La paternità, come l’essere figli, madri, donne, bambini, giovani, anziani, ecc., non è, per come ho vissuto io il percorso di Arkeon, solo un’esperienza individuale unica.

Quasi istintivamente si risveglia anche in occasioni importanti un modo di parlare, delle parole che sono comuni e sono sacre perché, dalla paternità come dalla maternità, scaturisce la continuità del genere umano (poi il significato religioso c’è anche quello).

Anche se non è un gesto religioso, può valere quanto dicono i catechisti che essa è il segno visibile di un bene invisibile.

Addirittura il CESAP, se ho capito,teorizza che questi momenti debbano essere vietati, almeno se collettivi

[…]

padre, Arkeon, figli 10:53 pm

Autore: Personali Risposte su Arkeon
Data: 25 ottobre 2007
Post originale

[…]

"perchè ci sono diversi figli che sfidano i padri? in fondo loro non sono il risultato di quanto hanno appreso anche da loro?"

la mia e solo mia interpretazione, anche basata su Arkeon si capisce, è che c’è una componente istintiva, fin da bambini.

Per dirla con  Arkeon, il padre è il limite e la regola che si oppone spesso ai nostri desideri.

Poi c’è la frustrazione di molte madri, deluse, a ragione o torto dal marito, che quindi chiedono al figlio di fare meglio del padre, secondo i criteri della madre (magari il padre è ignorante, il figlio deve essere acculturato) - e, sostenuto dalla madre, il figlio sfida il padre nei criteri della madre.

Più dolorosamente, c’è il padre che a volte, fallito nei fatti o nella percezione che il bambino recupera dalla madre (la mamma voleva un intellettuale, per un soffio d’amore si è ritrovata un meccanico), fa arrabbiare il bambino che invece vorrebbe vederlo vincente - e lo sfida in una richiesta di forza che il piccolo (anche se ha 20 anni) vuole.

Come dici tu, i padri trasmettono ai figli quasi come scontata questa sfida - e forse a volte la stimolano.

Su questa situazione Arkeon ha un approccio che non c’entra nulla con la psicologia, ma, per come la vedo io (ma magari non ho capito niente), si richiama a come anticamente si assicurava, con saggezza e non con brutalità, che questa situazione (che in fondo è il ricongiugimento dell’amore reciproco di padre e figlio) venisse risolta

[…]

cerchio, Arkeon 10:45 pm

Autore: Articolo21
Data: 18 maggio 2008
Post originale

[…]

Nel cerchio, anche quando la condivisione non  riguardava aspetti delicati, le persone (e questo era straordinario) "gettavano la maschera".

Sotto la maschera di antipatia, aggressività, anche stronzaggine, c’è sempre l’essere umano. Sotto la "stronza" (se mi passate il termine), c’è magari la bambina che si sentiva sola o è stata maltrattata.

Tutto questo è stato straordinario.

Ora, riconoscere che il mio caratteraccio è una reazione a qualcosa, magari del passato, e che posso esprimere la parte più autentica di me, che è anche migliore, è qualcosa che si capisce nel cerchio.

Però praticarlo nella vita quotidiana richiede uno sforzo consapevole non da poco, che richiede tempo e anche fiducia che possa avvenire.

[…]

cerchio, Arkeon 10:06 pm

Autore: SergioT
Data: 19 maggio 2008
Post originale

[…]

Per come l’ho vissuta io, il cerchio è stato il posto in cui ho avuto la possibilità di riflettermi nel vissuto di altre persone e recuperare pezzi di me che non avevo il coraggio di vedere (a volte anche cose ’semplici’ come il dire "mi sento sbagliato " oppure "mi manca mio padre" oppure "a volte mia moglie mi sta antipatica" ecc… sono state cose difficili da tirare fuori nella vita di tutti i giorni).

In un cerchio è diverso perchè le persone sono lì per fare quello - per aprirsi, per dire ad alta voce quello che hanno dentro, per confrontarsi, per incontrarsi con gli altri…

Ciò che ho realizzato è stato che se dici ciò che dentro ti arrovella (quindi se lo condividi, anche davanti a uno specchio), dal momento che trasformi il tuo pensiero/paure/emozioni in parole dette, allora cominci a liberartene. Ci tengo a dirlo: questo non me lo ha inculcato nessuno, lo sperimento io, dove, come, quando e con chi voglio.

E’ il mio modo di consapevolizzare le cose.

Dal momento che ho avuto il coraggio di dirlo ‘fuori’ e a me stesso, si è innescato un nuovo cambiamento. La parola detta mi aiuta a rendermi libero da ciò che essa stessa contiene.

Questo è il mio pensiero.

[…]

famiglia, amore, Arkeon, figli 7:59 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Stefano74
Data: 22 maggio 2008
Posto originale:
http://tinyurl.com/6zqueu

[…]

se i seminari si dovessero riaprire io probabilmente non tornerei a farli.

l’Arkeon come strumento è ormai acquisito, a prescindere da ciò che mi dicano gli altriOvetto Kinder partecipanti ai forum.

l’Arkeon come gruppo è per me esperienza difficilmente ripetibile (chiaramente se arkeon esce pulito da questo marasma). Oggi è in discussione l’Arkeon come esperienza:

ho mantenuto le mie capacità di usare il cervello o ero solo un plagiato?

ho trovato veramente Dio o mi hanno fregato i soldi?

mia moglie la amo veramente o l’ho sposata solo perchè l’ho incontrata in un seminario?

la vita ha veramente senso o avrei dovuto continuare ad ubriacarmi a giorni alterni?

mio figlio è frutto di amore e di un Dono del Cielo o è il frutto di uno schizzetto di sperma dentro un ovetto kinder?

Se condannano gli indagati (prima bisogna vedere se li rimandano a giudizio), mi dispiace… ma io ho molto di più in ballo.

[…] 

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

anti-sette, Arkeon 2:42 pm

Titolo originale del post: (OT) Arkeon e Info-Cult
Autore: Articolo21
Data: 29 maggio 2008
Post originale:
http://tinyurl.com/6b5uox

[…]


Ho iniziato a vedere Info-Cult (in attesa di parlare veramente di cos’è stato Arkeon, in cosa mi sono riconosciuto, ecc).

Si tratta ovviamente solo del mio punto di vista, tra l’altro difficile da esporre secondo uno schema in cui Arkeon alla fine non
rientra proprio.

* Leadership e potere

    * Chi nel gruppo controlla il potere?

Questa è una domanda cui mi è difficile rispondere. Se per gruppo di Arkeon si intende il "popolo di Arkeon", come ho già detto diverse
volte, non sarebbe corretto parlare di potere perchè non c’era un gruppo che faceva qualcosa, che doveva essere gestito o
amministrato.

L’associazione dei maestri (la famosa "The Sacred Path") era appunto un’associazione con organi e rappresentanti eletti in maniera
democratica.

Mi sembra che per il potere sia importante il tema delle punizioni, quindi del potere di una persona sull’altra. Per i partecipanti ai
seminari non ho mai visto nessun tipo di punizione nè premio. Da un certo momento in poi l’associazione ha avuto un comitato etico (anche questo eletto dai soci) che, ovviamente, non puniva, ma chiedeva chiarimenti ed eventualmente espelleva (è successo, credo, un paio di volte) dandone tutte le motivazioni del caso.

Come ho detto il rapporto è sempre stato tra partecipante e maestro.

Con una forma di rispetto particolare per il fondatore (non condiviso da tutti, vedi xxx). Al di fuori del rapporto studente-maestro
alcuni avevano un certo rispetto per gli altri maestri che invece altri non avevano per nulla.

    * Chi è il leader/fondatore?
    * Che tipo di formazione/istruzione ha il leader?
    * Qual è la storia personale del leader?

Credo che la pagina di wikipedia sia almeno un inizio.

    * Come vengono prese le decisioni in merito alla vita di ogni
membro?

Ognuno decideva per conto proprio. Qualcuno in alcune occasioni, anche io, ho chiesto consiglio al cerchio e a Vito. Spesso ho seguito i
consigli, a volte no.

    * Come è distribuito il potere all’interno del gruppo?

Forse ho già risposto. Salvo la relazione studente-allievo, il rapporti fra le persone erano orizzontali=siamo tutti uguali.

    * I membri, oltre che il leader, hanno qualche tipo di potere?

Come sopra

*Il gruppo

    * Il gruppo è controverso? Se sì, perché?

Anche questi sono fatti noti.

    * Che cosa pretende il gruppo dai suoi affiliati?

Il gruppo non ha affiliati. Ai maestri soci veniva chiesto di rispettare il codice etico, lo statuto dell’associazione e, nei
seminari seguire il metodo e partecipare ad alcuni seminari.  In ogni caso, non si trattava di pretese, ma di seguire regole che i soci
conoscevano. Al popolo di Arkeon non veniva chiesto nulla, salvo pagare il seminario a cui partecipavano, quando ciascuno ne aveva
voglia.

    * Quali sono le preoccupazioni del gruppo? Denaro? Purezza?

Anche qui mi trovo a disagio perchè non c’erano preoccupazioni comuni, almeno non di questo genere. Si è parlato un po’ negli ultimi anni
della preoccupazione per la perdita del valore del padre e della famiglia nella nostra  società, della solitudine (sempre in relazione
alla famiglia) in cui crescono i figli e della perdita delle radici.

* I membri

    * I membri muovono critiche al gruppo?

Non lo dico più, comunque non parliamo di membri, di affiliati ecc. Comunque, le critiche ci sono sempre state, nei seminari, nei momenti
informali, nelle riunioni di altro tipo, nelle cene tra amici. Per esempio "Vito secondo me questa cosa non l’ha proprio capita" (momento
informale), "No, non è così" (davanti a tutti durante il cerchio).

    * Che tipo di critiche sono?

Le critiche  (non solo le mie, anzi alcune le riporto ma non le condivido) che mi vengono in mente e parlo di critiche espresse e
discusse sono: puntualità nell’inizio del seminario e orari in genere non conformi alle previsioni, il fatto che alcune persone (soprattutto
alcuni maestri ma non solo) si ritenessero "arrivati", eccesso di critica alla società di oggi, giudizio troppo severo nei confronti di
alcune madri e troppo generoso verso altre, costo dei seminari, ricerca di un riconoscimento (anche se informale) dalla chiesa
cattolica, apprezzamento per l’islam, "misoginia". Ho riportato queste critiche come venivano espresse o percepite, nella loro crudezza.

    * I membri quante ore per settimana dedicano al gruppo?

I più assidui, tre seminari all’anno di quattro giorni (primo e secondo livello ognuno di due giorni) più uno o due intensivi (cinque
giorni l’uno). Non c’era un impegno richiesto fisso, per cui poteva capitare che la stessa persona per un periodo non perdesse un
seminario e poi sparisse per mesi o anni e tornare, fare un altro seminario. I maestri avevano la famosa riunione di Sabaudia
dell’associazione e quella estiva al mare.

Oltre a questo nessun impegno settimanale o di altro tipo.

*Partecipazione finanziaria dei membri

    * Per entrare nel gruppo è necessario pagare una quota?

No. si pagava, come già detto, la partecipazione al seminario. L’associazione dei maestri aveva una quota associativa.

    * Ai membri viene richiesto di consegnare al gruppo una parte del
proprio stipendio?

Ma scherziamo? Assolutamente no.

    * I membri devono lavorare per il gruppo?

No, non si lavora per il gruppo. Ho già detto in passato che esisteva la figura dell’organizzatore che si occupava della logistica dei
seminari del suo maestro ricevendo un rimborso spese. In merito all’organizzazione dei seminari ogni maestro si regolava comunque come credeva tanto è vero che alcuni maestri si organizzavano da soli i seminari.

Percezione del mondo

    * In che modo gruppo e membri descrivono il loro ambiente sociale e i non membri?

Esiste un’infinita possibilità di percezione. Direi in generale la sensazione rispetto non a tutti ma alla media, di una minore
attenzione all’autenticità delle relazioni, alla profondità della relazione d’amore e ai valori della famiglia. Oltre, in generale, ad
una minore ricerca introspettiva.

    * Esistono restrizioni su che cosa un membro può leggere, ascoltare o vedere?

Anche qui scherziamo. Assolutamente no.

Relazioni

    * Qual è la natura dei rapporti tra il gruppo e la comunità in generale?

Non credo si possa fare una distinzione tra Arkeon e comunità a livello di inserimento sociale o relazioni,ecc. Forse non ho capito
bene la domanda.

    * Qual è la natura dei rapporti tra membri e loro familiari o
amici?

Chi ha partecipato ad Arkeon ha, più o meno profondamente, riesaminato la natura dei rapporti con famiglia e amici. Da questo è nato un percorso all’interno di questi rapporti che non è statico ma in divenire. A volte questo è passato attraverso una maggiore distanza,
più spesso ha siginificato un affettuoso riavvicinamento. In tantissimi casi Arkeon ha permesso a coppie di riavvicinarsi quando
non risposarsi dopo un divorzio, figli riabbracciare padri e madri dopo anni di distanza.

    * Qual è la natura dei rapporti tra membri e non membri?

Boh. Proprio non capisco la domanda.

    * Qual è la natura dei rapporti tra il leader e i suoi seguaci?

Se per leader intendiamo il proprio maestro, esistono diversi leader.

Penso che ognuno vivesse questa relazione a modo suo. Alcuni stravedevano (non so ora) altri stimavano ma criticavano, ecc.

Bambini

    * Qual è lo status sociale dei bambini nel gruppo?

Difficile parlare di status sociale perchè i bambini erano inseriti nella normale società in cui vivono. Posso però dire due parole sulla
visione dei bambini. I bambini erano considerati una benedizione per le famiglie. In generale l’idea più o meno condivisa è che i bambini
siano innocenti e i guai (quando di guai si può parlare) li causano gli adulti. Inoltre i bambini sono considerati degni di ascolto,
rispetto e comprensione fin da piccolissimi.

    * Qual è il ruolo dei bambini nel gruppo?

Nessun ruolo. I bambini sono figli dei loro genitori che decidevano se portarli e quanto ai seminari o lasciarli a casa. Quelli che venivano
stavano fuori con i nonni o con la baby sitter (ognuno la sua, venuta da casa).

    * I bambini hanno contatti con il mondo esterno?

I bambini vivono nel "mondo esterno"

    * I bambini in età scolare frequentano: scuole pubbliche o private; lezioni a domicilio; scuole del gruppo?

Anche qui rispondo perchè ho preso un impegno perchè siamo veramente lontani anni luce. I genitori scelgono le scuole per i loro figli
pubbliche o private. Non esistono scuole del gruppo e lezioni a domicilio non credo siano consentite in Italia come sostituzione alla
scuola dell’obbligo.

    * I bambini possono ricevere assistenza medica offerta dal servizio sanitario pubblico?

Vabbè. Ci mancherebbe altro.

    * Ai bambini è permesso giocare con bambini non membri?

Come sopra.

Salute

    * I membri del gruppo hanno accesso all’assistenza medica fornita dal servizio sanitario pubblico?

Come sopra.

    * Il gruppo ha pratiche mediche tutte sue?

Assolutamente no.

Donne nel gruppo

    * Qual è il ruolo delle donne nel gruppo?

Come per gli uomini, i bambini e gli anziani, le donne non hanno un ruolo particolare nel gruppo. I maestri erano sia uomini che donne.

    * Qual è la visione che il gruppo ha delle donne?

Questa è molto bella ma anche un po’ lunga. Rispondo la prossima volta.

Rapporti intimi

    * Qual è la visione del gruppo della sessualità?

La sessualità è l’espressione fisica e sacra dell’amore all’interno della coppia. Poi ognuno se la vive come gli pare, sempre nel rispetto
dell’altro.

    * I membri del gruppo possono sposarsi liberamente?

Vogliamo scherzare? Ci mancherebbe altro.

    * Come viene scelto il partner, e chi fa la scelta?

Molti del "popolo di Arkeon" erano già sposati o comunque avevano una relazione stabile al momento del primo seminario. Altri hanno
incontrato l’amore della loro vita nei cerchi. Altri lo hanno trovato fuori decidendo poi insieme (o come hanno creduto meglio) se
proseguire la frequentazione dei cerchi. In rari casi, quando un lui o una lei si innamoravano, ma non erano corrisposti, è capitato che la
relazione fosse incoraggiata (sempre nei limiti del rispetto di ciascuno).  Anche qui sono nati grandi amori, come ci sono stati
diversi rifiuti.

padre, famiglia, Arkeon, figliJune 27, 2008 9:28 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Stefano74
Data: 22 maggio 2008
Posto originale:
http://tinyurl.com/6zqueu

[…]

spesso, durante i seminari di Arkeon, ho pensato a mio padre ed alla sua infanzia.

Mio padre è nato nel 1928. piccolo balilla, figlio della lupa e quant’altro. ha vissuto per tutta l’adolescenza all’interno di un regime (per essendo fondamentalmente di orientamento politico cattolico). poi a 15 anni arrivano gli americani che gli spiegano che tutta la sua vita fino ad allora era una farsa. tutti i suoi momenti di aggregazione erano strumentali. quando la domenica la mamma gli preparava la camicina nera, lavata ed inamidata (che era forse l’unico "vestito buono" di mio padre) e lui andava prima a fare la parata e poi il saluto ai gerarchi del paese, e poi andava con gli amici a giocare…tutta una farsa.


il saluto romano, il dare il Voi( mio padre mi raccontava che a lui tutti davano del tu, in fondo era un ragazzino, ma sognava il momento
in cui gli avessero dato questo benedetto "Voi"), i discorsi del Duce radunati vicino alle poche radio del paese… tutta una farsa mio nonno venne incarcerato nel ‘35 per una prepotenza del gerarca del paese, e mio padre, bimbo che aveva appena iniziato a scrivere, manda una lettera al Duce per avere giustizia. il Duce libera mio nonno e trasferisce il gerarca. dopo pochi anni gli dicono che il Duce era solo un truffatore.


gli dicono che quella lettera non è mai arrivata sul tavolo del Duce; che al Duce di suo papà in carcere non gliene fregava nulla. che i fasci erano propaganda (compresa l’autarchia, sentirsi tutti in un progetto comune, l’esportare il fascismo alle popolazioni selvagge, ecc.ecc.) e che da allora in poi bisognava essere "capitalisti".

per tutto il resto della sua vita mio padre non ha più parlato della sua esperienza "fascista". anche se la sua formazione era "fascista"(non in senso spregiativo). quando era particolarmente allegro cantava "faccetta nera" (e poi stava ben attento a vedere se
qualcuno lo aveva sentito).

io sono sempre stato simpatizzante di sinistra (nell’adolescenza comunista proprio) e con un padre di 50 anni più vecchio non parlavo. arkeon mi ha insegnato a "mettermi nei panni di", "ad entrare in empatia con", e questo mi ha permesso di parlare con mio padre. e di avere un rapporto vero con lui. Prima che morisse. Arkeon mi ha insegnato ad andare verso mio padre, ed a poter imparare.

ditemi pure, se lo ritenete oppurtuno, che è stata una farsa. e forse, dopo un pò di ragionamento, potrei arrivare anch’io alla stessa conclusione, ma comunque, quando sono particolarmente contento, fischietto "faccetta nera".

[…] 

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

amore, ArkeonJune 26, 2008 10:15 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Patrizia M
Data: 28 novembre 2007
Posto originale:
http://tinyurl.com/5jhxyz

Preghiera

[…]

Ho ancora tanto da fare e da migliorare ma ora sono una persona forte, serena e lucida, dico no per dire no quando va detto, e si’ per dire si’ (sempre quando va detto).

Ancora mi difendo dall’amore e non sempre riesco ad essere accogliente come vorrei con il mio compagno, ma sono sicura che riuscirò a sanare anche questo

Vorrei anche aggiungere che più cresce la percezione della mia parte sacra, più mi sento fragile e vicina a Dio e non posso fare a meno di piangere ogni volta che faccio la comunione per l’energia d’amore che percepisco.

Questo è stato Arkeon per me.
  

[…] 

NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

padre, famiglia, amore, Arkeon 10:04 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Patrizia M
Data: 28 novembre 2007
Posto originale:
http://tinyurl.com/5jhxyz

Da bambina avevo una figura maschile importante che mi diceva che ero una fallita, che non avrei mai fatto niente di buono e che ero troppo intelligente per essere una donna, il risultato è stato che io da adulta sceglievo uomini punitivi che mi massacravano e come toccavo il successo in qualsiasi campo creavo il fallimento.

Quando sono arrivata in Arkeon l’ho fatto per curiosità, vivevo il mio sentirmi sbagliata e senza il diritto di essere amata non chiaro, credevo inoltre di essere sfortunata (non di essere io a creare situazioni di fallimento)e che gli uomini fossero delle carogne.

E’ difficile spiegare come sia stato vivere in una specie di incantesimo, in una mancanza di forza e chiarezza perenni.

Quando un uomo mi maltrattava perdevo completamente la forza, diventavo succube e incapace di di andarmene o di dire io questo non lo voglio, l’offesa verbale per me equivaleva ad "ABRACADABRA". Se mi volto indietro posso dire che ero come una persona caduta su una mina, avevo la sensazione di pezzi sparpagliati ovunque.

Con Arkeon ho rimesso insieme i pezzi, ho sanato le ferite e baciato le mani di chi da bambina mi aveva ferito così tanto perchè erano le mani di mio padre (con cui oggi ho uno splendido e affettuoso rapporto con tutti i suoi limiti e i miei), ho un compagno che amo e che mi ama e mi sono riiscritta all’Università nonostante non abbia piu’ 20 anni, studio con una forza e una determinazione impressionante (non mi riconosco piu’) con ottimi risultati.

[…]

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma adottata, è pregato di contattarmi seguendo il Link Parliamo di Arkeon o attraverso i commenti.

 

Arkeon 9:55 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Patrizia M
Data: 28 novembre 2007
Posto originale:
http://tinyurl.com/5jhxyz

[…]

Un giorno a Radio Maria ho sentito un prete che diceva che dobbiamo imparare a dire sì quando è sì e no quando è no anche se qualcuno che amiamo può sentirsene ferito, perchè anche questo intendeva Gesù dicendo "la verità ti rende libero". In Arkeon in fondo è questo che s’impara, impariamo ad essere veri e se abbiamo avuto qualche scheletro nell’armadio, qualcosa che non abbiamo avuto il coraggio di condividere prima, lo facciamo, proprio per essere liberi dentro. In fondo impariamo qualcosa che sappiamo già.

[…]

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma adottata, è pregato di contattarmi seguendo il Link Parliamo di Arkeon o attraverso i commenti.

anti-sette, ArkeonJune 25, 2008 10:29 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Pietro
Data: 26 dicembre 2007
Posto originale: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=770

[…]

Ma se mi domando ora cosa mi spinge a spendermi, per quel che posso, è proprio questo sentimento di sentirmi in debito con la vita, perché al di la della precarietà e della paura, che ben mi conservano umano, sento che dalla vita ho veramente avuto molto.

Questo mio passare dal bisogno di impormi, al bisogno di imparare e condividere, io lo chiamo “conversione”.

Se fossi nato secoli fa’, con tutta la sete di giustizia e tutta la severità che mi è connaturale, avrei fatto di per certo “l’Inquisitore”.

Ora mi trovo tacciato di appartenere a una setta.

Certo che la vita è anche buffa.

[…]

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma adottata, è pregato di contattarmi seguendo il Link Parliamo di Arkeon.

padre, Arkeon 10:21 pm

Figliol prodigo

Titolo originale del post: -
Autore: Pietro
Data: 10 dicembre 2007
Post originale: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=770

[…]

In fondo che ho imparato in questi anni, dalle persone che ho conosciuto nei cerchi accompagnati dal lavoro di Vito?

Bazzecole.

Che volete che sia il rispetto, il coraggio, la bellezza delle persone, la fede che questa bellezza possa sanare la distanza, dare un senso al dolore delle ferite, il sentirmi custodito e amato dalla vita, da Dio, nonostante le mie perplessità e le mie insicurezze, riascoltare ogni giorno nel mio cuore le ultime parole di mio Padre: “abbracciami ancora una volta , figlio mio…”

In tutto questo e concludo, caro x, ho incontrato a onor del vero anche eccessi e piccolezze nelle persone, cose di comune umanità.

Le ho incontrate soprattutto in me stesso.

[…]

NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

cerchio, Arkeon 10:17 pm

Titolo originale del post: -
Autore: Pietro
Data: 10 dicembre 2007
Post originale: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=770

[…]

ImparandoIo che accarezzavo il sogno di essere al centro della platea, che finalmente potevo mettere a frutto una (credevo) consistente esperienza professionale, mi sono trovato in stò gruppo sgangherato dove al centro cosa c’era? Il rispetto per l’altro, per le persone, per il diverso da me.

Ma, peggio ancora, la proposta, indecente, che attraverso l’altro io avrei potuto imparare.

Ma che cavolo me ne fregava a me degli altri?

Ma che cavolo avevo ancora da imparare proprio io.

Che delusione anche in seguito. Tutto stò bisogno di verità, di integrità: nel proprio cuore, nelle relazioni, nel mondo. E che cavolo, avevo tutto da perdere.

La realtà quotidiana mostra ben altre regole. La doppiezza, il compromesso, le bugie, la manipolazione, lo scambio di segreti, lo scambio di favori, il successo, la visibilità, le certezze, il potere, e così via.

Ma la delusione più grande è stata quando ho compreso che l’obiettivo del lavoro non era “stare bene nel cerchio”, ma essere nel mondo senza rinunciare ai valori che avevo toccato.

E che cavolo, ma allora mi volevano proprio male! Espormi, io, in questo mondo? Ma siete matti?

Poi in me, lentamente, è nata una sfida, una sfida con me stesso. E mi son detto: in fondo le regole del mondo già le conosco e a dirla tutta non è che mi hanno reso molto felice. Anzi.

E così eccomi qui.

[…]

  NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma in cui è presentato, è pregato di contattarmi.

padre, famiglia, amore, Arkeon, figli 12:12 am

Titolo originale del post: -
Autore: Sergio
Data: 10 dicembre 2007
Posto originale: http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444&L1=400

[…]

A proposito di bambini -e dopo questa raccolgo l’invito di xxx e altri per dedicarmi a migliori incombenze- avevo omesso di condividere la mia personale esperienza in arkeon (so che ci tenete tanto ad atichettarla come ennesima storiella fotocopiata…).

Anni fa a mia moglie i medici avevano detto che difficilmente avrebbe potuto avere figli. Perlomeno in maniera naturale, per via della ‘solita malattia’ di cui non si conosce mai la causa ma che la medicina tradizionale si ostina a curare con forte dosi di ormoni. Dopo un anno di sevizie mediche abbiamo scelto di non tentare con l’inseminazione né proseguire con costosissime cure per la fertilità che a volte hanno successo, altre no. Così, a caso… come se la medicina fosse un’opinione! Ci siamo rassegnati ad attendere un ‘miracolo’ e provare ad avere fede ( ma non avevamo proprio idea di cosa fosse la FEDE).

In realtà quel dolore ha segnato l’inizio di un ‘viaggio interiore’ fatto di incontri non casuali e coincidenze che ci hanno indirizzato man mano su di una nuova strada: quella della nostra consapevolezza. Abbiamo conosciuto (nel profondo) persone con i nostri stessi problemi, ci siamo interessati a libri di psico-somatica per comprendere le origini dell’infertilità, ci siamo rivolte alle tecniche dell’agopuntura e successivamente abbiamo incontrato l’Associazione Arkeon (affascinati dal reiki, ma del tutto ignoranti riguardo alle tematiche dei seminari).

All’epoca ricordo l’enorme distanza che c’era fra me e mio padre (e il mio bisogno di sentirmi amato dagli altri, la mia insicurezza, la mia tristezza di sottofondo) e le incomprensioni rabbiose che c’erano fra me e mia madre (e il mio bisogno di calore, la mancanza di un progetto ‘sentito’) . Mai mi sarei sognato che un giorno avrei potuto avere con loro il rapporto da adulto che ho oggi.

Idem con mia moglie, ci siamo rimessi in discussione come uomo e donna e come coppia, abbiamo sofferto dentro e fuori i seminari, abbiamo versato lacrime quando non comprendevamo l’origine dei nostri dolore e ‘sangue’ quando li abbiamo compresi.

Il bisogno impellente di avere un figlio non è più diventato impellente e ossessivo come un tempo, perché superato dalla necessità di rimettere ordine nelle nostre identità, un nuovo equilibrio di coppia, di ristabilire la verità fra le cose mai dette (innanzitutto a se stessi) e rispolverare dalle nostre intenzioni un progetto che avesse finalmente un CUORE.

Gli ultimi seminari frequentati (in particolare quelli di Febbraio) sono stati la prova (per niente indolore!!!) che il metodo ha un’efficacia tale da sfuggire persino dalle mani del maestro e divenire ‘proprietà’ di tutti; nel senso che i valori su cui siamo fondati come esseri umani (e che vengono letteralmente rispolverati nei seminari), le ritualità perdute, il significato profondo delle parole che non diciamo o ascoltiamo mai hanno vita propria, sono insiti in ognuno di noi, bisogna ‘soltanto’ avere il coraggio di andarli a cercare per liberarle, e avere voglia di fare pulizia, per poter essere un giorno, figli, uomini, compagni, genitori che non si sentono più in colpa di essere felici.

Nostro figlio è nato 20 giorni fa. E’ bellissimo. Come un miracolo inaspettato.

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma presente, è pregato di contattarmi.

maestri, Reiki, ArkeonJune 24, 2008 11:42 pm

Titolo originale del post: L’invidia e la ferita
Autore: Cosimo
Data: 17 giugno 2008
Posto originale: http://tinyurl.com/5uvury

[…] 

Credo che Pollock usasse un metodo senza tecnica proprio per mettersi a nudo di fronte all’arte, per liberarla dalla tecnica.

Beckett lo faceva scrivendo in francese, per non indulgere nello stile.

Allevi lo fa componendo a mente, per non vincolarsi alla velocità delle sue dita.

…e se non avessi arte? se fossi solo un artigiano?

Questo dramma lo racconta Thomas Bernard ne "il soccombente", storia di un possibile grande pianista che si trova a studiare con glenn gould e sbarella, perchè comprende che lui non avrà mai quell’arte, pur avendo il talento per sfiorarla.

Credo che uno dei disagi del passaggio da Reiki ad Arkeon sia stato questo.

Trovarsi a perdere una tecnica, che si possiede imparandola, per ereditare un’arte, che non si può imparare ma solo perfezionare se la
si ha.

Trovarsi nudo alla fine di un percorso che speravo mi vestisse. E magari trovarmici non in un angolo, ma davanti a tutti, seduto sulla sedia del maestro.

Davanti a me stesso.

Cosimo

 NdR: Se l’autore di questo post avesse obiezioni alla sua pubblicazione o alla forma presente, è pregato di contattarmi.